Broker assicurativo

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Il broker assicurativo è un professionista il cui compito è quello di mediare tra le compagnie di assicurazioni e i propri clienti o stakeholder, e ha generalmente lo scopo di reperire sul mercato le soluzioni assicurative rispondenti alle esigenze di coloro che si affidano al suo servizio. Solitamente, una rilevante forza contrattuale e una vasta offerta di servizi sono le caratteristiche salienti di un broker assicurativo affermato sul mercato.

Il servizio fornito dal broker prevede un'analisi preliminare del rischio da assicurare, allo scopo di fornire una copertura su misura, e la conseguente ricerca delle condizioni più idonee per il cliente/stakeholder, ricerca basata prevalentemente sulla conoscenza del mercato assicurativo (italiano ed estero) e la capacità di mantenere buoni rapporti con le compagnie.

Si occupa infine della gestione delle polizze assicurative stipulate: dalla negoziazione, alla disdetta, all'eventuale sinistro. La prestazione del broker è gratuita, in quanto il broker è remunerato (sulla base di accordi di libera collaborazione) dalle compagnie, mediante provvigioni commisurate ai premi intermediati.

Normativa italiana[modifica | modifica sorgente]

Il nuovo Codice delle Assicurazioni[modifica | modifica sorgente]

Il Decreto Legislativo 209/2005, recependo la Direttiva Comunitaria 2002/92/CEE sull'Intermediazione, ha istituito il nuovo Codice delle Assicurazioni Private, che sostituisce tutta la precedente normativa relativa al settore delle assicurazioni. Il 16 ottobre 2006 l’ISVAP (Organismo di vigilanza delle assicurazioni private, sostituito nel 2012 dall'IVASS, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha emanato il regolamento n. 5 relativo alla figura dell’intermediario assicurativo, stabilendo le regole di accesso all'attività, le norme di comportamento, gli ambiti di competenza e i requisiti per poter operare. Successivamente, tale regolamento è stato modificato e integrato dal provvedimento n. 2720 del 2 luglio 2009. Il Codice raggruppa tutta la normativa in tema di assicurazioni, tra cui la definizione e la regolamentazione dell’attività degli intermediari.

Dal punto di vista degli operatori, è stato stabilito che, chiunque - persona fisica o giuridica - intenda svolgere attività assicurativa e di intermediazione di polizze, debba essere iscritto al “Registro Unico elettronico degli Intermediari assicurativi e Riassicurativi” (RUI), curato direttamente dall'IVASS e suddiviso in 5 sezioni:

  • Sezione A: agenti assicurativi;
  • Sezione B: broker;
  • Sezione C: produttori diretti;
  • Sezione D: banche, sim, intermediari finanziari e Poste Italiane;
  • Sezione E: addetti all'attività d’intermediazione operanti per conto dell’intermediario iscritto nelle sezioni A, B e D, ma al di fuori dei suoi locali.

Il Legislatore ha poi fissato le regole di comportamento che gli intermediari devono rispettare nell'esercizio dell’attività, nello spirito di garantire la massima tutela dell’assicurato. Sono state pertanto introdotte norme che garantiscano l’integrità dell’intermediario, obblighi di natura patrimoniale, di aggiornamento professionale e di informativa pre-contrattuale [1].

Requisiti di integrità[modifica | modifica sorgente]

Un’azienda che intenda iscriversi alla sezione B (brokers) del RUI deve:

  • avere la sede legale in Italia;
  • non essere assoggettata a procedure di fallimento, concordato preventivo, amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa;
  • non essere sottoposta ai divieti e decadenze previste dalla normativa antimafia;
  • avere affidato la responsabilità dell'attività di intermediazione ad almeno una persona fisica iscritta nella sezione del registro al quale la medesima chiede l'iscrizione. Nelle società iscritte nella sezione del registro di cui all'articolo 109, comma 2, lettera b), il rappresentante legale e, ove nominati, l'amministratore delegato e il direttore generale devono essere iscritti nella medesima sezione del registro;
  • deve altresì avere stipulato la polizza di assicurazione della responsabilità civile professionale di cui all'articolo 1110, comma 3, per l'attività di intermediazione svolta dalla società, dalle persone fisiche di cui al comma 2, nonché per i danni arrecati da negligenze, errori professionali e infedeltà dei dipendenti, dei collaboratori o delle persone del cui operato deve rispondere a norma di legge.[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISVAP: bollettino luglio 2009
  2. ^ Provvedimento n° 2720 del 2 luglio 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]