Trading online

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Conosciuto anche con l'acronimo inglese TOL, è la compravendita di strumenti finanziari tramite internet. Esso è nato in Italia solo nel 1999, quando il "Nuovo Regolamento Consob di attuazione del Testo Unico dei mercati finanziari" ne ha regolamentato gli aspetti.

Caratteristiche principali[modifica | modifica wikitesto]

Questo servizio consente appunto l'acquisto e la vendita on-line di strumenti finanziari come azioni, obbligazioni, futures, titoli di stato, ecc. I vantaggi nell'uso di servizi di questo tipo on-line sono i minori costi di commissione richiesti all'investitore e la possibilità di quest'ultimo di potersi informare bene sull'andamento di un particolare titolo o della borsa in generale (la visualizzazione di grafici e informazioni utili sui titoli) per effettuare con maggiori dati le scelte d'investimento. Questo tipo di pratica comprende vari modi di operare da parte degli investitori.

Tipologie principali[modifica | modifica wikitesto]

In base all'orizzonte temporale si avrà lo scalping, ovvero l'apertura e la chiusura di posizioni su vari prodotti finanziari (nella maggior parte dei casi azioni) in un brevissimo arco temporale, dell'ordine di qualche minuto; coloro che operano con un orizzonte temporale giornaliero sono detti day trader, mentre gli open trader entrano nel mercato nella fase "random". Da evidenziare l'esistenza della negoziazione ad alta frequenza,[1] che tramite l'impiego di algoritmi consente di immettere e modificare gli ordini a velocità elevatissima. Tale fenomeno è oggetto di esame da parte delle competenti autorità di controllo per i possibili effetti distorsivi nello svolgimento delle negoziazioni. Alla negoziazione ad alta frequenza si associano i cosiddetti flash orders, sistemi in grado di battere sistematicamente sul tempo gli operatori tradizionali nonché altre strategie, tra cui quelle denominate Pinging/Smoking/Layering/Spoofing, che simulano situazioni di mercato al solo scopo di indurre gli operatori tradizionali ad effettuare operazioni sbagliate come reazione a stimoli non reali.[2]

Rischi[modifica | modifica wikitesto]

In Italia esistono moltissime società atte a svolgere questo tipo di attività, offrendo vere e proprie piattaforme. Trattandosi pur sempre di speculazione, prima di affidarsi ad una di queste è regola ricordarsi che si ha a che fare con un servizio ad alto livello di rischio. Le società che forniscono tale servizio sono regolamentate CONSOB, conviene affidarsi a loro per non incorrere in problemi di pagamento o truffe.

Per lo sviluppo delle tecnologie e l'assenza di limiti del numero di operazioni giornaliero da parte del singolo investitore, si tratta di un'attività che può sviluppare inconsapevolmente attaccamento in quanto facilmente porta soggetti privati ad aumentare sia il tempo dedicato che il numero delle negoziazioni con la suggestione e l'illusione di dedicarsi ad un'attività lavorativa che, al contrario, è spesso fonte di perdite anche elevate.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Consob - discussion papers - Dicembre 2012 -Il trading ad alta frequenza Caratteristiche, effetti, questioni di policy V. Caivano, S. Ciccarelli, G. Di Stefano, M. Fratini, G. Gasparri, M. Giliberti, N. Linciano, I. Tarola
  2. ^ Banca d'Italia-Occasional Papers-High frequency trading: una panoramica-settembre 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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