The Call of the Wild (film 1908)

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The Call of the Wild
Titolo originale The Call of the Wild
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1908
Durata 16 min. (301 metri - 1 rullo)
Colore B/N
Audio muto
Rapporto 1,33 : 1
Genere azione
Regia David W. Griffith
Sceneggiatura David W. Griffith
Casa di produzione American Mutoscope & Biograph
Fotografia Arthur Marvin
Interpreti e personaggi

The Call of the Wild è un cortometraggio muto del 1908 diretto da David W. Griffith. Prodotto e distribuito dalla American Mutoscope & Biograph, il film - girato a Coytesville nel New Jersey - uscì nelle sale il 27 ottobre 1908. Nonostante il titolo, la trama non ha niente a che fare con Il richiamo della foresta, romanzo di Jack London.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

George Redfeather ritorna laureato con il massimo dei voti e campione sportivo, capitano della squadra universitaria di football. Al ricevimento dato in suo onore a casa dell'agente per gli affari indiani, il tenente Penrose, George si innamora di Gladys, la figlia di Penrose. Ma la ragazza lo respinge e il tenente lo caccia di casa per la sua presunzione. Il povero George è confuso: considerato un eroe, non è buono come marito? La natura che lo circonda, sembra chiamarlo a sé. Il giovane si strappa di dosso gli abiti formali e indossa dei vestiti di cuoio e un copricapo di piume, meditando vendetta. Sorpresa Gladys a cavallo, la cattura dopo un inseguimento. Ma un'autorità più alta si fa sentire da George, qualcuno che vede e sa tutto: seguendo quella voce, lascia andare la ragazza, libera di tornare a casa.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dall'American Mutoscope & Biograph e venne girato a Coytesville.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il copyright del film, richiesto dall'American Mutoscope and Biograph Co., fu registrato il 19 ottobre 1908 con il numero H117205. Il film - un cortometraggio in una bobina - uscì nelle sale cinematografiche USA il 27 ottobre[1].

Non si conoscono copie ancora esistenti della pellicola che viene considerata presumibilmente perduta[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AFI
  2. ^ Silent Era

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean-Loup Passek et Patrick Brion, D.W. Griffith - Le Cinéma, Cinéma/Pluriel - Centre Georges Pompidou, 1982 - ISBN 2864250357 Pag. 96.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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