Cremonini
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| Cremonini | |
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| Nazione | |
| Tipologia | Società per Azioni |
| Fondazione | 1963 a Castelvetro (MO) |
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Fondata da |
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| Sede principale | Castelvetro (MO) |
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Filiali |
MARR S.p.A. |
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Alimentari |
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| Fatturato | 2.212 milioni di euro (2008) |
| Dipendenti | 9.500 (2008) |
| Sito web | www.cremonini.com |
Cremonini SpA è un'azienda italiana che opera nel settore alimentare. È stata fondata in provincia di Modena nel 1963 da Luigi Cremonini.
Indice |
[modifica] Le attività
- Produzione e vendita di carne bovina e di prodotti a base di carne bovina tramite le controllate Inalca SpA, Montana Alimentari SpA e Salumi d'Emilia Srl (10 stabilimenti, 41% del fatturato).
- Distribuzione al foodservice tramite la controllata MARR S.p.A., quotata al Segmento STAR di Borsa Italiana. La MARR ha 30 centri di distribuzione in tutta Italia e contribuisce al fatturato consolidato del Gruppo Cremonini per il 41%.
- Ristorazione commerciale e ferroviaria tramite Cremonini SpA - Divisione Ristorazione (con il marchio Chef Express) e la controllata Roadhouse Grill Italia Srl (marchio Steakhouse). Il settore ristorazione realizza attualmente il 18% del fatturato del Gruppo.
Nei prodotti destinati al consumatore finale, Cremonini è molto noto con lo storico marchio Montana, acquisito nel 1991, che oltre alla carne in scatola, oggi commercializza prodotti di carne fresca e surgelata, opera nel settore dei salumi, con vari prodotti DOP e IGP, e in quello dei panini e snack. La storia completa di Montana è stata riassunta recentemente nel libro "Mezzogiorno di cuoco. Montana: cinquant'anni di storia, di pubblicità, di alimentazione italiana", scritto da Giuseppe Romano e pubblicato da Marsilio nel 2008.
In Italia Cremonini sta gestendo da anni la ristorazione a bordo dei treni. È anche il primo operatore europeo nell'alta velocità con una presenza in 8 nazioni d'Europa (TGV in Francia, AVE in Spagna, Thalis in Belgio, Germania e Olanda, Cisalpino in Svizzera, Eurostar in Gran Bretagna e Freccia Rossa per l'Italia). Altrettanto è presente in 45 stazioni ferroviarie italiane e in 37 aree autostradali.
la catena di steakhouse Roadhouse Grill ha una ventina di locali, soprattutto nel norditalia.
Il Gruppo Cremonini ha posseduto per anni anche la catena di fast food Burghy finché non fu venduta al colosso McDonald's a metà degli anni novanta in cambio della concessione di fornire la carne bovina ai fast food del gruppo americano in Italia.
[modifica] Azionariato
- Famiglia Cremonini 100%
[modifica] Dati societari
- Ragione sociale: Cremonini SpA
- Sede sociale: via Modena 53 - 41014 Castelvetro (MO)
- Presidente: Luigi Cremonini
- AD: Vincenzo Cremonini
- Dipendenti: 9.500
- Fatturato (2008): 2.212 milioni di euro
- Codice fiscale e Registro delle Imprese di Modena n. 00162810360 – R.E.A. di Modena n. 126967
[modifica] Consiglio d' Amministrazione
- Presidente: Luigi Cremonini
- Amministratore Delegato: Vincenzo Cremonini
- Vice Presidente: Paolo Sciumè
- Consigliere: Valentino Fabbian
- Consigliere: Giorgio Pedrazzi
- Consigliere: Paolo Boni
- Consigliere: Illias Aratri
[modifica] Critiche
Il gruppo Cremonini è stato duramente criticato nella puntata di Report "Il re della Bistecca", andata in onda il 13 novembre 2005. In particolare nella puntata veniva ipotizzato che l'Inalca, una controllata del gruppo, potesse aver venduto ad una ditta di omogeneizzati carne di bovino adulto spacciandola per carne di bovino al di sotto dei 24 mesi di etá, e soprattutto accusando il gruppo di aver spedito partite di carne avariata in paesi in via di sviluppo, allo scopo di ricevere dei finanziamenti dall'Unione Europea.
Queste critiche sono state riprese anche da Beppe Grillo in un intervento nel suo famoso blog.
L'industriale Cremonini querelò Luttazzi per aver riportato, nel corso della quinta puntata dello spettacolo Satyricon, una notizia del Corriere della Sera. La notizia riguardava alcune indagini dei NAS, che avevano portato al sequestro di un capannone Inalca a Rieti, con 130 quintali di carni avariate. Le carni nauseabonde, piene di vermi e muffa, secondo gli inquirenti di notte venivano lavorate per ricavarci chissà cosa, e Cremonini era stato denunciato per responsabilità in tali traffici. Dopo approfondite indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Rieti, in data 17 maggio 2007 ha disposto l'archiviazione del procedimento, dimostrando l'infondatezza delle notizie diffuse e la correttezza del comportamento dell'azienda. L'Inalca aveva in precedenza citato in giudizio Il Corriere della Sera e Il Messaggero sentendosi diffamata da alcuni articoli (compreso quello citato da Luttazzi) e in entrambi i casi ha vinto la causa: a Milano, con sentenza del 15 novembre 2004, e a Roma con sentenza del 28 marzo 2003. Entrambe le sentenze sono definitive. Luttazzi nel frattempo ha vinto la causa contro il Gruppo Cremonini, dato che si era limitato a citare una notizia letta su un quotidiano e a farci una battuta in riferimento ad un dolce al cioccolato a forma di escremento:
« Mi sbaglio, o quello stronzo sembra improvvisamente più appetitoso? »
Le informazioni diffuse dalla citata trasmissione Report sono state oggetto anche di un'altra indagine della Procura di Roma: anche in questo caso il Tribunale ha deciso per l'archiviazione, in data 25 maggio 2007, perchè il fatto non sussiste.

