Profilazione dell'utente

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Per profilazione dell'utente si intende correntemente l'insieme di attività di raccolta ed elaborazione dei dati inerenti agli utenti di servizi (pubblici o privati, richiesti o forzosi) per suddividere l'utenza in gruppi di comportamento[1].

In ambito commerciale, la profilazione dell'utente è uno strumento del cosiddetto marketing mirato, che fa ampio uso di questa e altre tecniche per ottenere accurate analisi dei potenziali clienti, operando spesso al limite del legalmente consentito, quando non oltre[2].

La profilazione dell'utente e la Rete[modifica | modifica wikitesto]

La massiccia diffusione delle TIC, di Internet e il crescente uso delle reti sociali hanno aumentato e semplificato l'attività di profilazione degli utenti.
Un esempio concreto è rappresentato dal pulsante "mi piace" di Facebook: il suo uso, analizzato alla luce di appositi algoritmi, consente di profilare gli utenti del servizio, raffinandone le identità digitali[3]. La popolare rete sociale starebbe inoltre progettando di introdurre anche il pulsante "non mi piace", proprio per migliorare la profilazione degli utenti[4].

La profilazione dell'utente in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, il Garante per la protezione dei dati personali ha deciso di regolamentare le pratiche di profilazione, in particolare quelle legate all'uso di Internet e della TV "smart". La profilazione degli utenti di questi servizi è infatti consentita solo ottenendo l'esplicito consenso di questi, e operando nel rispetto dei limiti posti dalla legge[5][6].
Nel 2015 la regolamentazione della profilazione si è ufficialmente estesa anche alla Rete. La definizione di "profili" di utenti per fornire servizi o promozioni personalizzate viene così condizionata da norme precise. In sintesi ogni soggetto che fornisca servizi in linea deve[7]:

  • tutelare la privatezza sia degli utenti autenticati, sia di quelli non autenticati;
  • presentare l'informativa sul trattamento dei dati deve essere chiara, completa, esaustiva e resa ben visibile. In particolare si prevede una struttura a più livelli: il primo, facilmente visibile e con tutte le informazioni essenziali, e il secondo, accessibile con un solo clic dalla pagina in cui l'utente si trova.
  • ogni trattamento dei dati personali dell'utente per finalità di profilazione diversa da quelle necessarie per la fornitura del servizio deve ottenere il consenso informato dell'utente. L'utente deve quindi decidere se dare il suo consenso dopo avere avuto una spiegazione efficace e sintetica. Si tratta sostanzialmente delle attività promozionali, che per loro natura richiedono la raccolta di informazioni sui dati (es. indirizzo di posta), caratteristiche, scelte e abitudini degli utenti;
  • definire tempi di conservazione dei dati che siano certi e proporzionati alle finalità perseguite.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Profilazione, in Grande Dizionario di Italiano, Garzanti Linguistica.
  2. ^ Il Garante e le mutazioni dello spam. www.puntoinformatico.it
  3. ^ Facebook, la privacy non serve più: col "mi piace" il web sa tutto di te www.repubblica.it
  4. ^ Facebook potrebbe lanciare il pulsante “non mi piace”, servirebbe a profilare meglio gli utenti. www.eventreport.it
  5. ^ Garante della protezione dei dati personali: Attività di profilazione dei clienti, invio di comunicazioni promozionali e cessione di dati a terzi per finalità commerciali
  6. ^ Yahoo Finanza Italia: Privacy, Garante stabilisce limiti della profilazione www.http://it.finance.yahoo.com
  7. ^ Profilazione on line: regole chiare e più tutele per la privacy degli utenti. Sito del Garante per la protezione dei dati personali, consultato lo 03/12/2015