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Sminamento

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Lo sminamento è il processo di rimozione di mine terrestri o navali.

Le operazioni consistono nell'individuazione della mina e nel suo disinnesco o detonazione, a seconda dei casi. Quest'ultima fase è relativamente semplice e veloce, mentre l'individuazione è il problema principale in termini di tempo e costi.[1]

Ci sono due tipi diversi di ricerca e di rimozione delle mine: quello umanitario e quello militare.

Sistema di sminamento, agganciato ad un carro armato.

Lo sminamento militare può richiedere una certa velocità nelle operazioni, anche perché le unità preposte potrebbero essere sotto il fuoco nemico. La priorità è quindi creare nel campo minato un passaggio sicuro per truppe, automezzi o navi nel minor tempo disponibile. Questo per ragioni tattiche, ma in questa situazione è possibile che la bonifica sia imperfetta ed alcune mine non vengano scoperte.

I metodi di individuazione e di rimozione utilizzati sono i quelli di rimozione manuale e/o meccanica, il bombardamento a tappeto o l'uso dei siluri Bangalore. Questo tipo di operazione vengono affidate alle squadre di artificieri e genieri, le quali anche mediante l'utilizzo di bulldozer corazzato o di mezzi corazzati sono in grado di sminare anche vaste aree.

Lo sminamento umanitario richiede un periodo di relativa pace ed è costituito da un intensivo periodo di ricerca per localizzare le mine e far tornare l'area utilizzabile ai civili. In questo caso l'accuratezza è più importante della velocità in modo da evitare danni ai civili dopo la rioccupazione dell'area. A livello internazionale, tali operazioni sono spesso svolte da enti sotto l'egida dell'ONU. Nelle aree che hanno visto svolgersi conflitti è spesso possibile trovare pericolosi ordigni inesplosi, come ad esempio nella caso delle mine terrestri in Bosnia ed Erzegovina.

Tali operazioni sono inoltre condizioni necessarie perché su quello stesso territorio possano avere inizio di operazioni umanitarie.

Strumenti di individuazione

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I metodi principali usati per individuare le mine sono la ricerca manuale con apposite attrezzature (come un cercametalli), l'utilizzo di animali (come i cani) o l'utilizzo di mezze e sistemi meccanici. Nella maggior parte delle circostanze, però, l'unico metodo che tiene fede a tutti i requisiti ONU è la ricerca effettuta con personale specializzato. Questo processo è lento e costoso, ma è potenzialmente il più sicuro se le procedure vengono seguite correttamente.

Lo stesso argomento in dettaglio: Cercametalli.
Operatore dello US Army in cerca di mine durante la guerra d'Iraq con metal detector (09 febbraio 2009).

I cercametalli furono usati per la prima volta per scovare le mine dalle forze armate britanniche nella seconda guerra mondiale dopo la loro invenzione da parte dell'ingegnere polacco Józef Kosacki. Il primo passo è la scansione dell'area con il metal detector che può rilevare la maggior parte delle mine, ma spesso dà dei falsi positivi. Alcune mine moderne vengono però costruite con il minor quantitativo possibile di metallo e quindi sono difficili da individuare. Sono state inoltre prodotte mine che non contengono metallo, ma sono rare. Le aree in cui il metal-detector trova qualcosa devono essere sondate fino al ritrovamento effettivo della mina o dell'oggetto metallico che ha fatto scattare lo strumento.

Un HeroRAT addestrato allo sminamento a Morogoro, in Tanzania

Solitamente sono cani che, attraverso l'olfatto, individuano l'esplosivo presente nelle mine. La ONG APOPO, con sede in Belgio e in Tanzania, conduce da anni un progetto di addestramento dei ratti giganti del Gambia che sfrutta il loro olfatto per la ricerca di mine anti-uomo e focolai di tubercolosi.[2] I ratti addestrati dall'APOPO sono stati impiegati con successo nello sminamento di diverse zone di Mozambico, Angola, Thailandia, Laos, Vietnam e Cambogia, dove sono stati appositamente importati dall'Africa.[3] Essi pesano sensibilmente meno dei cani e si fanno quindi preferire perché non fanno esplodere le mine. Il loro addestramento è inoltre molto meno costoso di quello dei cani. Per questo contributo sono conosciuti anche come HeroRats (ratti eroi).[4].

Sistemi meccanici

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Si svolge tramite l'utilizzo di dispositivi e automezzi detti sminatori. In passato erano usati sia in campo umanitario che militare, ma adesso vengono utilizzati per verifica su aree sulle quali non è confermata la presenza di mine o su cui hanno già lavorato altri sistemi.

Il macchinario consiste in un veicolo che viene guidato sopra le mine ed è dotato di un sistema anteriore per farle esplodere. Il mezzo deve assorbire l'esplosione senza subire danni. Esistono veicoli con cabina di guida corazzata oppure a guida remota.

Tra gli strumenti principali si possono annoverare:

  • flagelli e rulli antimina: ideati rispettivamente durante la prima e seconda guerra mondiale, si sono dimostrati non sono completamente affidabili, quindi richiedono un controllo successivo con altri metodi. Il metodo a flagello individua e fa esplodere circa il 60% delle mine;[senza fonte]
  • dragamine: nave militare appositamente progettata per la bonifica dei tratti di mare minati;
  • bulldozer corazzati con un'apparecchiatura anteriore sorretta da un lungo braccio in modo che l'esplosione avvenga lontana dalle parti sensibili del veicolo. Vengono usati in molti paesi e hanno la capacità di rimuovere anche la vegetazione e le mine anticarro.

Dispositivi per il personale

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Il personale preposto è dotato generalmente di apposite attrezzature, come dispositivi di protezione individuale (come guanti, elmetti, tute e visori), realizzati in vari materiali (come kevlar e polimetilmetacrilato), giubbotto antiproiettile, flak jacket e può avvalersi di dispositivi e strumenti specifici, come robot artificieri per operazioni più delicate e anche ricorrendo a piccole quantità di esplosivo per la detonazione dell'ordigno a una certa distanza.

Automezzi utilizzati

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  1. (EN) Landmines - Problems and Solutions[collegamento interrotto], su staffhome.ecm.uwa.edu.au, maggio 1998. URL consultato il 29 giugno 2017.
  2. Lisa Signorile, Il ratto sminatore, in National Geographic Italia, agosto 2015.
  3. Cambogia, così 15 topi giganti salveranno migliaia di vite: ecco la squadra speciale di «ratti sminatori», su corriere.it. URL consultato il 29 giugno 2017.
  4. Terminata in Mozambico bonifica dalle mine I ratti protagonisti dello sminamento, su africa-express.info. URL consultato il 29 giugno 2017.

Voci correlate

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Altri progetti

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