Collazione

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La collazione è un termine che può indicare una sezione bibliografica, un'operazione filologica o un istituto giuridico.

Dal latino collationem, che deriva da collatus, participio passato del verbo difettivo conferre, che significa conferire, paragonare, portare insieme.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

In biblioteconomia la collazione è l'area delle note tipografiche preposta alla descrizione delle caratteristiche fisiche ed editoriali di una pubblicazione.

Filologia[modifica | modifica sorgente]

In filologia la collazione è il confronto di diverse copie di un manoscritto o di un testo a stampa, atto a rilevare le differenze tra le copie e tra queste e l'originale.

Diritto[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

In ambito giuridico la collazione, disciplinata dagli artt. 737 e ss. del Codice Civile, è l'obbligo imposto a taluni soggetti (figli legittimi e naturali e loro discendenti legittimi e naturali nonché il coniuge) che accettino l'eredità, di conferire alla massa che compone il patrimonio del defunto, quanto dal medesimo ricevuto in vita per donazione diretta o indiretta, salvo che il testatore non li abbia da ciò dispensati. Presupposto perché operi l'obbligo della collazione è che il donatario accetti l'eredità[senza fonte]. Ad esempio, se Tizio, vedovo con due figli, muore lasciando beni per 100 e donazioni effettuate in vita al figlio Primo per 50, potranno verificarsi le seguenti situazioni: se Primo accetta l'eredità, egli sarà tenuto a restituire alla massa ciò che ha ricevuto in vita dal testatore (50), formando così un patrimonio da dividere con il proprio fratello pari a 150. In tal caso ai sensi dell'art. 566 c.c., il patrimonio dovrà dividersi in parti eguali e quindi Primo otterrà in definitiva un valore di 75 [(100+50):2). Se invece Primo decidesse di non accettare l'eredità del padre egli potrà trattenere la donazione a lui fatta (50), ma l'eredità verrà interamente devoluta al proprio fratello Secondo, il quale riceverà 100. Si tratta di un conferimento reale, e quindi non va confuso con l'operazione, puramente fittizia, che consiste nel sommare ciò che è rimasto del patrimonio a ciò che è stato regalato in vita. Qui, invece, si aggiunge alla massa ereditaria, che sono i beni che appartengono al defunto al momento dell'apertura della successione i beni che egli ha regalato, quando era in vita, ad alcune categorie di suoi successori. I beni immobili devono essere conferiti per imputazione o in natura, e quindi, ad es., Caio conferirà l'appartamento che gli ha donato il padre; i beni mobili (ad. es un brillante a Tucilia) devono essere imputati per valore (il valore che essi hanno al tempo dell'apertura della successione).

Tariffari forensi[modifica | modifica sorgente]

La collazione è anche una voce dei diritti forensi dovuti per il controllo della consistenza tra gli originali e le copie "delle comparse e di qualsiasi altro atto da comunicarsi, da notificarsi e comunque da depositarsi agli atti del processo". Il diritto si riferisce alla mera operazione di collazione e non copre le spese vive sostenute, che possono essere addebitate a parte. Il diritto di collazione si calcola in funzione delle pagine e dell'importo di causa, secondo criteri e tabelle stabilite dal Consiglio nazionale forense e pubblicate in Gazzetta ufficiale.

Codice di procedura civile[modifica | modifica sorgente]

Della copia e della collazione di atti pubblici si occupano gli articoli 743 e seguenti del codice di procedura civile; in particolare l'art. 746 c.p.c. prevede il diritto di chi ha ottenuto copia di un atto pubblico di collazionare tale copia con l'originale e ciò alla presenza del custode dell'atto pubblico: quindi di confrontare che l'originale dell'atto sia conforme alla copia rilasciata.