Tregua di Dio

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Con l'espressione tregua di Dio, nel Medioevo, si intende un periodo cronologico di sospensione dell'impiego della forza armata imposto dall'autorità ecclesiastica, soprattutto dopo l'affermarsi, tra la fine del IX e l'inizio del X secolo, del movimento delle paci di Dio. Troverà una propria codficazione definitiva nei concili di Arles (1037-1041). Da quel momento è fatto divieto ai signori di violare soprattutto le tregue particolari durante le grandi fasi di liturgia Cristiana (Natale, Avvento, Pasqua), nel nome del rispetto sacro e nel nome di quello profano (sagre, mercati).

La tregua di Dio veniva fatta coincidere, generalmente, con periodi di festività liturgiche o giorni di particolare rilievo (come la domenica).

Celebre violazione di una tregua di Dio fu la battaglia di Bouvines del 27 luglio 1214, una domenica appunto.

La Pace di Dio o Pax Dei era invece un atto di un'autorità religiosa locale che sotto pena di scomunica dichiarava intangibili certi luoghi e che garantiva l'immunità ad alcune categorie di persone (pellegrini, chierici, ecc.). Un Sinodo che si è svolto nell'abbazia benedettina di Charroux sotto la guida dell'arcivescovo Bordeaux e della Guascogna Gombald promulgò tre canoni che decretavano una Pax Dei nel 989. L'atto fu sottoscritto dai vescovi di Poitiers, Limoges, Périgueux, Saintes and Angoulême e questa pratica si diffuse a partire dal secolo successivo in tutta l'Europa occidentale[1], per sopravvivere in una qualche forma almeno fino al tredicesimo secolo.

  1. ^ Thomas Head, The Development of the Peace of God in Aquitaine (970-1005), in Speculum, vol. 74, nº 3, Luglio 1999, pp. 656-686.