De profundis
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L'espressione De profundis che, tradotta letteralmente, significa dal profondo [dell'abisso] è tratta dall'inizio del Salmo 129[1] secondo la traduzione in lingua latina della Vulgata.
Il salmo si recita in modo particolare nella liturgia dei defunti.
L'espressione si usa parlando di persona che si crede spacciata: "gli si può cantare il De profundis".
[modifica] Note
- ^ Il numero 129 è secondo la traduzione greca dei Settanta; nell'originale ebraico il salmo porta il numero 130

