Villa Barbarigo (Mirano)

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Villa Barbarigo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàMirano
Indirizzovia Giudecca, 14-20
Coordinate45°29′43.34″N 12°06′18.09″E / 45.495372°N 12.105024°E45.495372; 12.105024Coordinate: 45°29′43.34″N 12°06′18.09″E / 45.495372°N 12.105024°E45.495372; 12.105024
Informazioni generali
Condizioniin uso
CostruzioneXVII secolo
Usoabitazione
Realizzazione
Proprietariofamiglia Carraro
Committentefamiglie Michiel, Barbarigo, Albrizzi, Astori

Villa Barbarigo, Astori, Carraro è una villa veneta di Mirano, in provincia di Venezia. Sorge poco più a ovest del centro storico, circondata da una recente zona residenziale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È documentata a partire dal 1661, quando i Barbarigo la acquistarono dai Michiel. Venne poi ereditata dagli Albrizzi i quali, nel 1807, la vendettero ad Antonio Astori.

È divenuta di Gianni Carraro nel 1962 il quale, con la collaborazione dell'Ente per le ville venete, si è occupato del restauro dell'intero complesso. I lavori hanno permesso di ripristinare le antiche condizioni dell'edificio, eliminando le alterazioni degli interni e recuperando gli elementi originali.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La casa padronale mostra le linee tipiche del Seicento veneziano, ma il suo aspetto massiccio e squadrato risente forse degli influssi del secolo precedente. Il fronte principale è rivolto a sud, verso un piccolo giardino, e presenta grandi aperture arcuate, disposte con ritmo "incalzante", ovvero più ravvicinate al centro (in corrispondenza del salone centrale) e diradate alle estremità (per poter meglio collocare il camino e la mobilia). Le linee sono però ingentilite da alcuni elementi architettonici e artistici come le lunette cieche in corrispondenza delle finestre, la balconata centrale, le cornici a dentelli sotto la copertura e attorno alle aperture.

Per quanto riguarda gli altri prospetti, è degno di nota quello a est su cui è addossata una torretta che racchiude una scala a chiocciola.

Gli interni sono organizzati secondo il tipico schema veneziano, con il salone passante orientato in direzione nord-sud. In seguito ai recenti restauri, sono stati recuperati numerosi componenti architettonici e decorativi di pregio, come la travatura alla Sansovino del piano terra, i pavimenti in terrazzo veneziano, le volte a vela di alcune stanze. Fra tutti, spiccano cinque resti di affreschi, individuati sotto uno spesso strato di intonaco, che decoravano lo spazio sotto le finestre del piano nobile; oggi si possono ammirare nel salone del piano terra e in una camera adiacente e raffigurano, su fondi ocra e azzurri, degli zeffiretti tra festoni e le allegorie della Fede e della Fortezza.

Accanto al palazzo, sul lato ovest, si allunga una barchessa di un solo piano, con mattoni a vista e quattro archi. Degni di nota anche il parco, dove è stata collocata un'interessante vera da pozzo (che, tuttavia, non fa parte della dotazione originaria), e la cancellata d'ingresso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]