Sant'Albano di Bobbio

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Sant'Albano
frazione
Sant'Albano di Bobbio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Pavia-Stemma.png Pavia
ComuneVal di Nizza-Stemma.png Val di Nizza
Territorio
Coordinate44°52′15.85″N 9°11′57.52″E / 44.871069°N 9.199311°E44.871069; 9.199311 (Sant'Albano)Coordinate: 44°52′15.85″N 9°11′57.52″E / 44.871069°N 9.199311°E44.871069; 9.199311 (Sant'Albano)
Altitudine608 m s.l.m.
Abitanti246
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Albano
Sant'Albano

Sant'Albano è una frazione del comune di Val di Nizza, in provincia di Pavia, situato ad altezza di circa 600 metri slm alla testata della valle del torrente Nizza, affluente di destra dello Staffora.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

In origine era una "cella" monastica della celebre abbazia di Bobbio, fondata dall'abate irlandese San Colombano nel VII secolo: il nome dato al paese è infatti quello del santo protomartire inglese, il cui culto è verosimile essere stato introdotto dai monaci irlandesi fondatori del monastero di Bobbio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'epoca longobarda il territorio fu una pertinenza monastica dell'abbazia di San Colombano di Bobbio[1][2][3], fondata nel 614 dall'abate San Colombano, con il possedimento della corte di Sant'Albano in Candubrio (Sancti Albani de Candubrium)[4][5][6][7] citata tra i possedimenti bobbiesi nella Carta di Wala, abate di Bobbio nell'833, in Valle Staffora, inseriti nel grande feudo reale ed imperiale monastico bobbiese.

La corte monastica di Candubrio era gestita da 6 livellari del monastero e 2 absentes e 8 massari, le terre erano dedicate a grano, a vigna e a pascolo, la domus coltilis del borgo con i beni della cella della chiesa di Sant'Albano; autonoma vi erano accluse le domus coltilis della pieve monastica di San Paolo di Nizza (Niza) e di Cassano (Cassianum o Cassiano) gestita da 4 absentes e alcuni massari; citate nella corte anche le celle monastiche di Casalasci (presso Sant'Albano), Casarasco con il castello (Casale Arso), Monte (Mons), il castello di Monfalcone (castrum Montis Falconis oggi scomparso), Oramala (Oramola, curte de Oremale, Rocha de Oremala o curtis e rocae de Oramala) (con il graduale infeudamento dei Malaspina, prima come livellari del monastero e poi con contratto di enfiteusi e affrancazione, rimase al monastero metà della corte e del castello con i diritti e le decime spettanti), mentre il territorio dell'antica chiesa di Sant'Ilario verso Montacuto dipendeva dalla corte di Verde (Valverde). Il fondo agricolo rendeva al monastero di Bobbio annualmente 32 moggia di grano, 12 anfore di vino, 6 soldi e 8 denari, 18 polli ed uova, e per Cassano 14 moggia di grano, la metà del vino, 14 denari, 4 polli ed uova.

Nel 1014, con la creazione della Diocesi di Bobbio, divenne quindi feudo del vescovo di Bobbio, che a loro volta lo infeudarono a rami del casato dei Malaspina.

Fu Comune autonomo fino al 1929[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giulio Buzzi, Carlo Cipolla, Codice diplomatico del monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, Volume I, II, III, Roma, Tip. del Senato, 1918.
  2. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia - Tabella I dei possedimenti in Italia - Pag 16a
  3. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  4. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 56, 60, 188, 189, 213, 232, 233, 234, 244, 245, 246, 250, 252, 256, 261, 275, 278, 324, 328, 333, 369, 370, 372, 375, 376, 378, 428, 429, 430.
  5. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 7 sg., 35, 36, 46, 51, 102, 124, 125, 126, 140, 168 sg., 182, 183, 185, 187, 188, 190, 193, 194, 195, 315, 326, 333, 345, 360, 361.
  6. ^ Codice Diplomatico di San Colombano di Bobbio, pp. 58, 95, 107, 108, 112, 116, 124, 130, 135, 144, 146, 152, 161, 201, 203, 240, 242, 248, 261.
  7. ^ Destefanis (2008).
  8. ^ Comune di Sant'Albano di Bobbio, 1859 - 1929 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]