Sideremia

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La sideremia esprime la quantità di ferro presente nel sangue che non è legato all'emoglobina, cioè il cosiddetto "ferro di trasporto", legato alla transferrina.

Importanza del ferro[modifica | modifica sorgente]

Il ferro è essenziale per la vita essendo implicato nell'organismo in numerosissime reazioni biochimiche. Quando si complessa con la porfirina forma l'eme, un gruppo prostetico che entra a far parte di numerose proteine, dalla emoglobina ai citocromi. Ciascuno dei 4 gruppi eme contenuti nell'emoglobina contiene un atomo di ferro. Ogni atomo di ferro può legare una molecola di ossigeno, perciò una molecola di emoglobina può trasportare sino a 4 molecole di ossigeno. L'emoglobina si trova all'interno dei globuli rossi. I citocromi risultano invece fondamentali per le reazioni di ossido-riduzione.

Assorbimento del ferro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Assorbimento del ferro alimentare.

Il ferro viene assorbito prevalentemente a livello del duodeno e della parte prossimale del digiuno. Negli alimenti il ferro si trova prevalentemente sotto forma di sale ferrico (Fe3+). L'assorbimento del ferro è favorito dall'ambiente acido gastrico. Ogni giorno con la dieta vengono introdotti circa 10-20mg di ferro e di questi ne viene assorbito circa il 10%. Una dieta ricca di carne rappresenta una straordinaria fonte di approvvigionamento. Alcune sostanze, come i tannati, presenti ad esempio nel the, legano il ferro in modo estremamente efficace e ne inibiscono in modo significativo l'assorbimento.Anche i fitati ne inibiscono l'assorbimento[1][2]. La contemporanea assunzione di acido ascorbico al contrario favorisce la riduzione del sale ferrico a sale ferroso e ne facilita l'assorbimento[3][4][5].

Procedura[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver osservato il digiuno per almeno 10-12 ore e l'astinenza da farmaci od integratori che contengono ferro per 3-5 giorni, l'esame si effettua tramite un semplice prelievo di sangue. L'esame viene eseguito al mattino quando nell'ambito di un ritmo circadiano la sideremia raggiunge livelli superiori rispetto a quelli serali. Il dosaggio isolato della sideremia, estremamente variabile, non è molto significativo né di grande utilità clinica. Meglio associare altri esami (ad esempio la ferritinemia e la transferrinemia) che aiutano a dare un quadro d'insieme e più completo del metabolismo del ferro nell'organismo. La capacità ferro legante totale ([TIBC]), che rappresenta il ferro trasportato nel plasma e complessato alla transferrina ,è un ulteriore esame di grande utilità in particolare nelle situazioni carenziali di ferro.

Valori normali[modifica | modifica sorgente]

I valori di riferimento dell'esame sono i seguenti:

  • Uomini: da 65 a 176 mcg/dL
  • Donne: da 50 a 170 mcg/dL
  • Bambini: da 50 a 120 mcg/dL
  • Neonati: da 100 a 250 mcg/dL

Inoltre:

  • TIBC: 240-460 mcg/dL[6] (TIBC:Total iron binding capacity ovvero Capacità totale di legare il ferro)
  • Saturazione della transferrina: 20-50%

Si rammenta che i valori di riferimento possono variare leggeremente da laboratorio a laboratorio, a seconda della popolazione di riferimento e del metodo d'analisi utilizzato. I valori della sideremia oltre che dal sesso (vedi sopra), sono influenzati anche dall'età, dall'ora del giorno in cui si esegue l'esame, e da altre circostanze (ad esempio la presenza di flusso mestruale attivo) anche di tipo alimentare (l'assunzione di grandi quantità di the o di determinati farmaci o integratori a base di ferro)[7][8][9].

Valori alterati[modifica | modifica sorgente]

Sideremia bassa[modifica | modifica sorgente]

Una bassa sideremia si può riscontrare in diverse situazioni:

  • Apporto alimentare di ferro carente (malnutrizione, diete non bilanciate)
  • Cattivo assorbimento del ferro presente nella dieta a livello intestinale (morbo celiaco, diarrea cronica, abuso di lassativi, alcolismo, malassorbimento, gastrectomia, acloridria).
  • Aumentato utilizzo del ferro (rapida crescita, nel neonato od adolescente)
  • Perdite fisiologiche di ferro (mestruazioni, gravidanza)
  • Perdite patologiche di ferro (emorragie gastrointestinali o genitourinarie)

Sideremia elevata[modifica | modifica sorgente]

  • Somministrazione eccessiva di ferro (trasfusioni multiple)
  • Emocromatosi ed emosiderosi[10]
  • Scarsa utilizzazione del ferro a livello midollare (anemie aplastiche, ipoplastiche e megaloblastiche)
  • Distruzione cellulare degli organi di deposito del ferro (epatite virale)
  • Avvelenamento da piombo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004. ISBN 88-299-1716-8.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bohn L, Meyer AS, Rasmussen SK. Phytate: impact on environment and human nutrition. A challenge for molecular breeding. J Zhejiang Univ Sci B. 2008 Mar;9(3):165-91. PMID: 18357620
  2. ^ Sharpe LM, Peacock WC, Cooke R, Harris RS. The effect of phytate and other food factors on iron absorption. J Nutr. 1950 Jul;41(3):433-46. PMID: 15428911
  3. ^ Anand AN, Seshadri S. A quantitative model for prediction of iron bioavailability from Indian meals: an experimental study. Int J Food Sci Nutr. 1995 Nov;46(4):335-42. PMID: 8574860
  4. ^ Teucher B, Olivares M, Cori H. Enhancers of iron absorption: ascorbic acid and other organic acids. Int J Vitam Nutr Res. 2004 Nov;74(6):403-19. PMID: 15743017
  5. ^ Fidler MC, Davidsson L, Zeder C, Hurrell RF. Erythorbic acid is a potent enhancer of nonheme-iron absorption. Am J Clin Nutr. 2004 Jan;79(1):99-102. PMID: 14684404
  6. ^ Nicoli D, McPhee SJ, Pignone M. Guida pratica ai test diagnostici e strumentali. McGraw-Hill. (2002). ISBN 88-386-2974-9
  7. ^ Cook JD, Skikne BS. Iron deficiency: definition and diagnosis. J Intern Med. 1989 Nov;226(5):349-55. PMID: 2681511
  8. ^ Cook J. The nutritional assessment of iron status. Arch Latinoam Nutr. 1999 Sep;49(3 Suppl 2):11S-14S. PMID: 10971831
  9. ^ Cook JD. Defining optimal body iron. Proc Nutr Soc. 1999 May;58(2):489-95. PMID: 10466194
  10. ^ Churchill WH, Kurtz S.R. Transfusion Medicine. Blackwell Scientific Publications. (1988). ISBN 9780865420526

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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