Progetto 112

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Progetto 112 (112 fa riferimento al numero d'appartenenza nel processo di revisione) è il nome in cui rientrano una serie di esperimenti scientifico-militari per la realizzazione di armi chimiche e biologiche, condotti dall'US Army tra il 1962 e il 1973. Iniziato sotto l' amministrazione Kennedy , il progetto fu autorizzato dal segretario della Difesa Robert McNamara nel piano di un quadro di revisione completa della panomarica logistica e militare degli Stati Uniti. Al finanziamento della ricerca militare contribuì ogni ramo delle forze armate.

Le armi vennero sperimentate nei siti: Deseret Test Center e Deseret Chemical Depot , nell'area di Fort Douglas (Utah) . Lo scopo ufficiale del progetto era di sperimentare gli effetti delle armi biologiche e chimiche sul personale di servizio, naturalmente ignaro della presenza degli agenti nelle aree di lavoro. Oltre a ciò, altre persone furono esposte incosapevolmente alle tossine su navi da guerra USA.

Scoperta del progetto[modifica | modifica sorgente]

Nonostante le forti indiscrezioni che volevano la realtà del progetto e suoi simili nel contesto della realizzazione segreta di armi chimiche e biologiche da parte dell'esercito degli Stati Uniti, fino al maggio 2000 i funzionari militari negarono categoricamente l'esistenza di tale piano d'armamento e sperimentazione e del relativo progetto SHAD . In questa data, la CBS Evening News mandò in servizio un rapporto investigativo redatto con immagini e documenti provanti l'esistenza del piano, mettendo in luce le nefandezze prodotte negli anni della sperimentazione.

Il rapporto ebbe la fortunata conseguenza di smuovere le alte sfere del Dipartimento della Difesa e del Dipartimento degli Affari dei Veterani degli Stati Uniti, i quali, insieme, avviarono una indagine approfondita sul misterioso progetto 112, rivelando, inoltre, al personale di servizio in quegli anni la loro esposizione passata a tossine e agenti chimici.

Rapporto del General Accountability Office[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008, il General Accountability Office pubblicò un rapporto[1] circa gli sforzi dell'esercito di rintracciare quanto più possibile le vittime inconsapevoli di questo progetto, sottolineando come pochi furono i tentativi da parte dei funzionari di avvertire le persone esposte. Secondo le documentazioni redatte dal GAO, la ricerca delle vittime si concluse definitivamente nel 2003, quando i militari ne decisero l'arbitrario abbandono.

In accordo col rapporto, centinaia sarebbero le persone che avrebbero subito danni e malattie a causa dell'esposizione agli agenti chimici e biologici.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Salt Lake City Tribune, 18 Jan. 2010, "Vets Say Toxic Tests Sickened Them; Government Says Prove It," http://www.sltrib.com/news/ci_14182244, archived at http://www.commondreams.org/headline/2010/01/18-6

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]