Stereotipo (linguistica)

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Il concetto di stereotipo fu introdotto dal filosofo statunitense Hilary Putnam (1926-2016), con riferimento alla competenza semantica di un parlante in relazione a nomi di specie naturali, come acqua, tigre, limone.[1]

Lo stereotipo rappresenta l'idea convenzionale che i parlanti associano ad un nome di specie naturale. Così, ad esempio, lo stereotipo di tigre comprende l'esser carnivoro e feroce o l'avere il manto a strisce gialle e nere. Lo stereotipo di X non è però il significato di X: infatti, non ne determina l'estensione (perché è pensabile una tigre vegetariana), né rappresenta necessariamente una caratterizzazione corretta di X o anche solo della maggior parte degli X. La rilevanza di uno stereotipo è piuttosto legata al fatto che le informazioni che esso veicola sono socialmente obbligatorie e misurano la competenza del parlante quando usa quel nome.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Beccaria, Dizionario, cit., p. 730.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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