Riparo Tagliente
| Riparo Tagliente | |
|---|---|
| Civiltà | Musteriana, Aurignaziana, Epigravettiana |
| Epoca | Paleolitico medio e superiore |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | Grezzana (frazione di Stallavena) |
| Altitudine | 250 m s.l.m. |
| Scavi | |
| Data scoperta | 1958 [1] |
| Date scavi | 1962-64,1967-oggi |
| Organizzazione | Museo civico di storia naturale (Verona) (1962-1964)
Università degli Studi di Ferrara (1967- oggi) |
| Archeologo | F. Zorzi, A. Pasa e F. Mezzena (1962-1964)
P. Leonardi, A. Broglio, A. Guerreschi, F. Fontana, D. Visentin (1967-oggi) |
| Amministrazione | |
| Visitabile | Attualmente non fruibile |
| Mappa di localizzazione | |
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Il Riparo Tagliente è un sito archeologico localizzato nella frazione di Stallavena (Grezzana, VR), nel fondovalle della Valpantena, in Lessinia. È uno dei più importanti siti paleolitici d'Italia.[2]
Storia delle ricerche
[modifica | modifica wikitesto]Il Riparo Tagliente è stato scoperto nel 1958 da Francesco Tagliente (1918-2008), un appassionato di Preistoria locale. Le prime ricerche sono avvenute tra il 1962 e il 1964 a opera del Museo Civico di Storia Naturale di Verona attraverso le personalità di F. Zorzi, A. Pasa e F. Mezzena. Dopo una breve pausa di due anni nel 1967 le ricerche furono affidate e riprese dall'Università di Ferrara che continua tutt'oggi gli scavi.[3] Fino al 1973, com'era consuetudine tra gli studiosi, il riparo venne esplorato attraverso lo scavo di una trincea stratigrafica trasversale all'andamento del riparo; successivamente vennero adottate metodologie più moderne e si passò ad uno scavo stratigrafico in estensione [4].
Descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Si tratta di un ampio riparo sotto roccia formato da un calcare oolitico di età giurassica, che affiora sul versante occidentale del monte Tregnago. Il riparo si estende in direzione Nord-Sud e si affaccia verso Est, dove a pochi metri scorre il Progno di Valpantena.
La prima frequentazione, attribuibile a Homo neanderthalensis, risale tra 60 000 e 40 000 anni fa, verso la fine del Paleolitico medio, secondo i dati archeozoologici e dell'industria litica, principalmente durante i mesi primaverili [5]. Il riparo non veniva frequentato solo da individui adulti ma anche da bambini, come testimoniato dal rinvenimento di due denti decidui (o denti "da latte"), forse appartenenti allo stesso individuo [6].
Dopo la scomparsa in Europa di Homo neanderthalensis, il riparo fu frequentato da gruppi di uomini anatomicamente moderni di cultura aurignaziana, probabilmente intorno a 40 000 anni fa; questa frequentazione è scarsamente documentata a causa dell'esondazione dell'antistante Progno di Valpantena, che ai tempi costituiva un corso d'acqua di portata decisamente maggiore di quella attuale, e che ha per buona parte cancellato i depositi archeologici relativi a questa fase. Successivamente, durante l'Ultimo Massimo Glaciale, il riparo fu abbandonato visto l'inasprirsi delle condizioni climatiche nella regione circostante[7].
Fu durante il Tardoglaciale, alla fine del Pleistocene, che il sito tornò ad essere frequentato, questa volta in modo decisamente più intenso che in passato. Riparo Tagliente rappresenta il più antico sito italiano che testimonia la risalita dei gruppi umani di cultura epigravettiana alla fine del Paleolitico superiore verso l'arco alpino: torna infatti ad essere frequentato oltre 17 000 anni fa circa, in un momento in cui le condizioni climatiche nella regione erano ancora piuttosto aspre, con un paesaggio dominato da praterie e boscaglie miste. Il riparo si trovava in una posizione strategica per via della presenza di un ampio spettro di risorse non solo animali, ma anche acqua dolce, selce di ottima qualità per la scheggiatura e ocra (goethite e ematite): per queste ragioni il sito divenne presto un campo-base intensamente frequentato durante buona parte dell'anno, fino a 13 500 anni fa circa, durante il periodo interstadiale Bølling-Allerød [4].
Successivamente il riparo non fu più utilizzato, ad eccezione di una breve frequentazione di età storica, forse durante il Medioevo, testimoniata da un muretto a secco di pietra e ceramica esterno all'aggetto e da uno scasso interno al riparo per la creazione di un vano, che ha asportato e rimescolato i livelli epigravettiani più superficiali [7].
Il deposito archeologico più recente, formatosi durante l'Epigravettiano, ha restituito una quantità di reperti piuttosto notevole che riguardano non solo resti di pasto (ossa animali) e di industria litica, ma anche reperti di arte mobiliare, oggetti di ornamento personale (conchiglie e denti animali forati), nonché una sepoltura [4].
La sepoltura
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1963, durante la breve gestione degli scavi da parte del Museo di Storia Naturale di Verona, fu rinvenuta una mandibola umana nell’area esterna al riparo, in mezzo ad alcuni strati rimaneggiati, un indizio che suggeriva la probabile presenza di una sepoltura nel sito. Gli scavi, successivamente passati sotto l'attuale gestione dell'Università di Ferrara, si rivelarono particolarmente fortunati negli anni '70, grazie al rinvenimento di una parziale sepoltura di un cacciatore epigravettiano il 20 ottobre 1973.
Al momento della scoperta, la parte superiore del corpo appariva asportata dallo scasso medievale, mentre la parte inferiore era ricoperta da un cumulo di pietre di grosse dimensioni, una delle quali recava una raffinata incisione naturalistica di un leone delle caverne, con il disegno posto sulla faccia del masso appoggiata sul corpo del defunto [4]. Si tratta di un individuo maschile tra 22 e 30 anni di età, vissuto intorno a 16 000 anni fa, il cui corpo è stato deposto all’interno di una fossa poco profonda, con gli arti distesi lungo i fianchi. Il corredo era composto da un ciottolo di calcare con tracce d’ocra disposto tra i piedi e da un frammento del corno di un grande bovide sul fianco destro; probabilmente parte del corredo era disposto sulla parte superiore del corpo, venendo asportato dallo scasso medievale insieme alla parte superiore del defunto [4].
Negli anni si sono susseguiti molteplici studi sui resti della sepoltura e sulla mandibola umana ritrovata nel 1963: un recente studio genetico ha evidenziato come la mandibola umana e i resti della sepoltura appartengono alla stessa persona [8], e che la causa di morte del defunto è probabilmente riferibile a violenti conflitti intergruppo che gli hanno procurato una ferita mortale (probabilmente da freccia composita) a femore e tibia sinistra [9].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Grotta preistorica detta “Riparo Tagliente” - Grezzana, su archeoveneto.it. URL consultato il 25 agosto 2023.
- ↑ Riparo Tagliente (sito pluristratificato), su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 25 agosto 2023.
- ↑ Grotta preistorica detta “Riparo Tagliente” - Grezzana, scheda estesa, su www.archeoveneto.it. URL consultato il 9 febbraio 2025.
- 1 2 3 4 5 AA.VV., Sezione di Museologia Scientifica e Naturalistica, V. 15 (2019): Le ricerche preistoriche dell'Università di Ferrara, 28 dicembre 2019, DOI:10.15160/1824-2707/15/0. URL consultato il 17 novembre 2025.
- ↑ Ursula Thun Hohenstein e Carlo Peretto, Faunal exploitation in the Middle Palaeolithic: evidences from Riparo Tagliente (Verona, Italia), FRA, 2003. URL consultato il 17 novembre 2025.
- ↑ (EN) Julie Arnaud, Carlo Peretto e Daniele Panetta, A reexamination of the Middle Paleolithic human remains from Riparo Tagliente, Italy, in Quaternary International, vol. 425, 2016-12, pp. 437–444, DOI:10.1016/j.quaint.2016.09.009. URL consultato il 17 novembre 2025.
- 1 2 (EN) Bartolomei, Giorgio, Broglio, Alberto e Cattani, Laura, I depositi würmiani del Riparo Tagliente. URL consultato il 17 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2021).
- ↑ (EN) Orhan Efe Yavuz, Gregorio Oxilia e Sara Silvestrini, Biomolecular analysis of the Epigravettian human remains from Riparo Tagliente in northern Italy, in Communications Biology, vol. 7, n. 1, 30 ottobre 2024, DOI:10.1038/s42003-024-06979-9. URL consultato il 17 novembre 2025.
- ↑ (EN) Vitale Stefano Sparacello, Ursula Thun Hohenstein e Francesco Boschin, Projectile weapon injuries in the Riparo Tagliente burial (Veneto, Italy) provide early evidence of Late Upper Paleolithic intergroup conflict, in Scientific Reports, vol. 15, n. 1, 28 aprile 2025, DOI:10.1038/s41598-025-94095-x. URL consultato il 17 novembre 2025.

