Rifugio Somma Lombardo

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Il rifugio Somma è un rifugio alpino in alta Val Formazza, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, a 2.561 m s.l.m.

La struttura è situata in alta montagna sulle pendici del Corno di Ban, su una balconata che guarda verso il Lago Sabbioni e le cime dell'Arbola e dell'Hohsandhorn. La struttura è aperta da Giugno a fine settembre ed è gestita da soci e volontari del Club Alpino Italiano sezione Somma Lombardo. Il rifugio è munito di ristorante e può ospitare fino a 24 persone a dormire. L'accesso al rifugio è mediante il Sentiero G39 che parte dalla località Morasco in Val FOrmazza (2h30 di cammino - Difficoltà EE) . Per raggiungere l'attacco al sentiero è possibile parcheggiare il proprio mezzo presso il parcheggio in località Morasco.

Fonte sito ufficiale del CAI Somma : www.caisomma.com

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del Rifugio Somma Lombardo ha radici ormai lontane.

È il 1945 quando nasce la sottosezione CAI di Somma Lombardo, che diverrà poi sezione nel 1951. I soci aspirano da subito a possedere un rifugio, con l’intento di farlo diventare luogo di ricettività per i frequentatori della montagna. L’occasione giunge molto presto dalla Alta Valle Formazza, ove sorgeva il cantiere dedicato alla costruzione della diga dei Sabbioni (o Hohsand). La costruzione che presto avrebbe fatto gola ai sommesi era una convertitrice situata a 2561 metri di quota, di fronte all’Arbola; un caseggiato costruito in pietra viva e calcestruzzo che era servita per la trasformazione dell’energia elettrica usata per le cave in galleria.

Dalle società costruttrici della diga, Edison e Girola, giunge a diversi enti sportivi, tra cui la giovane sezione CAI di Somma Lombardo, la comunicazione: la possibilità di ottenere la convertitrice, al costo del materiale recuperabile, per farne un rifugio alpino.

L’allora presidente della sezione, Ambrogio Rossi, alla lettura della preziosa lettera giunta dall’Impresa Girola, invia a ciascun membro del consiglio una comunicazione in cui spiega ciò che sta accadendo.

I tempi stringono ed il Rossi in persona si reca alla Direzione del Cantiere Girola. Si aprono le trattative per l’acquisto della convertitrice, il futuro Rifugio Somma Lombardo. Un cartello viene subito affisso innanzi alla costruzione per dimostrare la presa di possesso: “Rifugio CAI di Somma Lombardo”.

L’Impresa chiede 600.000 lire, Rossi contratta fino ad arrivare a 400.000 lire, ma ancora i fondi non ci sono. Molti saranno i sommesi, soci CAI e non, a sostenere la folle impresa. Anche l’amministrazione comunale, galvanizzata e lusingata dal fatto che il rifugio sarebbe stato intitolato alla città, contribuisce, concedendo ben 150.000 lire.

È fatta: la convertitrice è di proprietà della sezione CAI di Somma Lombardo. Molti sono però i lavori per renderla un rifugio alpino e infiniti saranno gli sforzi e le difficoltà che i tanti volontari hanno dovuto affrontare per ottenere il risultato tanto sperato e fortemente voluto.

È il 13 settembre 1959 quando i lavori si concludono. Tutti sono pronti per l’inaugurazione del rifugio. Moltissime le personalità presenti, tra le quali il Presidente Generale del CAI Virginio Bertinelli, ma anche la gente comune, tra cui i formidabili autori di quella storica opera, venuta alla luce grazie a quattro durissimi anni di lavoro. Si contano circa 200 persone sul piazzale antistante il rifugio. Alla cerimonia religiosa celebrata dal mons. Marco Sessa sull’altare da campo da lui stesso donato al rifugio, seguono i discorsi ufficiali, con la presentazione della targa a ricordo dell’avvenimento, scritta dal poeta e socio della sezione CAI di Somma Lombardo, Dott. Carlo Ravasio: “Il club alpino di Somma Lombardo con l’aiuto di alcuni generosi ma soprattutto con la fede il lavoro la fatica dei soci più fedeli alla montagna ha eretto questo rifugio per accogliervi gli spiriti anelanti alla conquista delle vette immacolate nei silenzi del divino infinito”.

Il lavoro non sarebbe terminato certo in quell’occasione. Negli anni moltissimi sono stati li interventi di ampliamento, ristrutturazione, miglioramento della struttura, per accogliere escursionisti, alpinisti, amanti della montagna in genere. Senza dimenticare l’impegno di chi, anno dopo anno, ha sempre, con amore e passione, dedicato parte del suo tempo alla gestione del rifugio. Questa breve descrizione della storia del rifugio di Somma Lombardo non può che concludersi con una bellissima e significativa frase del testo “Il Rifugio Somma Lombardo. 1949 – 1979. Trent’anni fra cronaca e storia”, testimonianze e aneddoti raccolti da Armando Casolo e Ambrogio Rossi, parole che valgono ora come allora: “E lassù, dove il frastuono del mondo civile non arriva, il silenzio invita a meditazioni più profonde verso la ricerca di una vita diversa, per taluni più bella e per tutti certamente più sana, entusiasmante ed altamente morale”.

Ascensioni[modifica | modifica wikitesto]

L’ambiente della conca dei Sabbioni è sorprendentemente vario, e regala emozioni sempre nuove a chi viene a trovarci. Non vi stancherete mai di vedere i primi raggi di sole che tingono di rosa la corona dell'Arbola, o immergervi nel buio delle stellate illuminate dalla via lattea..

Ma se le 2 ore e mezza circa di sentiero che vi separano dalla “civiltà” non vi bastano, dal Rifugio Somma è possibile accedere a numerosi itinerari escursionistici, alpinistiche e traversate. Tra i più celebri sicuramente l’ascesa al Blinnenhorn, ( o Corno Cieco), il giro dei Rifugi della Conca Sabbioni, o l’ascesa alla punta d’Arbola (alpinistica su ghiacciaio che richiede allenamento e attrezzatura specifica).

Traversate[modifica | modifica wikitesto]

Il rifugio si trova sul percorso dell'Alta Via delle Alpi Ossolane, di cui è punto tappa. È inoltre a breve distanza dal percorso blu della Via Alpina.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Nelle vicinanza del rifugio è stata aperto nel 2004 un sito d'arrampicata destinato principalmente ad uso didattico.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]