Ritorno degli ambasciatori alla corte inglese

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Ritorno degli ambasciatori alla corte inglese
Accademia - Ritorno degli ambasciatori di Vittore Carpaccio Cat.574.jpg
AutoreVittore Carpaccio
Data1495 circa
Tecnicaolio su tela
Dimensioni297×527 cm
UbicazioneGallerie dell'Accademia, Venezia

Il Ritorno degli ambasciatori alla corte inglese è un telero (olio su tela, 297×527 cm) di Vittore Carpaccio, databile al 1495 circa e conservato nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia. Si tratta dell'ultimo episodio dipinto per le Storie di sant'Orsola, già nella Scuola di Sant'Orsola a Venezia, ma da un punto di vista dello sviluppo del racconto è il terzo.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La cristiana Orsola, figlia del re di Bretagna, accettò di sposare il pagano re Ereo degli inglesi a patto il futuro sposo si convertisse e andasse con lei in pellegrinaggio a Roma. La scena mostra gli ambasciatori inglesi che tornano in patria portando la risposta di Orsola e di suo padre e fa parte della serie delle tre Ambascerie, in genere identificate come le ultime della serie, con l'Arrivo e il Commiato.

Dettaglio
Dettaglio

La scena è concertata ispirandosi al cerimoniale veneziano, come dimostrano alcuni dettagli ripresi pari pari, come lo scalco seduto con la mazza e la catena d'oro e il fanciullo che suona il rebechino, entrambi presenti durante le cerimonie ufficiali di arrivo e presentazione delle delegazioni estere. La scena è ambientata su un piazzale che confina con un'insenatura, dove si trovano barche, e un canale, con un pennone dalla bandiera schioccante al vento che si erge su un basamento marmoreo con un disco di pietra rossa. A destra si trova il padiglione del sovrano, di forma ottagonale, mentre lo sfondo è occupata da una freschissima veduta cittadina, con alcune torri e, soprattutto, una maestoso palazzo con decorazioni a monocromo e un arcone centrale, verso il quale converge una folla che è assiepata sulla fondamenta e sul ponte, in cui ciascuno è individuato nel costume del proprio ceto e del proprio paese d'origine. Accanto al palazzo un alto muro merlato cinge un giardino da cui spuntano le cime degli alberi.

Numerosi sono i dettagli di genere, come la scimmietta vestita e la pavoncella che stanno in primo piano sui gradini della loggia reale.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

L'amplissima composizione è impostata con un'orchestrazione studiata nella prospettiva unitaria, con una luce dorata, che permea il dipinto vibrando liberamente su tutti i dettagli e generando quella particolare atmosfera in cui sembra che l'aria circoli liberamente. Il piani sono scalati dalla luce, con un uso ricchissimo del colore. Il ritmo è lento e magicamente sospeso, con una "sospensione sentimentale" che aveva in quegli anni tra gli interpreti più apprezzati anche il Perugino.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Valcanover, Vittore Carpaccio, in AA.VV., Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2007. ISBN 888117099X

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