Socialismo in un solo paese

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Il socialismo in un solo paese è una teoria economico-politica avanzata e sviluppata da Stalin[1] sulla base di uno scritto di Lenin del 1915[2], che peraltro ancora non abbandonava l'internazionalismo marxista sostenendo invece l'impossibilità di una linea nazionalista.

La tesi, presentata da Stalin al XII Congresso del Partito Comunista dell'Unione Sovietica del 1923 in contrapposizione a quella della Rivoluzione permanente di Lev Trotzkij, partiva dal presupposto che le prospettive di una rivoluzione europea fossero fallite dopo la distruzione della Lega Spartachista adoperata dai Freikorps del ministro della difesa tedesco Gustav Noske nel 1919 e sottolineava la necessità impellente del consolidamento della 'Patria del Socialismo' (l'Unione Sovietica) attraverso la normalizzazione dei rapporti con gli altri Paesi capitalisti e il convogliamento di tutte le risorse economiche dei Partiti comunisti occidentali in questa impresa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stalin, La Rivoluzione d’Ottobre e la tattica dei comunisti russi, in Opere Complete, vol. 6, p. 426 e ss.
  2. ^ V.I. Lenin, Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa, in Opere Complete, vol. 21, Editori Riuniti, Roma, 1966, pp. 311-316.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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