David Bowie (album)

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David Bowie

Artista David Bowie
Tipo album Studio
Pubblicazione 1º giugno 1967
Durata 37 min : 07 s
Dischi 1
Tracce 14
Genere Rock
Pop
Vaudeville
Etichetta Deram Records
Produttore Mike Vernon
Arrangiamenti David Bowie, Dek Fearnley
Registrazione Decca Studios, Londra, novembre 1966-febbraio 1967
Formati LP, CD
David Bowie - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1969)
« La visione di Bowie è dritta e penetrante come un raggio laser. Scava attraverso ipocrisia, pregiudizio e convenzioni. Vede l’amarezza dell’umanità ma è raramente aspro. Coglie il lato umoristico nei nostri fallimenti, la commozione nelle nostre virtù. »
(Nota sul retro di copertina)

David Bowie è l'album di debutto eponimo dell'artista inglese David Bowie, pubblicato nel 1967 per la Deram Records sia in versione mono che stereo e ristampato su compact disc per la prima volta nel 1983. Nella versione uscita negli Stati Uniti nell'agosto del 1967 non sono presenti We Are Hungry Men e Maid of Bond Street, mentre Little Bombardier e Silly Boy Blue sono scritte erroneamente Little Bombadier e Silly Boy Blues.[1]

Seppure ancora lontano dallo stile che lo distinguerà negli album successivi, il disco testimonia comunque la grande energia creativa e la voglia di mettersi in gioco di Bowie ed è caratterizzato da alcune buone composizioni narrative, a metà tra il folk inglese di quegli anni e il vaudeville da rivista. Inoltre, in alcune di quelle che vengono considerate tra le migliori composizioni di Bowie del periodo Deram, si possono rilevare tematiche parallele a quelle delle sue opere della maturità. We Are Hungry Men prefigura l’interesse di Bowie per temi Orwelliani e messianici, She’s Got Medals anticipa la commistione di generi disparati mentre Come and Buy My Toys rimanda al territorio folk acustico che esplorerà nel successivo Space Oddity. Gran parte dei testi fanno inoltre riferimento alla recitazione e al grande schermo, così come all’interesse per la sorte degli emarginati e dei derelitti, temi ricorrenti nei successivi dischi di Bowie.

Molte delle tracce dell’album (tra cui Come and Buy My Toys, Join the Gang, When I Live My Dream e Silly Boy Blue) vennero in quello stesso anno proposte ad artisti come Peter, Paul and Mary, Judy Collins e i Jefferson Airplane ma in tutti i casi le offerte vennero rifiutate, ad eccezione di Silly Boy Blue che venne incisa da Billy Fury l’anno successivo.[2][3]

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Tutte le tracce sono scritte da David Bowie.

  1. Uncle Arthur - 2:07
  2. Sell Me a Coat - 2:58
  3. Rubber Band - 2:17
  4. Love You Till Tuesday - 3:09
  5. There Is a Happy Land - 3:11
  6. We Are Hungry Men - 2:58
  7. When I Live My Dream - 3:22
  8. Little Bombardier - 3:24
  9. Silly Boy Blue - 3:48
  10. Come and Buy My Toys - 2:07
  11. Join the Gang - 2:17
  12. She's Got Medals - 2:23
  13. Maid of Bond Street - 1:43
  14. Please Mr. Gravedigger - 2:35

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Registrazione[modifica | modifica sorgente]

Le sessioni di registrazione dell'album iniziarono il 14 novembre 1966 con Uncle Arthur e She’s Got Medals nello studio n° 2 della Decca a West Hampstead, sotto l'attenta direzione del manager Kenneth Pitt. Questa sarebbe stata la sede per tutte le sessioni, che si susseguivano velocemente mentre i Buzz esaurivano le esibizioni in calendario. Dieci giorni dopo vennero registrate There is a Happy Land, We Are Hungry Men e Join the Gang. I Buzz tennero l’ultimo concerto in programma il 2 dicembre ma continuarono a partecipare alle registrazioni che continuarono nei 15 giorni successivi. Little Bombardier, Sell Me a Coat, Silly Boy Blue e Maid of Bond Street furono realizzate l’8 dicembre con a seguire, rispettivamente il 12 e 13 dicembre, Come and Buy My Toys e Please, Mr. Gravedigger.

Il produttore Mike Vernon definì Bowie «la persona più semplice con cui lavorare», aggiungendo che «alcune melodie erano ottime e il materiale, i testi, erano di una qualità straordinaria». Vernon era assistito dal tecnico del suono Gus Dudgeon (futuro produttore del brano Space Oddity), che pure apprezzò il lavoro dicendo al biografo David Buckley che «la musica era molto cinematografica, tutto molto suggestivo, molto onesto e spontaneo, e perciò unico». Dek Fearnley, che aiutò David negli arrangiamenti, ricordava un metodo di collaborazione più o meno simile a quello che Bowie avrebbe usato trent’anni dopo. «Aveva una canzone nella sua forma base e la sviluppavamo insieme. Diceva, "mi piacerebbe avere un violino" e io dicevo, "sì, manteniamo un tocco sentimentale, mettiamoci un trombone" e lui diceva che era una grande idea. Era così maledettamente ispirato... mi ha stimolato su cose che altrimenti non avrei mai potuto fare». Essendo in possesso di una preparazione musicale piuttosto rudimentale, i due acquistarono un manuale, l’Observer’s Book of Music, per cercare di comprendere i termini usati dai musicisti di Vernon, molti dei quali provenivano dalla London Philharmonic Orchestra.[4]

Poco più di due mesi dopo, il 25 febbraio 1967, le versioni di Rubber Band, Love You Till Tuesday e When I Live My Dreams che sarebbero apparse sull'album completarono le registrazioni.

Influenze[modifica | modifica sorgente]

David Bowie è visto spesso come una "trovata da varietà" derivata da un flirt stilistico con Anthony Newley, anche se lo stesso Bowie, durante le registrazioni dell’album, confessò a Mike Vernon di essere un ammiratore del cantante e attore inglese. Come ha dichiarato Gus Dudgeon a David Buckley, «se la prendeva con Mike Vernon e me perché avevamo detto "Bowie è veramente bravo e le sue canzoni sono grandi, ma sembra Anthony Newley"». L’album è considerato, secondo la definizione del biografo David Buckley, «un'opera giovanile tendente al servilismo affrontabile soltanto da chi possiede una soglia di imbarazzo sufficientemente alta». Il periodo Deram è stato sin da allora svalutato da Bowie stesso: «quella roba tipo Tony Newley, che piaggeria», disse nel 1990. «No, non ho molto da dire a suo favore. Quanto ai testi, immagino che stessi cercando una mia dimensione, da narratore di storie brevi. Musicalmente è piuttosto stravagante. Non so dire dove stessi rovistando. Sembrava avere le sue radici dappertutto, nel rock, nel vaudeville, nella rivista o non so che altro. Non so se ero Max Miller o Elvis Presley».

In realtà le somiglianze vocali con Anthony Newley affiorano solo in brani come Love You Till Tuesday, Little Bombardier e She’s Got Medals. L'album presenta infatti una miscela di folk e brevi storie che trae molti spunti dal versante più commerciale della nascente psichedelia britannica. Il tema della nostalgia del tempo di guerra, le evocazioni di innocenza infantile e il campionario di disadattati sociali, sono tutti coerenti con i lavori contemporanei dei Pink Floyd di Syd Barrett, della Bonzo Dog Doo-Dah Band e persino dei Beatles (Revolver, apparso l’anno prima, proponeva le sue storie di persone solitarie e sottomarini gialli mentre Sgt. Pepper venne pubblicato lo stesso giorno di David Bowie).

I singoli[modifica | modifica sorgente]

Dall'album sono stati estratti due singoli: Rubber Band, pubblicato il 2 dicembre 1966 con The London Boys come lato B, e Love You Till Tuesday, pubblicato il 14 luglio 1967 con Did You Ever Have a Dream. Love You Till Tuesday è stata pubblicata anche come lato B della versione di The London Boys del 1975, mentre la traccia There is a Happy Land è stata il lato B dell'edizione statunitense di Rubber Band, uscita nel dicembre del 1966.[5]

Le altre tracce[modifica | modifica sorgente]

  • Uncle Arthur

Il brano di apertura è una tragicommedia incentrata sulla figura dello "zio Arthur", un trentenne disadattato che legge ancora i fumetti e vive in simbiosi con la mamma. Un giorno, nel tranquillo quadretto familiare irrompe Sally e Arthur lascia la madre per seguire la donna che ama. Si pentirà presto di essersi sposato e tornerà a rifugiarsi in seno alla madre. La descrizione delle tribolazioni domestiche del protagonista si può ritrovare in Repetition del 1979, anche se in quest'ultima le tematiche saranno completamente diverse.

(EN)
« Round and round goes Arthur's head, hasn't eaten well for days,
little Sally may be lovely, but cooking leaves her in a maze. »
(IT)
« Gira la testa di Arthur, non ha mangiato bene per giorni,
la giovane Sally può essere deliziosa, ma la cucina la disorienta. »
  • Sell Me a Coat

Malinconica ballata in cui si ricorre al simbolismo che vede l'estate come immagine di amore e felicità e l’inverno come perdita dell'amore e di frigidità. In questo periodo Bowie eseguì il brano nello spettacolo teatrale Pierrot in Turquoise di Lindsay Kemp e due anni più tardi venne inserito nel video Love You Till Tuesday. In questa occasione, alla registrazione originale vennero aggiunti una strumentazione supplementare e le voci di accompagnamento di Hermione Farthingale (all'epoca fidanzata di Bowie) e del chitarrista John Hutchinson.[6] La sequenza del video contiene riprese effettuate presso la boutique londinese Mr. Fish, che avrebbe fornito a David i costumi usati nel periodo di The Man Who Sold the World.

  • There Is a Happy Land

In questo brano sentimentale ispirato a William Blake, l'innocenza infantile è vista come un paradiso metaforicamente separato dall'incombente oscurità dell'età adulta. Il brano fu scelto dalla Deram come lato B della versione americana di Rubber Band, sostituendo The London Boys che aveva suscitato polemiche per il testo.

  • We Are Hungry Men

Intitolato in origine We Are Not Your Friends, il brano racconta la nascita di una dittatura che si propone di adottare misure drastiche come il cannibalismo per combattere la sovrappopolazione. Pur lasciando intravedere alcune tematiche che diventeranno familiari nelle opere di Bowie, come l'adorazione del Messia e la paura del totalitarismo, l'atmosfera è ancora più ironica che inquietante e le interiezioni di un nazista da fumetti risultano più grossolane che pungenti. Il brano fu escluso dall’edizione americana di David Bowie.

  • When I Live My Dream

Questo brano divenne uno dei punti fermi del primo repertorio di Bowie e le molte versioni esistenti indicano che la canzone era tenuta in considerazione sia da Bowie che dal suo manager Kenneth Pitt. Quello che può sembrare una semplice canzone d’amore rivela un certo senso di sofferenza mentre la tendenza di Bowie a drammatizzare le sue emozioni in forma cinematografica prefigura le fantasie da grande schermo di numerosi testi successivi. Il 18 dicembre 1967 Bowie incluse una nuova incisione del brano nella sua prima sessione radiofonica alla BBC e, più o meno nello stesso periodo, la eseguì nello spettacolo Pierrot in Turquoise. Una seconda versione, riarrangiata dal musicista britannico Ivor Raymonde, fu proposta come singolo alla Deram in ottobre ma il progetto venne bocciato. Questa seconda versione fu usata in seguito nel video Love You Till Tuesday. Bowie registrò anche una parte vocale in tedesco, tradotta da Lisa Busch, per la prevista edizione tedesca del video ma di fatto Mit Mir in Deinen Traum non fu mai trasmessa. Nel 1969 When I Live My Dream venne eseguita al Festival della Canzone di Malta e ricevette il riconoscimento per la miglior produzione discografica al Premio Internazionale del Disco di Monsummano Terme. Altre due versioni inedite (la prima con una parte vocale differente, la seconda un demo accompagnato dall’organo) sono apparse su bootleg.

  • Little Bombardier

Questo nostalgico valzer da luna park, uno dei pochissimi brani di Bowie scritti in 3/4, è un altro esempio dell'abilità di Bowie di tratteggiare le varie tipologie umane e le loro storie. Trombone, archi e pianoforte forniscono il sottofondo ad un testo che racconta di Frankie Mear, un anziano veterano di guerra che allontana in un cinema la solitudine e l'alcolismo fino al giorno in cui due bambini gli offrono di nuovo la gioia di vivere. Anche in questo caso però la storia non ha un lieto fine e Frankie, sospettato di pedofilia, viene bandito dalla città.

(EN)
« The hand of authority said "no more"
to the little bombardier.
Packed his bags, his heart in pain,
wiped a tear and caught a train,
not to be seen in town again. »
(IT)
« La mano dell’autorità disse "basta"
al piccolo pilota di bombardiere.
Fece le valigie con l’angoscia nel cuore,
si asciugò una lacrima e prese il treno,
per non farsi rivedere mai più in città. »

Anche Little Bombardier venne inclusa nella prima sessione BBC di Bowie ed è comparsa in numerosi bootleg come Archive Volume One del 1993, God Knows I'm Good del 1997 e The Rise and Rise of Ziggy Stardust del 2000.

  • Silly Boy Blue

Il testo surreale di questo brano è dedicato ad un "Bambino del Tibet" ed evoca le montagne di Lhasa e la reincarnazione. Si tratta di uno dei primi segnali della fase buddhista di David Bowie, che nel febbraio del 1967 aveva dichiarato a Melody Maker: «Voglio andare in Tibet. È un posto affascinante, sapete... I monaci tibetani, i Lama si seppelliscono per settimane tra le montagne e mangiano solo ogni tre giorni. Sono assurdi, e si dice che vivano centinaia di anni». In questo brano si trovano accenni densi delle aspettative e delle illusioni che si alimentavano fra i giovani degli anni sessanta, ma per Bowie non si trattava dell'euforia di un momento. Il bisogno di riposte è sempre stato un tema centrale per il cantante e in futuro lo stesso argomento sarà sviluppato con maggior partecipazione emotiva fino all'album Reality del 2003.

Nelle prime due sessioni radiofoniche per la BBC (18 dicembre 1967 e 13 maggio 1968) furono presentate due nuove registrazioni del brano, e fino all'anno successivo la canzone avrebbe costituito l'accompagnamento per la sequenza mimica tibetana Yet-San and the Eagle, che Bowie eseguiva in questo periodo. Silly Boy Blue venne in seguito incisa da Billy Fury, la cui cover fu pubblicata senza successo dalla Parlophone nel marzo 1968 (ed è presente anche nell'album tributo di artisti vari Oh! You Pretty Things del 2006). Un demo apparso su bootleg fu registrato con i Lower Third agli R.G. Jones Studios addirittura nell’ottobre 1965, anche se il testo di questa versione, completamente differente, ha molto più a che vedere con la Londra suburbana che con il Tibet. Nel 2000, il brano è stato nuovamente registrato per l'inserimento nell'album Toy, previsto inizialmente per il 2001 ma ad oggi mai pubblicato.[7] Il 26 febbraio 2001, accompagnato da Sterling Campbell alla batteria, Tony Visconti al basso, Philip Glass al piano e Moby alla chitarra (e con una sezione di archi), Bowie ha cantato Silly Boy Blue alla Carnegie Hall di New York all'interno del Tibet House Benefit Concert.[8]

  • Come and Buy My Toys

Accompagnato solo da una chitarra folk a dodici corde, Bowie riprende le atmosfere di There Is a Happy Land descrivendo un idillio di fanciulle sorridenti e rosei ragazzi i cui anni felici avranno presto fine. L'invito è quello a godere della gioia e della spensieratezza dell'infanzia prima che le responsabilità dell'età adulta prendano il sopravvento:

(EN)
« You shall work your father’s land,
but now you shall play in the market square till you be a man. »
(IT)
« Lavorerete la terra di vostro padre,
ma ora giocate sulla piazza del mercato finché sarete uomini. »
  • Join the Gang

Cinico ritratto di una combriccola londinese che contiene espliciti riferimenti all’uso di droghe e presenta una serie di personaggi disgraziati, archetipi della Swinging London: la modella da manifesti pubblicitari Molly, il cantante rock perennemente ubriaco Arthur e Johnny l’esistenzialista. Introdotta da un suono di sitar che rende omaggio alle influenze orientali rese popolari in quegli anni da George Harrison, il brano fu eseguito dal vivo dai The Buzz in quel periodo.[3]

  • She's Got Medals

In questo brano si trovano i primi accenni dell’interesse di Bowie per l’ambiguità sessuale e il travestimento. Racconta di una ragazza che si arruola nell’esercito sotto sembianze maschili per sfidare la morte in un bombardamento aereo e farsi congedare come donna. Per inciso, a metà degli anni sessanta "medals" era un’espressione gergale usata come sinonimo di "balls", che in origine derivava dalla diceria secondo la quale le "medaglie del Bengala" erano tanto comuni da essere usate dai soldati come bottoni per i pantaloni.

  • Maid of Bond Street

La seconda traccia esclusa dall’edizione americana dell'album è caratterizzata da un pianoforte da vaudeville, una linea vocale sincopata e un testo tipico del periodo Deram sulle vite frustrate del sottobosco di Londra, dove la celebrità e l'ostentazione dell’apparenza sono le uniche garanzie di successo. Come nel caso di Little Bombardier, il testo contiene riferimenti alla fantasia che vede la finzione cinematografica come antidoto contro una grigia esistenza:

(EN)
« This girl, her world is made of flashlights and films,
her cares are scraps on the cutting-room floor. »
(IT)
« Questa ragazza, il suo mondo è fatto di flash dei fotografi e film,
vive dei frammenti caduti sul pavimento della sala di montaggio. »
  • Please Mr. Gravedigger

La prima registrazione di questo pezzo faceva parte del pacchetto di tre canzoni col quale il manager Kenneth Pitt ottenne il contratto per Bowie con la Deram. Si tratta più che altro di un poema in musica, anche se non ci sono strumenti musicali ma effetti sonori atmosferici che fanno da sottofondo alla storia di un assassino di bambini che, tra singhiozzi e starnuti, contempla la sua prossima vittima sotto la pioggia in un cimitero di Lambeth. Come ricordava Gus Dudgeon, in quel periodo Bowie adottava metodi poco ortodossi per entrare nella parte: «Me lo ricordo ancora, piazzato in mezzo alla stanza con un paio di calosce e il bavero rialzato come se si trovasse sotto la pioggia, ingobbito, che rimescola in una scatola piena di ghiaia». Dudgeon rivela inoltre la strana sensazione che ha provato quando Bowie, in alcuni punti del brano, abbreviò "Mr. Gravedigger" in "Mr. G.D.": «Sono le mie iniziali, e la cosa mi dava un po’ fastidio!». Bowie eseguì la canzone il 27 febbraio 1968 nella trasmissione della TV tedesca 4-3-2-1 Musik Für Junge Leute.

Altre uscite[modifica | modifica sorgente]

Così come le tracce pubblicate su 45 giri, anche le altre canzoni sono state inserite in numerose raccolte comprese The World of David Bowie (1970), Images 1966–1967 (1973), Rock Reflections (1990), The Deram Anthology 1966-1968 (1997) e Bowie at the Beeb (2000). Alcuni di questi brani sono inoltre presenti nel video Love You Till Tuesday, girato nel 1969 ma tenuto nel cassetto fino al 1984.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Le recensioni ottenute da David Bowie non furono molte ma l’album ricevette critiche sostanzialmente positive. Allen Evans di New Musical Express definì il disco «molto innovativo» e Bowie «un talento molto promettente», sottolineando «una notevole freschezza di suono negli arrangiamenti leggeri di David e Dek Fearnley». La rivista Disc & Music Echo presentava il disco come «un album di debutto notevole e creativo di un diciannovenne londinese» e dichiarava: «Ecco un nuovo talento che merita attenzione perché, sebbene David Bowie non abbia una gran voce, sa porgere le parole con una certa impertinenza che risulta accattivante, anche se non precoce... piena di astratto fascino».[9][10] Kenneth Pitt aveva spedito copie di David Bowie a numerose persone con cui aveva contatti nel modo dello spettacolo per sollevare interesse nei confronti del cantante, ricevendo anche lettere di congratulazioni. Tuttavia, l'album non fu un successo commerciale, anche per lo scarso interesse della Deram nel promuoverlo. Tony Hall, capo della promozione Decca e personaggio chiave nell’assicurare il contratto a Bowie, era passato ad un’altra società ancora prima dell’uscita del disco, così David aveva perduto il suo referente all’interno della compagnia.

Copertina[modifica | modifica sorgente]

Le foto della copertina sono state scattate dal fratello di Dek Fearnley, Gerald. Il servizio fotografico si era svolto nello studio-cantina di quest’ultimo, sotto una chiesa in Bryanston Street vicino a Marble Arch, dove David e Dek avevano anche fatto le prove durante la registrazione dell’album. «Quella giacca militare, ne andavo molto fiero... era di sartoria», ricordava il cantante molti anni dopo circa l’abbigliamento che aveva scelto come complemento del suo taglio di capelli da paggetto. La fotografia sul retro di copertina dell'album uscito nel Regno Unito è un primo piano frontale di Bowie mentre quella presente nell'edizione americana è uno scatto di profilo.[11]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ uscita in CD, www.illustrated-db-discography.nl. URL consultato il 16 novembre 2008.
  2. ^ Come and Buy My Toys, bowiezone.net. URL consultato il 16 novembre 2008.
  3. ^ a b Join the Gang, bowiezone.net. URL consultato il 16 novembre 2008.
  4. ^ cronologia, www.xoomer.alice.it. URL consultato il 16 novembre 2008.
  5. ^ Rubber Band, www.teenagewildlife.com. URL consultato il 6 novembre 2008.
  6. ^ Sell Me a Coat, www.illustrated-db-discography.nl. URL consultato il 6 novembre 2008.
  7. ^ Silly Boy Blue, www.illustrated-db-discography.nl. URL consultato il 16 novembre 2008.
  8. ^ Silly Boy Blue 2, xoomer.alice.it. URL consultato il 16 novembre 2008.
  9. ^ Disc & Music Echo, www.bowiewonderworld.com. URL consultato il 6 novembre 2008.
  10. ^ Disc & Music Echo 2, www.algonet.se. URL consultato il 16 novembre 2008.
  11. ^ Copertina, www.algonet.se. URL consultato il 16 novembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Roy Carr e Charles Shaar Murray - Bowie: An Illustrated Record. Eel Publishing, 1981.
  • David Buckley - Strange Fascination. Virgin Books, Londra, 1999.
  • Nicholas Pegg - David Bowie - L'Enciclopedia. Arcana, Roma, 2002.
  • Peter & Leni Gillman - David Robert Jones Alias David Bowie. Sperling & Kupfer, 1989.
  • Laura Gerevasi - Le canzoni di David Bowie. Editori Riuniti, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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