Un, due, tre, stella!

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Un, due, tre, stella! è un gioco da bambini tradizionale.

Tutti i giocatori, salvo il capogioco, si pongono dietro una linea, mentre il capogioco si pone di spalle appoggiato a un albero o a un muro a circa una ventina di metri. Il capogioco scandisce a voce alta e chiara "Un, due, tre ... stella" e quindi si volta verso i giocatori[1]. Questi ultimi possono muoversi fintantoché il capogioco è di spalle, ma devono immobilizzarsi quando questi si volta a guardarli. Se un giocatore si muove mentre osservato deve tornare alla linea di partenza[1]. La cosa si ripete fino a che uno dei giocatori vince raggiungendo o superando la posizione del capogioco[1].

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Le varianti in generale riguardano la frase usata e che da il nome al gioco. Per esempio "per le vie di Roma" (in Basilicata[2]), "L'orologio fa tic tac" o anche "L'orologio di Milano fa tic tac"[3], "schèche" (variante barese[4]).

In una variante inglese si chiama red light, green light ("luce rossa, luce verde")[5], con evidente riferimento alle luci di un semaforo, in questa variante i giocatori possono muoversi dopo che il capogioco ha detto green light, ma devono arrestarsi immediatamente quando dice red light[5]. Una variante aggiunge anche yellow light che può avere l'effetto di permettere di correre, oppure di non avere nessun effetto e lasciare invariato l'ultimo comando[5].

Simile è anche il gioco, sempre inglese, detto grandmother's footsteps: qui il bimbo che sta sotto ha il ruolo della "nonna", per il resto il meccanismo è lo stesso. Un'altra variante meno conosciuta è "il big bang ha detto stop!" dove i meccanismi sono gli stessi ma il gioco viene complicato da una frase da dire più velocemente del normale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]