Riuso di codice

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In informatica con il termine riuso di codice si intende la pratica, estremamente comune nella programmazione, di richiamare o invocare parti di codice precedentemente già scritte ogni qualvolta risulta necessario, senza doverle riscrivere daccapo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questo essenzialmente si concretizza nella scrittura di funzioni che possono essere richiamate o invocate all'interno di uno stesso programma, o raggruppate all'interno di librerie che possono essere a loro volta "collegate" su necessità all'interno dei vari programmi oppure nelle API. Nella pratica della programmazione ad oggetti, ad essere in qualche modo "richiamate", "importate" o "ereditate" sono le classi, sempre su necessità, ed eventualmente "estese" con nuove funzioni o metodi all'interno del programma stesso.

Il riuso di codice permette dunque un risparmio notevole nei tempi di scrittura di un programma da parte del programmatore, facilitando il lavoro di programmazione e migliorando la leggibilità del codice divenuto più corto e sintetico, ed è per questo presente in quasi tutti i linguaggi di programmazione, di cui rappresenta un'evoluzione già nelle primissime tecniche di programmazione, anche se obbliga in qualche modo il programmatore alla conoscenza delle varie librerie e funzioni disponibili o delle API.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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