Sachem

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Il termine sachem - d'origine algonchina - fu impiegato da numerose tribù di nativi nordamericani delle aree del Nord-Est per indicare i loro capi. Questi erano eletti non già in virtù di loro epiche imprese ma per meditata scelta operata all'interno di gruppi familiari tradizionalmente accreditati di capacità politiche e di convincimento, in grado quindi di dirimere le inevitabili controversie che spesso insorgono nelle strutture sociali di tipo tribale, al cui interno i diversi gruppi familiari e clanici, caratterizzati da una fortissima solidarietà interna.

Per lo più i sachem si occupavano della distribuzione delle terre, della percezione degli eventuali tributi imposti a gruppi egemonizzati, a giudicare appunto in funzione arbitrale le liti interne al gruppo, a ricevere gli eventuali ospiti e a ufficiare la liturgia delle cerimonie sacre, pur senza sostituire il wikaša wakan (sciamano, lett. "uomo sacro").

Non per forza di cose la funzione di sachem era prerogativa maschile, essendo talora attribuita a donne accreditate delle qualità suesposte, in grado pertanto di mantenere la coesione del gruppo tribale.