Relazione (filosofia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

In filosofia il termine relazione è stato posto per la prima volta da Aristotele ma con significati un po' diversi nella Metafisica, nei Topici e nelle Categorie. In queste (7, 8, a 33) egli la definisce come "ciò che si comporta in un certo modo verso qualcos'altro".

Aristotele riprese e amplio' la dottrina dei cinque generi sommi di Platone, definendole come categorie (o relazioni) reali ed oggettive fra le sostanze, necessarie e sufficienti a definire l'individuo. I cinque generi sommi erano: essere, identico, diverso, stasi e movimento. L'unita' nel molteplice delle ultime quattro è detta koinonia: termine tradotto con comunanza, implicazione formale e materiale, e allo stesso tempo appartenenza di idee. Perciò, dire A=B, equivale a dire che A è parte di B, B è parte di A, A e B si coimplicano: o sono il medesimo essere o sono lo stesso modo di essere della sostanza.[1]. In questo modo, Platone superava la crisi della filosofia di Parmenide, per la quale la diversita' nell'essere è un paradosso ed era possibile solo un giudizio del tipo A=A, e della successiva sofistica.

Secondo Simplicio (Ad Cat., 61 b) la relazione è da vedersi come una "disposizione verso qualcosa". Gli Scolastici utilizzarono il termine per avvalorare il rapporto tra l'unità divina e la Trinità, in particolare san Tommaso d'Aquino che difendeva l'assoluta realtà di tale relazione (Summa Th., 1°, q 13, a 7). Duns Scoto riprende il concetto di “disposizione”. La realtà della relazione era invece negata da Guglielmo di Ockham perché moltiplicherebbe gli enti all'infinito (Rasoio di Ockham).

Nei tempi moderni Locke considera le relazioni come "idee complesse" (Saggio sull'intelligenza, II, 12, 17). Christian Wolff ( Logica, § 856) la pensava come "ciò che non concerne una cosa se non rispetto a un'altra". Nell'800 Peirce (Collected Papers, 3416) riprende in parte la definizione aristotelica, poi definita in The Logic of Relatives del 1897 in senso strettamente logico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voce "Relazione", su Enciclopedia di Repubblica, UTET-De Agostini, Torino, 2003

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Costantine Cavarnos, The Classical Theory of Relations. A Study in the Metaphysics of Plato, Aristotle, and Thomism, Belmont, Institute for Byzantine and Modern Greek Studies, 1975.
  • Mark G. Henninger, Relations. Medieval Theories 1250-1325, Oxford, Clarendon press, 1989.
  • Pamela M. Hood, Aristotle on the Category of Relation, Washington, Catholic University of America Press, 2004.
Filosofia Portale Filosofia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di filosofia