Trifosfato pentasodico

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Trifosfato pentasodico
formula di struttura
Nome IUPAC
trifosfato pentasodico
Nomi alternativi
trifosfato di sodio
polifosfato di sodio
STP, STPP, TPP
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareNa5P3O10
Massa molecolare (u)367,864 g/mol
Aspettosolido di colore bianco
Numero CAS7758-29-4
Numero EINECS231-838-7
PubChem24455
SMILES[O-]P(=O)([O-])OP(=O)([O-])OP(=O)([O-])[O-].[Na+].[Na+].[Na+].[Na+].[Na+]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.)2,52 (20 °C)
Solubilità in acqua~ 145 g/l (25 °C)
Temperatura di fusione622 °C (~ 860 K) con decomposizione
Indicazioni di sicurezza
Frasi H---
Consigli P--- [1]

Il trifosfato pentasodico (o più correttamente tri(ortodimeta)fosfato pentasodico) è un polifosfato di sodio.

Insieme al trifosfato pentapotassico è annoverato tra gli additivi alimentari con la sigla E451.

Esso differisce dall'altro polifosfato di sodio e cioè lo esa(meta)fosfato esasodico (detto anche Calgon S o anche sale di Graham), di formula chimica Na6P6O18 per un minore contenuto di fosforo.

Questi polifosfati di sodio sono entrambi usati principalmente (di solito miscelati assieme) come addolcitori ed inibitori di corrosione per il trattamento dell'acqua destinata a caldaie o a scambiatori di calore ad uso domestico o industriale.

Sintesi[modifica | modifica wikitesto]

Industrialmente si ottiene per riscaldamento in condizioni controllate di una miscela stechiometrica di idrogenofosfato di disodio Na2HPO4 e diidrogenofosfato di sodio NaH2PO4.[2]

2Na2HPO4 + NaH2PO4 → Na5P3O10 + 2H2O

Uso[modifica | modifica wikitesto]

Trova impiego come conservante alimentare per preparazioni di pesce, carne e pollame destinate sia al consumo umano che animale. Viene inoltre usato in dentifrici e detergenti per migliorarne l'azione.

Viene inoltre usato come sequestrante per ridurre la durezza dell'acqua, regolatore di pH e agente emulsionante.

Effetti ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Per via del suo ampio uso nei detergenti, è una delle principali fonti di fosforo che contribuisce al fenomeno dell'eutrofizzazione delle acque.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 30.10.2012
  2. ^ Greenwood, Norman N.; Earnshaw, A. (1997), Chemistry of the Elements (2nd ed.), Oxford: Butterworth-Heinemann, ISBN 0-7506-3365-4
  3. ^ Complexing agents, Environmental and Health Assessment of Substances in Household Detergents and Cosmetic Detergent Products, Danish Environmental Protection Agency, Accessed 2008-07-15