WD 1145+017

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WD 1145+017
WD 1145+017
Virgo IAU.svg
Artist's impression of a white dwarf devouring a minor planet.jpg
Rappresentazione artistica del pianeta del sistema che viene distrutto dalla nana bianca.
Classe spettraleDB[1]
Distanza dal Sole570 anni luce (170 pc)[2]
CostellazioneVergine
Coordinate
(all'epoca J2000.0)
Ascensione retta11h 48m 33.63s[1]
Declinazione+01° 28′ 59.4″[1]
Dati fisici
Raggio medio0.02[3] R
Massa
0,63±0,05[4] M
Temperatura
superficiale
15900±500 K[5]
15020±520 K[4] (media)
Metallicità~0,1 Fe/H
Età stimata0,224±0,030 Ga[4]
Dati osservativi
Magnitudine app.17.0[5]
Nomenclature alternative
WD 1145+017,[1] EPIC 201563164[5]

Coordinate: Carta celeste 11h 48m 33.63s, +01° 28′ 59.4″

WD 1145+017 (nota anche come EPIC 201563164) è una nana bianca posta a circa 570 anni luce (170 pc) dalla Terra nella costellazione della Vergine. È la prima nana bianca ad essere osservata con un oggetto di massa planetaria in transito che gli orbita attorno.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La nana bianca ha una massa di 0,6 M, un raggio di 0,02 R (1,4 r) e una temperatura di 15 900 K, tipica delle stelle nane bianche. È stata una nana bianca per 175 milioni di anni[6]. La stella includeva forti linee di assorbimento dovute a Magnesio, Alluminio, Silicio, Calcio, Ferro e Nichel. Questi elementi, che si trovano comunemente nei pianeti rocciosi, stanno contaminando la superficie della stella e normalmente ci si aspetta che si disperdano all'interno della stella medesima e scompaiano dalla vista dopo un milione di anni[6].

La stella è inoltre circondata da una nuvola di polvere circumstellare, un disco (probabilmente a causa della disgregazione degli asteroidi, situati tra 97 e 103 R_wd, e che emettono radiazioni infrarosse), e infine un disco di gas circumstellare (situato da ~25 a 40 R_wd e sottoposto a precessione relativistica con un periodo di ~5 anni)[7][8].

Sulla base di studi recenti e della sua massa, era probabilmente una stella di sequenza principale di tipo F (tipo spettrale F0) prima di diventare una gigante rossa[9].

La magnitudine apparente, o quanto appare luminosa dalla prospettiva della Terra, è di circa 17. Pertanto, è troppo fioca per essere vista ad occhio nudo.

Sistema planetario[modifica | modifica wikitesto]

Pianeta WD 1145+017b
Parametri orbitali
Periodo orbitale0,1875±0,04 d
Inclinazione orbitale~89°
Dati fisici
Raggio medio~0,15 r
Massa
0,0006678 M
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: WD 1145+017 b.
Disco di polvere
Parametri orbitali
Circonf. orbitale0,5 au

Il presunto planetesimo, WD 1145+017b, con un'orbita di 4,5 ore, viene squarciato dalla stella ed è un residuo del precedente sistema planetario che la stella ospitava prima di diventare una nana bianca. È la prima osservazione di un oggetto planetario che viene distrutto da una nana bianca. Sono stati rilevati nell'orbita anche molti altri frammenti di grandi dimensioni, di cui i più grandi hanno orbite da 4,5 a 4,9 ore. Il materiale roccioso sta precipitando sulla stella e si presenta nel suo spettro. Il sistema è stato rilevato dal telescopio spaziale Kepler nella sua missione K2 estesa. Sebbene questo sistema non fosse un obiettivo prefissato, si trovava nel campo di vista delle sessioni di osservazione e l'analisi dei dati ne ha rivelato la presenza[10][11][12][13].

Un eccesso di radiazione infrarossa indica che esiste un disco di polvere con una temperatura di 1 150 K (880 °C)[14].

Sono stati inoltre riscontrati dati di osservazione a supporto, insieme ai dati dell'Osservatorio dei raggi X di Chandra, relativi ai detriti di polvere in orbita attorno a WD 1145+017[15].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d WD 1145+017, Centre de données astronomiques de Strasbourg, SIMBAD. URL consultato il 25 ottobre 2015.
  2. ^ Christine Pulliam, Cosmic "Death Star" is Destroying a Planet, Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, 21 ottobre 2015, 2015–21.
  3. ^ Andrew Vanderburg, John Asher Johnson, Saul Rappaport, Allyson Bieryla, Jonathan Irwin, John Arban Lewis, David Kipping, Warren R. Brown, Patrick Dufour, David R. Ciardi, Ruth Angus, Laura Schaefer, David W. Latham, David Charbonneau, Charles Beichman, Jason Eastman, Nate McCrady, Robert A. Wittenmyer, Jason T. Wright, A disintegrating minor planet transiting a white dwarf (PDF), in Nature, vol. 526, 22 ottobre 2015, pp. 546–549, Bibcode:2015Natur.526..546V, DOI:10.1038/nature15527, PMID 26490620, arXiv:1510.06387.
  4. ^ a b c Izquierdo P. et al, Fast spectrophotometry of WD 1145+017, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 481, 2018, pp. 703–714, Bibcode:2018MNRAS.481..703I, DOI:10.1093/mnras/sty2315, arXiv:1808.07320.
  5. ^ a b c Planet WD 1145+017 b, The Extrasolar Planet Encyclopedia. URL consultato il 30 ottobre 2015.
  6. ^ a b Bryce Croll, Paul A. Dalba, Andrew Vanderburg, Jason Eastman, Saul Rappaport, John DeVore, Allyson Bieryla, Philip S. Muirhead, Eunkyu Han, David W. Latham, Thomas G. Beatty, Robert A. Wittenmyer, Jason T. Wright, John Asher Johnson e Nate McCrady, Multiwavelength Transit Observations of the Candidate Disintegrating Planetesimals Orbiting WD 1145+017, in The Astrophysical Journal, vol. 836, nº 1, 8 ottobre 2015, p. 82, Bibcode:2017ApJ...836...82C, DOI:10.3847/1538-4357/836/1/82, arXiv:1510.06434.
  7. ^ (EN) Ben Zuckerman, Zhuchang Zhan e Noriharu Watanabe, Shallow Ultraviolet Transits of WD 1145+017, 24 aprile 2019, DOI:10.3847/1538-3881/ab1b36. URL consultato il 5 agosto 2019.
  8. ^ Bruce L. Gary, 6. White Dwarf WD 1145+017 Photometric Monitoring Observations by Amateur Observers B. Gary & T. Kaye, su Bruce L. Gary, 10 giugno 2019. URL consultato il 13 giugno 2019.
  9. ^ Dimitri Veras, Post-main-sequence planetary system evolution, in Royal Society Open Science, vol. 3, nº 2, 2016, pp. 150571, Bibcode:2016RSOS....350571V, DOI:10.1098/rsos.150571, PMID 26998326.
  10. ^ Ian O'Neill, Caught in the Act: White Dwarf is Killing a Planet (Discovery Channel), 21 ottobre 2015.
  11. ^ Michael D. Lemonick, Zombie Star Caught Feasting On Asteroids (National Geographic), 21 ottobre 2015.
  12. ^ NASA’s Kepler K2 Mission Discovers Planet-Destroying White Dwarf Star (Sci-News.com), 22 ottobre 2015.
  13. ^ Camille M. Carlisle, White Dwarf Eats Mini Planet? (Sky and Telescope), 26 ottobre 2015.
  14. ^ Bryce Croll, Paul A. Dalba e Andrew Vanderburg, Multiwavelength Transit Observations of the Candidate Disintegrating Planetesimals Orbiting WD 1145+017, in The Astrophysical Journal, vol. 836, nº 1, 8 ottobre 2015, p. 82, Bibcode:2017ApJ...836...82C, DOI:10.3847/1538-4357/836/1/82.
  15. ^ S. Rappaport, B.L. Gary e A. Vanderburg, WD 1145+017: Optical Activity During 2016-2017 and Limits on the X-Ray Flux, in Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, vol. 474, nº 1, 24 settembre 2017, pp. 933, Bibcode:2018MNRAS.474..933R, DOI:10.1093/mnras/stx2663.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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