Venere Anadiomene

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Venere Anadiomene
Autore Apelle
Data 330 a.C. circa
Tecnica affresco
Dimensioni ?
Ubicazione Perduto
Venere Anadiomene di Tiziano (1520 circa)

Venere Anadiomene (in greco antico Ἀφροδίτη Ἀναδυομένη; Afrodite anadyomenē, cioè nascente [dal mare]) è un dipinto perduto del pittore greco Apelle. Più in generale indica anche un modo di rappresentare la dea Afrodite nascente.

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Plinio il Vecchio giudicò l'affresco come uno dei più celebri, realizzato per Alessandro Magno e, probabilmente staccato a massello, fu fatto trasportare a Roma da Augusto, che lo collocò nel Tempio del Divo Giulio. Si sa che all'epoca di Nerone l'opera era danneggiata e fu ridipinta o, addirittura, rimpiazzata da una copia.

Raffigurava Afrodite che si leva nascente dalle acque e si strizza i capelli bagnati sollevando le braccia. Secondo Plinio, il pittore si era ispirato a Campaspe, amante di Alessandro; secondo Ateneo di Naucrati aveva tratto ispirazione dalla visione di Frine che usciva nuda dal mare durante i Misteri eleusini.

Il mito dell'Anadiomene ispirò molti artisti dal Rinascimento in poi, che cercarono di rievocare la mitica opera perduta. Tra i primi vi furono Botticelli[1], Tiziano[2], Antonio Lombardo[3], Giambologna[4], Rubens[5], Cornelis de Vos[6]. Anche nell'Ottocento il tema godette di un notevole interesse, spingendo a cimentarsi artisti come Ingres[7], Cabanel[8], Duval[9], Gérôme[10], Chassériau[11] e Bouguereau[12]. Nel Novecento sembra essere stato attratto dal tema anche Pablo Picasso[13]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La celebre Nascita di Venere.
  2. ^ Venere Anadiomene.
  3. ^ Immagine.
  4. ^ Immagine di una copia dell'opera originale nella villa di Castello a Firenze.
  5. ^ Opera già a Potsdam, distrutta nella seconda guerra mondiale, immagine.
  6. ^ Immagine.
  7. ^ Immagine.
  8. ^ Immagine.
  9. ^ Immagine.
  10. ^ Immagine.
  11. ^ Immagine.
  12. ^ Nascita di Venere.
  13. ^ Immagine.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999. ISBN 88-451-7107-8

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