Tampone di Moore

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Brendan Moore

Il tampone di Moore (in inglese Moore swab) è un metodo di sorveglianza ambientale utilizzato a lungo dai sanitari di tutto il mondo per rilevare e isolare i patogeni enterici - che si possono trovare nei materiali biologici come le feci o le urine - rilevabili nell'acqua sia reflua che non[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il tampone di Moore fu descritto per la prima volta da Brendan Moore nel 1946 per rintracciare Salmonella Paratyphi B dalle acque reflue nel Devon settentrionale, in Inghilterra, al fine di determinare le fonti di infezione responsabili di sporadiche epidemie di febbre paratifoide[2].

Esso fu, in seguito, usato estensivamente per rilevare diversi agenti patogeni escreti nelle acque, come i coxsackie virus, i poliovirus, i norovirus umano, l'escherichia coli O157: H7, il vibrio cholerae O1 e la salmonella typhi[2].

Nel corso degli anni la tecnica, un tempo utilizzata per tracciare i portatori cronici di Salmonella Paratyphi B, si estese alla sorveglianza ambientale, allo studio di epidemie in corso e al rilevamento di patogeni in una serie di acque potabili e di quelle reflue[1]. Dal 2020 il tampone è usato per la ricerca nelle acque reflue del virus SARS-CoV-2[3].

Fabbricazione e uso[modifica | modifica wikitesto]

Il tampone di Moore funge da filtro per raccogliere e trattenere microrganismi per un lungo periodo di tempo. Si compone a partire da una striscia di garza di cotone lunga circa 120 cm e larga circa 15 cm, ripiegata a metà 3 volte fino ad assumere la forma di un cuscinetto quadrato di 15 cm di lato[2]. Tale cuscinetto è poi legato lungo la linea mediana con un filo di nylon o una lenza da pescatore[2] e, se del caso, sterilizzato in autoclave[2].

Alcune varianti di fabbricazione prevedono tagli lungo il corpo del tampone così costruito, oppure la legatura a un estremo piuttosto che alla mediana[2]. I tamponi così predisposti sono immersi nei liquami della rete fognaria in punti predefiniti di pescaggio in modo da intercettare l'eventuale presenza di patogeni a monte del punto di prelievo[1].

Tale tipo di campionamento opera in modo differente rispetto al prelievo dei campioni grab a volume singolo. Quest'ultimo, infatti, agisce come una fotografia sul substrato prelevato, laddove il tampone di Moore restituisce uno spaccato storico, per il tempo d'immersione, della presenza e lo sviluppo dei patogeni[4].

Letteratura di approfondimento[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Pengbo Liu, Makoto Ibaraki, Jamie VanTassell, Kelly Geith, Matthew Cavallo, Rebecca Kann, Lizheng Guo e Christine L. Moe, A Sensitive, Simple, and Low-cost Method for COVID-19 Wastewater Surveillance at an Institutional Level, in Jay Gan (a cura di), Science of The Total Environment, vol. 807, Amsterdam, Elsevier BV, 2021, p. 151047, DOI:10.1016/j.scitotenv.2021.151047, ISSN 0048-9697 (WC · ACNP).
  2. ^ a b c d e f (EN) Michael J. Sikorski e Myron M. Levine, Reviving the “Moore Swab”: a Classic Environmental Surveillance Tool Involving Filtration of Flowing Surface Water and Sewage Water to Recover Typhoidal Salmonella Bacteria, in Applied Environmental Biology, vol. 86, n. 13, Washington, American Society for Microbiology, 2020, DOI:10.1128/AEM.00060-20, ISSN 1098-5336 (WC · ACNP).
  3. ^ Mohammad Rafiee, Siavash Isazadeh, Anoushiravan Mohseni-Bandpei, Seyed Reza Mohebbi, Mahsa Jahangiri-rad, Akbar Eslami, Hossein Dabiri, Kasra Roostaei, Mohammad Tanhaei e Fatemeh Amereh, Moore Swab Performs Equal to composite and Outperforms Grab Sampling for SARS-CoV-2 Monitoring in Wastewater, in Damia Barcelo (a cura di), Science of The Total Environment, vol. 790, Amsterdam, Elsevier BV, 2021, p. 148205, DOI:10.1016/j.scitotenv.2021.148205, ISSN 0048-9697 (WC · ACNP).
  4. ^ (EN) Foodborne Disease Outbreaks : Guidelines for Investigation and Control, Ginevra, Organizzazione mondiale della sanità, 2008, ISBN 92-4-154722-7, OCLC 385939051.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


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