Dichiarazione di valore

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La dichiarazione di valore è un documento rilasciato dalle autorità consolari italiane a coloro che, avendo conseguito un titolo di studio presso istituti di istruzione stranieri (ovvero non appartenenti a Stati membri dell'Unione Europea, o allo Spazio economico europeo o alla Confederazione Svizzera), intendono proseguire gli studi in Italia oppure avviare le procedure di Equipollenza dei titoli di studio oppure di riconoscimento professionale.

Contenuto del documento[modifica | modifica sorgente]

I dati riportati nella dichiarazione di valore riguardano l'Istituzione scolastica o universitaria, il valore del Titolo nel Paese in cui esso è stato conseguito, la durata del corso di studi, ed ogni altra informazione ritenuta utile alla sua valutazione in Italia.

Funzione del documento[modifica | modifica sorgente]

Va precisato che la dichiarazione di valore non attribuisce alcun riconoscimento al Titolo in Italia ma ha l'unico scopo di descrivere il valore acquisito dal Titolo di studio nel Paese di origine. Il riconoscimento o l'equipollenza dei Titoli sono di competenza delle specifiche Autorità italiane:

  • Gli Uffici scolastici provinciali per quanto concerne l'equipollenza dei diplomi di livello pre-universitario.
  • Le Università per quanto concerne l'equipollenza delle Lauree estere.
  • Il Ministero dell'istruzione, Università e Ricerca per l'equipollenza accademica dei dottorati (Ph.D.) esteri.
  • I vari Ministeri per quanto concerne i riconoscimenti professionali (ai fini dell'esercizio di professioni regolamentate).[1]

Tale procedura è necessaria in quanto i Titoli di studio o professionali conseguiti all'estero non sono automaticamente riconosciuti in Italia, non hanno cioè, alcun valore legale. Pertanto qualora si intenda utilizzarli nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni o per l'esercizio di professioni regolamentate, è necessario che essi siano preventivamente riconosciuti dalle competenti autorità italiane.

Titoli comunitari[modifica | modifica sorgente]

Va precisato che tale procedimento amministrativo non è più da effettuare per quanto concerne i titoli conseguiti in un paese facente parte dell'Unione Europea dello Spazio economico europeo o nella Confederazione Svizzera.[2]. In tal senso si è pronunciata anche il Consiglio di Stato rilevando come [...] per quel che riguarda i titoli di studio conseguiti nell'ambito dell'U.E., che alla dichiarazione di valore non può essere riconosciuto un ruolo decisivo e discriminante. Infatti, la P.A. ha l'obbligo di motivare le sue decisioni con riguardo ai contenuti formativi del diploma, non semplicemente in relazione ad aspetti estrinseci rispetto alle competenze ed alle abilità professionali attestate dal titolo, quale formalmente è la dichiarazione di valore, ma sulla base di una valutazione sostanziale, mediante l'impiego (da valutarsi caso per caso da parte del responsabile del procedimento) di tutti gli strumenti istruttori normalmente disponibili (inclusa la corrispondenza diretta e/o diplomatica, considerata tuttavia nel suo aspetto ordinario di fonte di informazioni non aventi carattere esclusivo o infungibile). La richiesta della dichiarazione di valore, insomma, corrisponde ad una mera prassi, che non esclude il potere-dovere dell'Amministrazione di compiere le proprie autonome valutazioni anche qualora la rappresentanza diplomatica interessata non abbia fornito il riscontro richiesto o l'abbia fornito in termini generici od insufficienti. [3]

La disposizione è riportata anche nel sito Linea Amica del portale del Governo italiano [4]

Si richiama, in tal senso, anche il "Regolamento concernente il riconoscimento dei titoli di studio accademici, a norma dell'articolo 5 della legge 11 luglio 2002, n. 148" pubblicato nella G.U. n. 300 del 28.12.2009 - In vigore dal 12.01.2010 che stabilisce le esatte definizioni:

b) per «istituti di istruzione superiore»: gli istituti di istruzione superiore dei Paesi aderenti alla Unione europea e allo Spazio economico europeo, nonché della Confederazione svizzera,statali o riconosciuti dallo Stato o accreditati nello Stato di origine, abilitati al rilascio di titoli di studio;

c) per «istituti di istruzione superiore stranieri»: gli istituti di istruzione superiore dei Paesi diversi da quelli di cui alla lettera b), statali o riconosciuti dallo Stato o accreditati nello Stato di origine, abilitati al rilascio di titoli di studio e di documentata rilevanza scientifica sul piano internazionale.

Inoltre, sempre per quanto concerne titoli di studio conseguiti nell'Unione Europea, ai fini del loro riconoscimento professionale per l'esercizio di professioni regolamentate in Italia, la dichiarazione di valore non è più richiesta, in quanto sostituita dalla Certificazione di conformità alla Direttiva 2005/36/CE rilasciata dalla competente Autorità estera.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si veda, per maggiori dettagli, il sito del CIMEA
  2. ^ Si riporta la nota (pag. 18) del Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca,
  3. ^ Consiglio di Stato sentenza n. 4613 del 4/9/07
  4. ^ Cos'è la dichiarazione di valore di un titolo di studio

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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