Regola di Kasha

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La regola di Kasha è un principio di chimica fisica. La regola stabilisce che tutti gli stati eccitati superiori si disattivano per via non radiativa a stati a più bassa energia della propria molteplicità di spin, cioè che l'emissione di fotoni per fluorescenza o fosforescenza avvengono solo dal più basso stato elettronicamente eccitato di una molecola.[1]
È stata formulata dal chimico statunitense Michael Kasha nel 1950.[2]

La regola è nata come empirica, ma trova la sua spiegazione nella legge del salto d'energia (energy gap law), che si basa sulla dipendenza del principio di Franck-Condon dalla differenza di energia tra i livelli elettronici della transizione (come espressa dalla regola d'oro di Fermi) nei processi non radiativi.

Eccezioni alla regola si trovano quando i salti energetici tra gli stati eccitati sono larghi, ad esempio nell'azulene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IUPAC. Kasha rule – Compendium of Chemical Terminology, 2nd ed. (the "Gold Book"). Compiled by McNaught, A.D. and Wilkinson, A. Blackwell Scientific Publications, Oxford, 1997.
  2. ^ Kasha, M., Characterization of Electronic Transitions in Complex Molecules. Discussions of the Faraday Society, 1950, 9: p.14-19.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Chimica e l'Industria, n. 85, settembre 2003, p. 42.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]