David Bowie (album)

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David Bowie
Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1º giugno 1967
Durata 37 min : 07 s
Dischi 1
Tracce 14
Genere Rock
Pop
Vaudeville
Etichetta Deram Records
Produttore Mike Vernon
Arrangiamenti David Bowie, Derek Fearnley, Arthur Greenslade
Registrazione Decca Studios, Londra, 14 novembre 1966-25 febbraio 1967
Formati LP, CD
David Bowie - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1969)
Singoli
  1. Rubber Band
    Pubblicato: 2 dicembre 1966
  2. Love You Till Tuesday
    Pubblicato: 14 luglio 1967
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock[1] 5/10 stelle
Allmusic[2] 2.5/5 stelle
Sputnikmusic[3] 2.6/5 stelle
Piero Scaruffi[4] 3/10 stelle
« La visione di Bowie è dritta e penetrante come un raggio laser. Scava attraverso ipocrisia, pregiudizio e convenzioni. Vede l’amarezza dell’umanità ma è raramente aspro. Coglie il lato umoristico nei nostri fallimenti, la commozione nelle nostre virtù. »
(Kenneth Pitt, nota sul retro di copertina[5])

David Bowie è l'album discografico di debutto del cantante inglese David Bowie, pubblicato nel 1967 dalla Deram Records e ristampato su compact disc per la prima volta nel 1983. Seppure ancora lontano dallo stile che lo distinguerà negli album successivi, il disco testimonia la grande energia creativa e la voglia di mettersi in gioco del cantante ed è caratterizzato da composizioni narrative a metà tra il folk inglese tradizionale e il vaudeville da rivista. Nella speranza che Bowie potesse farsi un nome come cantautore, come Bob Dylan o Laura Nyro, prima della pubblicazione dell'album il manager Kenneth Pitt aveva inviato a gruppi e musicisti americani del calibro di Peter, Paul and Mary, Judy Collins, Big Brother and the Holding Company, Joan Baez e Jefferson Airplane, l'acetato di diverse tracce tra cui Join the Gang, When I Live My Dream e There is a Happy Land.[6] In tutti i casi le offerte vennero rifiutate, ad eccezione di Silly Boy Blue che fu incisa da Billy Fury nel 1968.[7] Nonostante alcune recensioni incoraggianti sulla stampa specializzata l'album non incontrò il favore del pubblico e contribuì alla fine del rapporto di Bowie con la Deram.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Quando nell'ottobre 1966 Bowie firmò il contratto con la Deram, neonata sussidiaria della Decca Records, stava concludendo la prima parte della sua carriera. Per più di quattro anni aveva lavorato con varie band, dai Kon-rads ai Buzz, spesso portate dallo stato amatoriale a quello professionistico in breve tempo.[8] Ancora relativamente sconosciuto e con sei singoli fallimentari con tre etichette diverse all'attivo, avere l'opportunità di registrare un album fu una cosa abbastanza inusuale e allo stesso tempo gli dette l'opportunità di concentrarsi su una possibile carriera solista. I due anni precedenti le sessioni in studio furono particolarmente frenetici, con concerti in tutto il Paese e spostamenti da una città all'altra con mezzi di fortuna (tra cui un'ambulanza convertita che si fermava in continuazione).[9] Così dev'essere stato un sollievo quando Kenneth Pitt, manager di Bowie dal tempo del Bowie Showboat dell'aprile 1966, riuscì ad ottenere il contratto con la casa discografica.[10]

Si trattò di un debutto spiazzante, soprattutto considerando il periodo in cui furono scritte le canzoni, una raccolta di storie disperate in apparenza senza un filo conduttore o un tema che potessero dare qualche indizio del suo passato.[11] Dopo una pur breve carriera passata dall'r&b al jazz, dal rock 'n' roll al pop, con questo album David evidenziò nuovi interessi per il vaudeville e il teatro musicale leggero di inizio novecento, per la musica classica (soprattutto Stravinskij, Dvořák e Vaughan Williams) così come per il buddhismo e il travestimento.[12] Gran parte dei testi fanno riferimento alla recitazione e al grande schermo ma anche alla sorte degli emarginati e dei derelitti, temi ricorrenti nei successivi dischi di Bowie che mantiene uno sguardo cinico sulla vita notturna della Swinging London. Accanto a melodie da filastrocca che evocano in modo colorito l'innocenza dell'infanzia (There Is a Happy Land, When I Live My Dream) e che rimandano alle storie illustrate per bambini di Randolph Caldecott, si possono rilevare tematiche parallele a quelle delle sue opere della maturità. We Are Hungry Men prefigura i temi Orwelliani e messianici, She's Got Medals anticipa la commistione di generi disparati mentre Come and Buy My Toys rimanda al territorio folk acustico che esplorerà con Space Oddity.

Influenze[modifica | modifica wikitesto]

Anthony Newley, fonte d'ispirazione per lo stile vocale di David Bowie in questo periodo.
« Ho scoperto il suo apprezzamento per il mio lavoro da un articolo, credo del Time, in cui diceva di quanto i miei primi lavori come cantante di rock 'n' roll siano stati influenti per lui. È strano perché ero davvero un cantante senza ispirazioni. Voglio dire, non scrivevo il mio materiale in quel periodo. »
(Anthony Newley, 1992[13])

David Bowie è visto spesso come una "trovata da varietà" derivata da un flirt stilistico con Anthony Newley e lo stesso Bowie, durante le sessioni di registrazione confessò al produttore Mike Vernon di essere un ammiratore del cantante e attore inglese dal caratteristico accento cockney.[14] Inoltre, le orchestrazioni presenti in dischi come Tony del 1961 o canzoni come Strawberry Fair dell'anno precedente, dettero un contributo al suono che David conferì all'album.[15]

Come dichiarò il tecnico del suono Gus Dudgeon al biografo David Buckley, «se la prendeva con Mike Vernon e me perché avevamo detto "Bowie è veramente bravo e le sue canzoni sono grandi, ma sembra Anthony Newley"».[16] L'album è considerato, secondo la definizione dello stesso Buckley, «un'opera giovanile tendente al servilismo affrontabile soltanto da chi possiede una soglia di imbarazzo sufficientemente alta»,[14] e il periodo Deram in generale è stato sin da allora svalutato anche da Bowie: «Quella roba tipo Tony Newley, che piaggeria», ha confessato nel 1990, «no, non ho molto da dire a suo favore. Quanto ai testi, immagino che stessi cercando una mia dimensione da narratore di storie brevi. Musicalmente è piuttosto stravagante... sembrava avere le sue radici dappertutto, nel rock, nel vaudeville, nella rivista o non so che altro. Non so se ero Max Miller o Elvis Presley».[14]

In realtà le somiglianze vocali con Newley affiorano solo in brani come Love You Till Tuesday, Little Bombardier e She's Got Medals e un'altra influenza è presente nell'album, come ha ricordato Bowie anni dopo: «Avevo l'abitudine di andare al Marquee con Marc Bolan, già da prima di pensare alla possibilità di diventare famosi. Eravamo incredibilmente ispirati da Syd Barrett, c'era una sorta di misticismo spaziale intorno a Syd...».[17] L'album presenta infatti una miscela di folk e brevi storie che trae molti spunti dal versante più commerciale della nascente psichedelia britannica. Il tema della nostalgia del tempo di guerra, le evocazioni di innocenza infantile e il campionario di disadattati sociali, sono tutti coerenti con i lavori contemporanei dei Pink Floyd, della Bonzo Dog Doo-Dah Band e persino dei Beatles (l'anno prima Revolver aveva proposto le storie di persone solitarie e sottomarini gialli mentre Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band venne pubblicato lo stesso giorno di David Bowie).[18]

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Le sessioni di registrazione dell'album iniziarono il 14 novembre 1966 con Uncle Arthur e She's Got Medals nello studio 2 della Decca a West Hampstead, sotto l'attenta direzione del manager Kenneth Pitt.[10] Questa sarebbe stata la sede per tutte le sessioni, che si susseguivano velocemente mentre i Buzz esaurivano le esibizioni in calendario. Il giovane produttore scelto dalla Decca, Mike Vernon, era più orientato verso il blues che al music-hall e aveva già lavorato per un gran numero di artisti e compositori, incluso John Mayall. «Non dico che abbiamo proprio lottato ma è stata un'avventura», ha ricordato nel 2009, «non ero sicuro di cosa farne in quel periodo, né se fosse commerciale, ma come sempre ho messo da parte simpatie e antipatie e sono andato avanti. Fu un disco molto molto bizzarro e unico, ideale per la Deram».[19] Vernon si accorse subito che Bowie «aveva un enorme talento, un carisma molto definito, era solo questione di tempo».[20]

Il produttore era assistito dal tecnico del suono Gus Dudgeon (futuro produttore del brano Space Oddity), che pure apprezzò il lavoro dicendo al biografo David Buckley che «la musica era molto cinematografica, tutto molto suggestivo, molto onesto e spontaneo e perciò unico».[21] Il bassista Derek Fearnley, che aiutò David negli arrangiamenti, ricordava un metodo di collaborazione più o meno simile a quello che Bowie avrebbe usato trent'anni dopo. «Aveva una canzone nella sua forma base e la sviluppavamo insieme. Diceva, "mi piacerebbe avere un violino" e io dicevo, "sì, manteniamo un tocco sentimentale, mettiamoci un trombone" e lui diceva che era una grande idea. Era così maledettamente ispirato... mi ha stimolato su cose che altrimenti non avrei mai potuto fare».[20] Essendo in possesso di una preparazione musicale piuttosto rudimentale i due acquistarono un manuale, l'Observer's Book of Music, per cercare di comprendere i termini usati dai musicisti di Vernon, molti dei quali provenivano dalla London Philharmonic Orchestra.[20][22]

Il 24 novembre dopo vennero registrate There is a Happy Land, We Are Hungry Men e Join the Gang. I Buzz tennero l'ultimo concerto il 2 dicembre a Shrewsbury prima di sciogliersi, ma continuarono a partecipare alle sessioni nei 15 giorni successivi quando furono registrate Little Bombardier, Sell Me a Coat, Silly Boy Blue, Maid of Bond Street, Come and Buy My Toys e Please, Mr. Gravedigger. Poco più di due mesi dopo, il 25 febbraio 1967 le versioni di When I Live My Dreams, Love You Till Tuesday e Rubber Band, appena uscita come singolo, completarono le registrazioni.[20]

Uscita e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º giugno 1967 l'album uscì, oltre che nel Regno Unito, in molti Paesi europei, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda.[23][24] Kenneth Pitt aveva spedito copie di David Bowie a numerose persone con cui aveva contatti nel modo dello spettacolo per sollevare interesse nei confronti del cantante, ricevendo anche lettere di congratulazioni.[20] Tuttavia, almeno dal lato delle vendite l'impatto non fu quello sperato, anche per lo scarso interesse della Deram nel promuoverlo. Tony Hall, capo della promozione Decca e personaggio chiave nell'assicurare il contratto a Bowie, era passato ad un'altra società ancora prima dell'uscita del disco, così David aveva perduto il suo referente all'interno della compagnia.[20] Ciò nonostante l'album ricevette alcune critiche sostanzialmente positive. Allen Evans di New Musical Express definì il disco «molto innovativo» e Bowie «un talento molto promettente», sottolineando «una notevole freschezza di suono negli arrangiamenti leggeri di David e Derek Fearnley».[20] La rivista Disc and Music Echo presentava il disco come «un album di debutto notevole e creativo di un diciannovenne londinese» e dichiarava: «Ecco un nuovo talento che merita attenzione perché, sebbene David Bowie non abbia una gran voce, sa porgere le parole con una certa impertinenza che risulta accattivante, anche se non precoce... piena di astratto fascino».[25]

Anche negli Stati Uniti, dove uscì pochi mesi dopo senza due tracce (We Are Hungry Men e Maid of Bond Street), l'album si rivelò un fallimento commerciale nonostante una massiccia campagna pubblicitaria nelle stazioni radio e sulla stampa.[26]

Ma l'album portò anche qualcosa di buono, come l'attenzione che destò in Lindsay Kemp («l'ho ascoltato fino a consumarlo...» ha affermatò anni dopo),[27] tanto che David avrebbe eseguito alcune delle tracce nello spettacolo Pierrot in Turquoise del marzo 1968. Un altro aspetto positivo fu il risultato di una audizione alla BBC che gli consentì di registrare la sua prima sessione radiofonica il 18 dicembre 1967. Il produttore di Top Gear, Bernie Andrews, si era rivelato un ammiratore dell'album e la vigilia di Natale il programma venne trasmesso su Radio 1.[28]

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

Le foto in primo piano di Bowie sulla copertina (e sul retro) vennero scattate nello studio-cantina di Gerald Fearnley, fratello del bassista Derek,[29] situato sotto una chiesa in Bryanston Street vicino a Marble Arch, dove David aveva anche fatto le prove durante la registrazione dell'album.[20] «Quella giacca militare, ne andavo molto fiero... era di sartoria», ricordò il cantante anni dopo circa l'abbigliamento che aveva scelto come complemento del suo taglio di capelli da paggetto.[20] La foto sul retro dell'album uscito nel Regno Unito è un primo piano frontale di Bowie mentre quella dell'edizione americana è uno scatto di profilo.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testo e musiche di David Bowie.

Lato A
  1. Uncle Arthur – 2:07
  2. Sell Me a Coat – 2:58
  3. Rubber Band – 2:17
  4. Love You Till Tuesday – 3:09
  5. There Is a Happy Land – 3:11
  6. We Are Hungry Men – 2:58
  7. When I Live My Dream – 3:22
Lato B
  1. Little Bombardier – 3:24
  2. Silly Boy Blue – 3:48
  3. Come and Buy My Toys – 2:07
  4. Join the Gang – 2:17
  5. She's Got Medals – 2:23
  6. Maid of Bond Street – 1:43
  7. Please Mr. Gravedigger – 2:35

Bonus disc dell'edizione deluxe 2010[modifica | modifica wikitesto]

Testo e musiche di David Bowie. Le tracce sono in mono, tranne dove indicato.

  1. Rubber Band – 2:01 (versione 45 giri)
  2. The London Boys – 3:19 (lato B di Rubber Band)
  3. The Laughing Gnome – 2:56 (45 giri)
  4. The Gospel According to Tony Day – 2:46 (lato B di The Laughing Gnome)
  5. Love You Till Tuesday – 2:59 (versione 45 giri)
  6. Did You Ever Have a Dream – 2:06 (lato B di Rubber Band)
  7. When I Live My Dream – 3:49 (versione del video Love You Till Tuesday)
  8. Let Me Sleep Beside You – 3:24 (inedita)
  9. Karma Man – 3:03 (inedita)
  10. London Bye Ta-Ta – 2:36 (inedita)
  11. In the Heat of the Morning – 2:44 (inedita)
  12. The Laughing Gnome – 2:59 (45 giri, stereo)
  13. The Gospel According to Tony Day – 2:49 (lato B di The Laughing Gnome, stereo)
  14. Did You Ever Have a Dream – 2:05 (lato B di Rubber Band, stereo)
  15. Let Me Sleep Beside You – 3:20 (inedita, stereo)
  16. Karma Man – 3:03 (inedita, stereo)
  17. In the Heat of the Morning – 2:58 (inedita, stereo)
  18. When I'm Five – 3:05 (inedita)
  19. Ching-a-Ling – 2:48 (inedita, stereo)
  20. Sell Me a Coat – 2:58 (remix)
  21. Love You Till Tuesday – 2:56 (sessione BBC 1967)
  22. When I Live My Dream – 3:33 (sessione BBC 1967)
  23. Little Bombardier – 3:25 (sessione BBC 1967)
  24. Silly Boy Blue – 3:22 (sessione BBC 1967)
  25. In the Heat of the Morning – 4:16 (sessione BBC 1967)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione dei brani[modifica | modifica wikitesto]

Uncle Arthur[modifica | modifica wikitesto]

Il brano di apertura è una tragicommedia incentrata sulla figura di un triste ed eccentrico trentenne che legge ancora i fumetti, protetto dalla figura materna da ogni contatto con il sesso femminile. Un giorno, nel tranquillo quadretto familiare irrompe Sally e Arthur la segue, tranne pentirsi presto di essersi sposato e tornare a rifugiarsi in seno alla madre.

(EN)

« Round and round goes Arthur's head, hasn't eaten well for days,
little Sally may be lovely, but cooking leaves her in a maze. »

(IT)

« Gira la testa di Arthur, non ha mangiato bene per giorni,
la giovane Sally può essere deliziosa, ma la cucina la disorienta. »

Il fatto che il protagonista sia nominato solo come "zio Arthur" rivela forse il punto di vista di un bambino (un aspetto comune ad altre tracce dell'album), con i pasticci della vita di un adulto risolti dalla logica infantile.[30] Le tribolazioni domestiche del protagonista si ritroveranno più di dieci anni dopo in Repetition, anche se con tematiche completamente diverse.

Sell Me a Coat[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« A winter's day, a bitter snowflake on my face,
my summer girl takes little backward steps away... »

(IT)

« Un giorno d'inverno, un amaro fiocco di neve sul mio volto,
la mia ragazza dell'estate si allontana lentamente... »

Malinconica ballata in cui il simbolismo (l'estate come immagine di amore e felicità, l'inverno come disperazione e frigidità) si sovrappone all'alternarsi di versi lenti e sommessi con un ritornello incisivo dal ritmo più vivace. Nel marzo 1968 Bowie eseguì il brano nello spettacolo teatrale Pierrot in Turquoise di Lindsay Kemp e l'anno successivo venne inserito nel video promozionale Love You Till Tuesday, con una strumentazione supplementare e i cori di Hermione Farthingale (all'epoca fidanzata di David) e John "Hutch" Hutchinson.[31] La sequenza del video contiene riprese effettuate presso la boutique londinese Mr. Fish, che avrebbe fornito a David i costumi usati nel periodo di The Man Who Sold the World.[32]

Rubber Band[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rubber Band.

Il 18 ottobre 1966, Bowie e i Buzz (più il trombettista Chick Norton) registrarono tre canzoni agli RG Jones Studios, The Gravedigger (che poi sarebbe diventata Please Mr. Gravedigger), Rubber Band e The London Boys, con le quali il manager Kenneth Pitt riuscì ad ottenere il contratto con la Deram.[33] L'etichetta rimase positivamente colpita e decise di pubblicare le ultime due, rispettivamente lato A e lato B del primo 45 giri estratto dall'album. Passate le influenze blues dei singoli precedenti, Bowie si era spostato verso il vaudeville con un brano malinconico che narra di un veterano della prima guerra mondiale che si vede portar via la donna dal direttore di una banda musicale. Nonostante l'insuccesso del singolo Rubber Band venne registrata nuovamente per l'album, in una versione un po' più lenta e con alcune differenze nel testo: il cambio della data citata all'inizio da 1912 a 1910 e l'aggiunta dell'ironica invettiva finale «Spero ti si rompa la bacchetta...» («I hope you break your baton...»).[34] In seguito fu inclusa nel video promozionale Love You Till Tuesday.

Love You Till Tuesday[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Love You Till Tuesday.

La versione dell'album venne registrata il 25 febbraio 1967 con l'arrangiamento di Bowie e Arthur Greenslade, mentre una seconda incisione effettuata due giorni dopo l'uscita di David Bowie con una nuova parte cantata, un arrangiamento per archi del musicista Ivor Raymonde e una citazione in stile vaudeville di Hearts and Flowers dal Wintermärchen di Alphons Czibulka, fu pubblicata come secondo e ultimo singolo estratto.[35] Così come altre tracce, Love You Till Tuesday cattura David Bowie al culmine della sua infatuazione per lo stile vocale di Anthony Newley, con una melodia orecchiabile e un testo che rappresenta un esempio di cinismo da uomo di mondo mascherato da esaltazione dell'amore libero.[29] Tra la fine del 1967 e l'inizio del 1969 la canzone venne eseguita nella prima sessione BBC di David Bowie, nei programmi televisivi Fanclub della tv olandese e 4-3-2-1 Musik Für Junge Leute della tedesca ZDF e nei titoli di testa del video promozionale eponimo.

There Is a Happy Land[modifica | modifica wikitesto]

In questo brano crepuscolare ispirato a William Blake l'innocenza infantile è vista come un paradiso metaforicamente separato dall'incombente oscurità dell'età adulta, con i suoi ranghi e corporazioni, leggende e fazioni sconosciute ai "maturi".

(EN)

« There's a special place in the rhubarb fields, underneath the leaves,
it's a secret place and adults aren't allowed there, Mr. Grownup... »

(IT)

« C'è un posto speciale nei campi di rabarbaro, sotto le foglie,
è un luogo segreto e gli adulti non sono ammessi, signor Maturo... »

Il testo rivela fantasie classiche dell'infanzia come Tiny Tim e Charlie Brown al fianco di personaggi creati da Bowie e la musica ha forse uno degli arrangiamenti più ambiziosi dell'LP, con un assolo iniziale di quello che sembra una celesta e un altro successivo di un corno francese.[36] Il brano fu scelto dalla Deram come lato B della versione americana di Rubber Band, al posto di The London Boys che aveva suscitato polemiche per il testo, e in Francia come lato B proprio di The London Boys.

We Are Hungry Men[modifica | modifica wikitesto]

Intitolato in origine We Are Not Your Friends, il brano è un graffiante dramma fantascientifico che si apre con un frenetico annunciatore (Gus Dudgeon) che si propone di adottare misure drastiche come il cannibalismo per combattere la sovrappopolazione.[37] Pur lasciando intravedere tematiche che diventeranno familiari nelle opere successive di Bowie (Cygnet Committee, The Supermen, molto del materiale di Diamond Dogs),[38] come le figure messanico-fasciste e le distopie in cui vengono al potere, l'atmosfera è più ironica che inquietante e le interiezioni di un nazista da fumetti raggiungono il picco della follia accompagnato da corni stridenti:

(EN)

« I have prepared a document...
Legalising mass abortion...
We will turn a blind eye to infanticide... »

(IT)

« Ho preparato un documento...
per legalizzare l'aborto di massa...
Chiuderemo un occhio sull'infanticidio... »

Il testo suggerisce che Bowie avesse letto autori come G.J. Ballard e Brian Aldiss e racconti di fantascienza inglese degli anni cinquanta e primi anni sessanta come Morte dell'erba, Il giorno dei trifidi, I figli dell'invasione e soprattutto Largo! Largo! di Harry Harrison.[39] Il brano fu escluso dall'edizione americana di David Bowie e non è mai stato proposto dal vivo.

When I Live My Dream[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uno dei punti fermi del primo repertorio di Bowie e le molte versioni esistenti indicano che la canzone era tenuta in considerazione sia da David che dal manager Kenneth Pitt.[40] Quella che può sembrare una semplice canzone d'amore rivela un certo senso di sofferenza mentre la tendenza del cantante a drammatizzare le sue emozioni in forma cinematografica prefigura le fantasie da grande schermo di numerosi testi successivi.

(EN)

« Till that day you'll run to many other men,
but let them know it's just for now,
tell them that I've got a dream
and tell them you're the starring role. »

(IT)

« Fino a quel giorno correrai da molti altri uomini,
ma fa' sapere loro che è solo per adesso,
di' loro che ho un sogno
e di' loro che tu sei la protagonista. »

Una seconda versione, riarrangiata dal musicista britannico Ivor Raymonde, fu proposta come singolo alla Deram a metà 1967 ma il progetto venne bocciato.[41] Venne usata in seguito nel video promozionale Love You Till Tuesday e nello stesso periodo il cantante registrò agli studi Trident Mit Mir in Deinen Traum, versione in lingua tedesca col testo tradotto da Lisa Busch che avrebbe dovuto figurare nella progettata edizione del video per la Germania. L'edizione tedesca non venne realizzata ma il brano è comunque reperibile in bootleg quali Chameleon Chronicles Vol. 1.[40] Il 18 dicembre 1967 Bowie incluse una nuova incisione del brano nella sua prima sessione BBC e nel marzo 1968 lo eseguì nello spettacolo di Lindsay Kemp Pierrot in Turquoise.

Nel 1969 When I Live My Dream venne eseguita al Festival della Canzone di Malta e ricevette il riconoscimento per la miglior produzione discografica al Premio Internazionale del Disco di Monsummano Terme. Altre due versioni inedite (la prima con una parte vocale differente, la seconda un demo con l'accompagnamento di un organo) sono presenti nel bootleg The Forgotten Songs of David Robert Jones. La canzone è presente inoltre nella colonna sonora del film Boy Meets Girl del 1984 e in quella di Le avventure acquatiche di Steve Zissou del 2004, in questo caso eseguita in lingua portoghese da Seu Jorge.

Little Bombardier[modifica | modifica wikitesto]

Questo nostalgico valzer da luna park, uno dei pochissimi brani di Bowie scritti in 3/4, è un altro esempio della sua abilità nel tratteggiare le varie tipologie umane e le loro storie. Trombone, archi e pianoforte fanno da sottofondo al racconto di un anziano veterano di guerra che allontana la solitudine e l'alcolismo in un cinema, fino al giorno in cui due bambini gli offrono di nuovo la gioia di vivere. La storia non ha un lieto fine e il protagonista, sospettato di pedofilia, viene bandito dalla città.

(EN)

« The hand of authority said "no more"
to the little bombardier.
Packed his bags, his heart in pain,
wiped a tear and caught a train,
not to be seen in town again. »

(IT)

« La mano dell'autorità disse "basta"
al piccolo pilota di bombardiere.
Fece le valigie con l'angoscia nel cuore,
si asciugò una lacrima e prese il treno,
per non farsi rivedere mai più in città. »

Anche Little Bombardier venne inclusa nella prima sessione BBC del dicembre 1967 (versione rintracciabile in bootleg come Archive Volume One).

Silly Boy Blue[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di uno dei primi segnali della fase buddhista di David Bowie, che nel febbraio del 1966 aveva dichiarato a Melody Maker: «Voglio andare in Tibet. È un posto affascinante, sapete... I monaci tibetani, i Lama si seppelliscono per settimane tra le montagne e mangiano solo ogni tre giorni. Sono assurdi, e si dice che vivano centinaia di anni».[42][7] Ispirato al libro di Heinrich Harrer del 1953 Sette anni nel Tibet e all'incontro con il rifugiato Chimi Youngdong Rimpoche,[7] Bowie si rivolge ad un "bambino del Tibet" evocando le montagne di Lhasa e la reincarnazione.

(EN)

« You wish and wish, and wish again,
you've tried so hard to fly,
you'll never leave your body now,
you've got to wait to die... »

(IT)

« Tu continui ad esprimere desideri,
hai provato con ogni mezzo a volare,
non puoi lasciare il tuo corpo adesso,
devi aspettare di morire... »

Nel brano si trovano accenni densi delle aspettative che si alimentavano fra i giovani degli anni sessanta ma per Bowie non si trattava dell'euforia di un momento.[7] Il bisogno di riposte è sempre stato un tema centrale per il cantante e lo stesso argomento sarà sviluppato con maggior partecipazione emotiva negli anni successivi, fino all'album Reality del 2003.

Un demo apparso nel bootleg The Forgotten Songs of David Robert Jones fu registrato con i Lower Third agli RG Jones Studios addirittura nell'ottobre 1965, anche se il testo aveva molto più a che vedere con la Londra suburbana che con il Tibet.[42] Silly Boy Blue fu eseguita nelle sessioni BBC del 18 dicembre 1967 e del 13 maggio 1968, (la seconda inclusa in Bowie at the Beeb) con un elaborato arrangiamento di Tony Visconti completo di gong e campane,[42] e fino all'anno successivo avrebbe costituito l'accompagnamento per la sequenza mimica Jetsun and the Eagle.[7] Una nuova registrazione avvenne nel 2000 in previsione del suo inserimento nell'album Toy, programmato per il 2001 ma ad oggi mai pubblicato.[43] Il 26 febbraio 2001, accompagnato da Sterling Campbell alla batteria, Tony Visconti al basso, Philip Glass al piano e Moby alla chitarra (e con una sezione di archi), Bowie ha cantato Silly Boy Blue alla Carnegie Hall di New York durante il Tibet House Benefit Concert.[44]

Una cover incisa dal cantante inglese Billy Fury, presente anche nell'album tributo Oh! You Pretty Things del 2006, fu pubblicata senza successo dalla Parlophone nel marzo 1968.

Come and Buy My Toys[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« You shall work your father’s land,
but now you shall play in the market square till you be a man. »

(IT)

« Lavorerete la terra di vostro padre,
ma ora giocate sulla piazza del mercato finché sarete uomini. »

Accompagnato solo da una chitarra folk a dodici corde, Bowie riprende le atmosfere di There Is a Happy Land, anche se manca il senso di mistero e minaccia di quest'ultima, descrivendo un idillio di fanciulle sorridenti e rosei ragazzi i cui anni felici avranno presto fine. L'invito è quello a godere della gioia e della spensieratezza dell'infanzia prima che le responsabilità dell'età adulta prendano il sopravvento.

Join the Gang[modifica | modifica wikitesto]

Cinico ritratto di una combriccola londinese che presenta una serie di personaggi disgraziati archetipi della Swinging London: la modella da manifesti pubblicitari, il cantante rock perennemente ubriaco, l'esistenzialista. Accompagnato da un assortimento di cliché pop di metà anni sessanta, dal sitar che rimanda alle influenze orientali rese popolari da George Harrison alla batteria funky ed una linea di pianoforte honky tonk,[45] Bowie canta in modo vivace e con un leggero senso di disillusione:

(EN)

« You won't be alone, we've all got beery grins,
it's a big illusion but at least you're in... »

(IT)

« Non sarai solo, tutti abbiamo grandi sorrisi da birra,
è una grande illusione, ma almeno ne fai parte... »

Join the Gang fu una delle poche canzoni dell'album ad essere eseguita con i Buzz nelle ultime date dal vivo di fine 1966.[45]

She's Got Medals[modifica | modifica wikitesto]

Oltre all'ironico antimilitarismo già presente in altri brani dell'album, in questa traccia si trovano i primi accenni dell'interesse di Bowie per l'ambiguità sessuale e il travestimento. Racconta di una ragazza che si arruola nell'esercito sotto sembianze maschili per sfidare la morte in un bombardamento aereo e farsi congedare come donna, salvo decidere di disertare all'ultimo momento.

(EN)

« Replaced her uniform with dresses silk and green,
called herself Eileen, came to London town,
now she's settled down... »

(IT)

« Sostituì la sua uniforme con vestiti di seta verdi,
si fece chiamare Eileen, andò a Londra,
ora si è fatta una famiglia... »

Per inciso, a metà degli anni sessanta "medals" era un'espressione gergale usata come sinonimo di "balls", che in origine derivava dalla diceria secondo la quale le "medaglie del Bengala" erano tanto comuni da essere usate dai soldati come bottoni per i pantaloni.[46]

Maid of Bond Street[modifica | modifica wikitesto]

La penultima traccia dell'album è caratterizzata da un pianoforte da teatro vaudeville, una linea vocale sincopata e un testo che riprende i temi affrontati in brani precedenti sulle vite frustrate del "sottobosco" di Londra di metà anni sessanta. La celebrità e l'ostentazione dell'apparenza sono viste come le uniche garanzie di successo e, come nel caso di Little Bombardier, non mancano i riferimenti alla fantasia che vede la finzione cinematografica come antidoto contro una grigia esistenza:

(EN)

« This girl, her world is made of flashlights and films,
her cares are scraps on the cutting-room floor... »

(IT)

« Questa ragazza, il suo mondo è fatto di flash dei fotografi e film,
vive dei frammenti caduti sul pavimento della sala di montaggio... »

Così come We Are Hungry Men, Maid of Bond Street venne esclusa dall'edizione americana dell'album e non è mai stata eseguita dal vivo.

Please Mr. Gravedigger[modifica | modifica wikitesto]

La prima versione di questo bizzarro poema in musica faceva parte del trittico di brani con il quale il 18 ottobre 1966 Kenneth Pitt riuscì ad ottenere il contratto con la Deram.[47] Nella versione dell'album non ci sono strumenti musicali ma effetti sonori atmosferici che fanno da sottofondo alla storia di un infanticida che, dopo aver ucciso e sepolto nel cimitero di Lambeth una bambina di 10 anni, tra singhiozzi e starnuti si rivolge al becchino con l'intenzione di seppellire lui stesso, forse perché ha scoperto il suo assassinio.

(EN)

« No, Mr. GD, you won't tell,
and just to make sure that you keep it to yourself,
I've started digging holes myself,
And this one here's for you... »

(IT)

« No, signor becchino, non parlerai,
e per essere sicuro che lo terrai per te,
ho cominciato anch'io a scavare buche,
e questa qui è per te... »

Come ricordava Gus Dudgeon, in quel periodo Bowie adottava metodi poco ortodossi per entrare nella parte: «Me lo ricordo ancora, piazzato in mezzo alla stanza con un paio di calosce e il bavero rialzato come se si trovasse sotto la pioggia, ingobbito, che rimescola in una scatola piena di ghiaia».[48][49] Dudgeon ha rivelato anche la strana sensazione che provò quando Bowie, in alcuni punti del brano, abbreviò "Mr. Gravedigger" in "Mr. GD": «Sono le mie iniziali, e la cosa mi dava un po' fastidio!».[49] L'unica occasione in cui Bowie ha proposto Please Mr. Gravedigger dal vivo è stata il 27 febbraio 1968 nella trasmissione della TV tedesca 4-3-2-1 Musik Für Junge Leute. Una cover è stata eseguita da Des de Moor e Russell Churney nell'album tributo Darkness and Disgrace del 2003.

Riedizioni e raccolte[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1973, sulla scia del successo di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars e della crescente fama internazionale di David Bowie, l'album è stato ripubblicato diverse volte in molti Paesi e nel 1983 è uscita la prima versione in compact disc.[50][51][52] L'ultima edizione è quella rimasterizzata del 2010, anno in cui è uscita anche in versione deluxe. Quest'ultima includeva, oltre ad un booklet con molti riferimenti e informazioni sul periodo Deram di David Bowie, un CD con l'album originale, sia in versione mono che stereo, e un bonus disc con canzoni pubblicate come 45 giri, brani inediti e registrazioni effettuate alla BBC in occasione della prima sessione radiofonica, registrata il 18 dicembre 1967 e trasmessa la vigilia di Natale.

Tutte le tracce dell'album sono presenti nella raccolta Images 1966-1967, uscita nel 1973 e forse la più esaustiva riguardo al materiale del periodo Deram, e in The Deram Anthology 1966-1968 del 1997, che include anche la versione di When I Live My Dream della prima sessione BBC. Altre raccolte in cui si trovano molte delle tracce sono The World of David Bowie del 1970, Starting Point e Profile, pubblicati rispettivamente negli Stati Uniti nel 1977 e in Germania due anni dopo, e altre più o meno complete uscite negli anni ottanta (Another Face, A Second Face e David Bowie: The Collection) e novanta (The Gospel According to David Bowie e London Boy).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Recensione Ondarock, www.ondarock.it. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  2. ^ Recensione AMG, www.allmusic.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  3. ^ Recensione SputnikMusic, www.sputnikmusic.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  4. ^ Recensione Piero Scaruffi, www.scaruffi.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  5. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  6. ^ Kenneth Pitt propone le tracce dell'album ad altri artisti, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  7. ^ a b c d e Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 178, ISBN 88-7966-270-8.
  8. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  9. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  10. ^ a b Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 239, ISBN 88-7966-270-8.
  11. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  12. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  13. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  14. ^ a b c Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 241, ISBN 88-7966-270-8.
  15. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  16. ^ Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, pp. 241-242, ISBN 88-7966-270-8.
  17. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  18. ^ Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 242, ISBN 88-7966-270-8.
  19. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  20. ^ a b c d e f g h i Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 240, ISBN 88-7966-270-8.
  21. ^ David Buckley, Strange Fascination: David Bowie, the Definitive Story, Virgin Books, 2005, p. 30, ISBN 978-0-7535-1002-5.
  22. ^ Registrazione dell'album, www.xoomer.virgilio.it. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  23. ^ Pubblicazione dell'album, www. illustrated-db-discography.nl. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  24. ^ Pubblicazione dell'album, www.discogs.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  25. ^ Recensione su Disc and Music Echo, www. bowiewonderworld.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  26. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  27. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  28. ^ Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 465, ISBN 88-7966-270-8.
  29. ^ a b Realizzazione della copertina dell'album, www.allmusic.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  30. ^ Uncle Arthur, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  31. ^ Sell Me a Coat, www.illustrated-db-discography.nl. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  32. ^ Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 173, ISBN 88-7966-270-8.
  33. ^ Prima registrazione di Rubber Band, www.exploringdavidbowie.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  34. ^ Differenze di Rubber Band con la versione 45 giri, www.exploringdavidbowie.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  35. ^ Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, pp. 127-128, ISBN 88-7966-270-8.
  36. ^ There Is a Happy Land, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  37. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  38. ^ Note di copertina di David Bowie, David Bowie (Deluxe Edition), Deram 531 792-5, 2010.
  39. ^ We Are Hungry Men, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  40. ^ a b Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 224, ISBN 88-7966-270-8.
  41. ^ When I Live My Dream, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  42. ^ a b c Silly Boy Blue, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  43. ^ Silly Boy Blue, www. illustrated-db-discography.nl. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  44. ^ Silly Boy Blue viene eseguita nel Tibet House Benefit Concert, www.xoomer.virgilio.it. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  45. ^ a b Join the Gang, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  46. ^ Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 177, ISBN 88-7966-270-8.
  47. ^ Prima registrazione di Please Mr. Gravedigger, www.exploringdavidbowie.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  48. ^ Please Mr. Gravedigger, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  49. ^ a b Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, pp. 154-155, ISBN 88-7966-270-8.
  50. ^ Riedizioni dell’album, www. illustrated-db-discography.nl. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  51. ^ Riedizioni dell'album, www.discogs.com. URL consultato il 4 ottobre 2014.
  52. ^ Riedizioni dell'album, www.algonet.se. URL consultato il 4 ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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