Yo-Yo Test

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Lo Yo-Yo test è un tipo di test a navetta utilizzato per misurare la performance atletiche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I parametri di questo test sono stati definiti nell'ambito di alcune pubblicazioni dal Dottor Jens Bangsbo, noto per aver fatto parte dello staff d'allenamento della Juventus e attualmente dell’Atalanta B.C.

Svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Esistono tre varianti dello Yo-Yo Test, accomunate dalle seguenti proprietà.

  • Esecuzione ad intervalli a velocità crescente scanditi da beep acustici. Questi sono definiti step;
  • Spazio delimitato a 20 metri;
  • Due livelli di difficoltà per atleti principianti o avanzati;

Il test consiste nell'effettuare il maggior numero di navette entro i tempi dettati dalla traccia audio.

Yo-Yo Endurance Test[modifica | modifica wikitesto]

È la versione aggiornata e recente del Test a navetta di Léger. Consente di valutare la capacità di eseguire attività in maniera continuativa e prolungata. Il soggetto analizzato deve correre senza fermarsi tra i due delimitatori (posti a 20m l'uno dall'altro). Il test termina quando il candidato non riesce a mantenere il ritmo imposto. Tramite una tabella di conversione è possibile stimare il VO2max.

Yo-Yo Intermittent Endurance Test[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto al test precedentemente elencato, consente di valutare la capacità di effettuare ripetutamente fasi di lavoro per un periodo prolungato di tempo. Oltre ai delimitatori abituali, viene posto un terzo delimitatore a 2,5 metri di distanza dal cono di partenza.

Così come nel test precedente, il soggetto analizzato deve correre tra due delimitatori posti a 20 metri di distanza. Una volta arrivato al cono opposto, cambierà senso per tornare al punto di partenza. Arrivato, il soggetto dovrà correre con un'andatura più lenta ed avrà a disposizione 5 secondi per aggirare al terzo cono, tornando successivamente al punto di partenza. Il test viene considerato concluso quando il candidato non riesce più a mantenere la velocità imposta.

Yo-Yo Intermittent Recovery Test[modifica | modifica wikitesto]

Misura la capacità di recupero durante sforzi progressivamente crescenti. Rispetto al test precedente, il terzo delimitatore è posto a 5 metri ed il candidato ha a disposizione 10 secondi per aggirarlo, permettendo così un tempo di recupero maggiore. Il soggetto testato dovrà poi avere la cura di aspettare il segnale acustico successivo di partenza da fermo. In caso l'atleta non sia in grado di arrivare in tempo per il segnale sonoro per due volte, anche non consecutive, il test avrà termine.

L'utilizzo arbitrale[modifica | modifica wikitesto]

Un esempio del suo utilizzo a livello agonistico riguarda l'arbitraggio: il test fu inizialmente adottato dall'associazione arbitri danese, venendo in seguito applicato anche a livello mondiale dalla FIFA. Infatti, lo Yo-Yo Test si è rivelato assai efficace nel misurare l'efficienza dell'arbitro in fasi prolungate con ridotti tempi di recupero. Di seguito si riportano i limiti convenzionali fissati dall'AIA per le varie categorie arbitrali.[1]

Uomini Donne
CAN A-B 18.2 (1800 m) -
CAN PRO 18.2 (1800 m) 16.3 (1200 m)
CAN D 17.3 (1520 m) 15.8 (1080 m)
CAI 17.3 (1520 m) 15.8 (1080 m)
CRA/CPA

(Selezionabili)

16.6 (1320 m) 15.4 (920 m)
CRA/CPA

(Non Selezionabili)

15.2 (840 m) 14.8 (760 m)
OTS (Selezionabili) 15.8 (1080 m) 15.1 (800 m)
OTS (Non Selezionabili) 15.2 (840 m) 14.6 (680 m)

Letteratura Scientifica[modifica | modifica wikitesto]

  • Il test ha una elevata riproducibilità e sensibilità, consentendo un'analisi dettagliata della capacità fisica di atleti in sport intermittenti. In particolare, è una valida misura della performance fisica nel calcio. Durante il test, il carico aerobico si avvicina ai valori massimi, e il sistema energetico anaerobico è altamente impegnativo. [2]
  • Dato che le prestazioni aerobiche sono correlate positivamente con le prestazioni della partita, è importante che gli arbitri siano allenati per migliorare la loro capacità di coprire grandi distanze durante una partita e anche per ripetere sforzi ad alta intensità. [3]
  • I test Yo-Yo IR hanno dimostrato di essere una misura sensibile nei cambiamenti nelle prestazioni di massimo consumo di ossigeno. I test Yo-Yo IR forniscono un modo semplice e valido per ottenere informazioni importanti della capacità di un individuo di eseguire ripetutamente esercizi intensi e per esaminare i cambiamenti nelle prestazioni. [4]
  • Lo YYIRTL1 è un test che ha mostrato la sua validità anche su giocatori di calcio d'elite. [5]
  • Lo YYIRTL1 è risultato affidabile mostrando che le prestazioni per i ragazzi, di età compresa tra i 9 e i 16 anni, erano migliori per quelli allenati a giocare a calcio rispetto ai ragazzi non attivi a livello sportivo, fornendo così la prova di validità del test utilizzato.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su aiabologna.it. URL consultato il 4 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2016).
  2. ^ Krustrup, Peter, et al., The yo-yo intermittent recovery test: physiological response, reliability, and validity, in Medicine and science in sports and exercise, 35.4 (2003): 697-705..
  3. ^ (EN) Carlo Castagna, Grant Abt e Stefano D’Ottavio, Physiological Aspects of Soccer Refereeing Performance and Training, in Sports Medicine, vol. 37, nº 7, 23 dicembre 2012, pp. 625–646, DOI:10.2165/00007256-200737070-00006. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  4. ^ (EN) Prof Jens Bangsbo, F. Marcello Iaia e Peter Krustrup, The Yo-Yo Intermittent Recovery Test, in Sports Medicine, vol. 38, nº 1, 2 ottobre 2012, pp. 37–51, DOI:10.2165/00007256-200838010-00004. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  5. ^ Europe PMC, External Responsiveness of the Yo-Yo IR Test Level 1 in High-level Male Soccer Players. - Abstract - Europe PMC, su europepmc.org. URL consultato il 7 febbraio 2016.
  6. ^ Susana C. A. Póvoas, Carlo Castagna e José M. C. Soares, Reliability and validity of Yo-Yo tests in 9- to 16-year-old football players and matched non-sports active schoolboys, in European Journal of Sport Science, vol. 0, nº 0, 30 dicembre 2015, pp. 1–9, DOI:10.1080/17461391.2015.1119197. URL consultato il 7 febbraio 2016.