Spingarda

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Una spingarda portatile
Spingarda a cavalletto progettata da Leonardo da Vinci.

La voce Spingarda, chiamata anche Springalda o Spingardo (dal francese antico espringale, derivato del francone springan "saltare, balzare"[1]), era usata per un tipo di balestra del XIV secolo per lanciare grosse pietre o verrettoni.

Con l'invenzione della polvere da sparo e la costruzione di armi da fuoco, passò ad indicare una specie d'artiglieria che lanciava, al più, delle palle da cinque a sei libbre di peso, scendendo fino alle palle di sei once, e per la marina, anche di una sola oncia (sul tipo dello smeriglio).

Quelle più grandi erano fissate sopra cavalletti e trattenute con ceppi di legno. Quelle più piccole diventavano vere e proprie armi portatili e quasi manesche, come il fucile. Le grosse spingarde avevano un mascolo per mettervi la carica; le più piccole ne erano sprovviste, ed erano tutte di un sol pezzo come i cannoni. In ultimo furono anche chiamate archibusoni.

Le spingarde arrivarono a essere lunghe fino a 5 m e di calibro variabile da 21 a 82 mm[2].

In Italia non ebbe molta diffusione, veniva utilizzata di due tipi, quella da barchino, usata nei grandi laghi del nord, sul Po e nelle grandi aree allagate e la versione da appoggio usata negli appostamenti fissi nel centro Italia per la caccia agli anatidi e venne vietata negli anni '70[3].

Spingarda spagnola della Guerra del Rif.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ voce Spingarda sul vocabolario dell'Enciclopedia Treccani
  2. ^ voce Spingarda sul vocabolario dell'Enciclopedia Treccani
  3. ^ Le Spingarde

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Montù, Carlo. Storia dell'Artiglieria Italiana. Opera in XVII volumi edita dalla Rivista d'Artiglieria e Genio, Roma, 1934-1954.
  • Nicolle, David. Medieval Warfare Source Book Vol. II, Arms and Armour, 1996 1-86019-861-9

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]