Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Grosseto

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Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Grosseto
AbbreviazioneMisericordia di Grosseto
TipoOrganizzazione di volontariato
Affiliazione internazionaleMisericordia
FondazioneXIII secolo
Scopoassistenziale
Sede centraleItalia Grosseto
IndirizzoVia degli Apostoli, 1/3
Area di azioneGrosseto
GovernatoreEdoardo Boggi
Lingua ufficialeitaliano
Membri1 500[1] (2022)
Impiegati26[1] (2022)
Volontari145[1] (2022)
Sito web

La Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Grosseto è una confraternita laica di carità e assistenza della città di Grosseto.

Attiva sin dal XIII secolo, ha avuto una sede stabile a partire dal 1563 e venne innalzata al grado di arciconfraternita nel 1854. Patrono dell'associazione è il santo Giovanni Battista.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini della confraternita sembrano risalire all'età medievale, probabilmente tra XIII e XIV secolo, ma è soltanto dal XVI secolo che è documentata un'attività stabile e duratura.[2] Prima del 1563, in mancanza di una sede, la confraternita si riuniva nel duomo di San Lorenzo e solo in quell'anno ottenne la possibilità di disporre di una propria sede del tutto distinta dalla chiesa maggiore, stabilendosi nella vicina chiesa di San Giovanni Decollato con annesso ospedale.[3][4]

Tuttavia, le condizioni economiche precarie in cui versava la confraternita condussero il priore Orazio Fanucci a vendere al vescovo Claudio Borghese nel 1587 una parte del fabbricato posto all'angolo del vicolo del Duomo, che venne collegato al palazzo dove aveva sede l'episcopio, dall'altro lato della piazza, da un passaggio noto come "arco dei preti"; il vescovo si impegnava da parte sua al rifacimento di alcune facciate e alla disposizione di un'area a uso della confraternita nel cimitero detto "tondo" di fianco alla cattedrale.[3]

Nel 1793 alla confraternita venne concesso da Federico Spadafora, commendatore dell'Ordine di Malta, l'uso della chiesa di San Leonardo, proprietà dell'omonima commenda.[2] Nel 1827 un benefattore senese, Celso Bargagli, acquistò la commenda con la chiesa e la donò alla Misericordia.[3][2] La confraternita predispose la sostituzione dell'ormai rovinato edificio con uno da costruirsi ex novo, e la chiesa di San Leonardo venne così demolita nel 1844 e sostituita dalla chiesa di San Giovanni Battista, nota come chiesa della Misericordia, su progetto dell'ingegnere Pietro Passerini e consacrata nel 1854.[4] Per l'occasione, il 15 marzo 1854 la confraternita fu elevata al grado di arciconfraternita dal vescovo Giovanni Domenico Mensini.[4] Nello stesso anno il priore dell'arciconfraternita Benedetto Pierini mise a disposizione un terreno fuori dal perimetro murario per la costruzione del nuovo cimitero sociale: progettato dall'ingegnere Enrico Ciampoli, i costi di realizzazione furono sostenuti dagli stessi membri dell'associazione, con un contributo del granduca Leopoldo II in materiali da costruzione.[3][4][5]

Nel 2021 l'arciconfraternita ha lasciato le storiche sedi di strada Ginori e piazza della Palma, nel centro storico cittadino, per stabilirsi nella nuova sede del centro giovanile Frassati a Barbanella, ex sede dei salesiani inaugurata nel 2006.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Lorella Pellis, Diocesi di Grosseto, il vescovo ha incontrato i volontari della Misericordia, tra cui 8 appena rientrati dall'Ucraina, su toscanaoggi.it, Toscana Oggi, 4 giugno 2022. URL consultato il 25 gennaio 2023.
  2. ^ a b c Il Mangia 1884, pp. 334-336.
  3. ^ a b c d San Giovanni Decollato, su Atlante Storico Topografico del Comune di Grosseto. URL consultato il 27 giugno 2008 (archiviato dall'url originale l'11 maggio 2006).
  4. ^ a b c d Celuzza, Papa 2013, pp. 28–29, 110, 135.
  5. ^ Crispolti, Mazzanti, Quattrocchi 2005, pp. 30-32.
  6. ^ Massimiliano Frascino, La Misericordia lascia il centro storico, Il Tirreno, 28 luglio 2021. URL consultato il 25 gennaio 2023.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Mangia. Almanacco senese per l'anno 1884, Siena, Tip. sordo-muti di L. Lazzeri, 1884.
  • Umberto Carini e Paola Barabesi, La Misericordia a Grosseto. Otto secoli di sanità e assistenza, Grosseto, Editrice Maremma, 1998.
  • Umberto Carini e Paola Barabesi, Benedetto Pierini. Un antieroe della Maremma Leopoldina, Grosseto, 2002.
  • Mariagrazia Celuzza e Mauro Papa, Grosseto visibile. Guida alla città e alla sua arte pubblica, Arcidosso, Edizioni Effigi, 2013.
  • Enrico Crispolti, Anna Mazzanti e Luca Quattrocchi (a cura di), Arte in Maremma nella prima metà del Novecento, Milano, Silvana Editoriale, 2005.
  • Giuseppe Guerrini, La Diocesi di Grosseto. Parrocchie, chiese e altri luoghi di culto, dalle origini ai nostri giorni, Roccastrada, Il mio amico, 1996.
  • Mario Innocenti e Elena Innocenti, Grosseto: briciole di storia. Cartoline e documenti d'epoca 1899-1944, 2ª ed., Grosseto, Editrice Innocenti, 2005, p. 104.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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