Refusenik

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La parola inglese refusenik (ponuncia italianizzata: "rifiùsnic"; dal russo: отказник, otkaznik; da "отказ", otkaz "rifiuto"; letteralmente: "i rifiutati"; in ebraico: מסורבי עלייה, mesoravei aliyah, coloro ai quali è rifiutato il diritto di ritorno) è entrata nella lingua italiana durante la guerra fredda per riferirsi alle persone cui venivano rifiutati certi diritti umani, in particolare il divieto di emigrare. In seguito, il suo uso si è esteso ad indicare persone che si rifiutano di partecipare ad attività obbligatorie, come un obiettore di coscienza nei confronti del servizio militare.

Il termine nacque per riferirsi ai cittadini ebrei che subivano razzismo politico in Unione Sovietica. In particolare la negazione della possibilità di emigrare come mezzo per sfuggire alle persecuzioni religiose e alla repressione della propria identità nazionale, come il divieto di comunicare in lingua ebraica.

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