Pressione fiscale legale

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In economia con pressione fiscale legale[1] si intende l'indicatore percentuale che misura il livello di imposizione medio di uno stato, di un'entità geografica o di un sottoinsieme della popolazione in rapporto al PIL, al netto dell'economia sommersa e dell'economia criminale, introdotta con il SEC 2010. È un parametro che spesso è tenuto in conto o deriva da scelte del governo in materia di politica fiscale.

La pressione fiscale legale è data dal rapporto tra l'ammontare delle imposte totali raccolte dallo stato e il Prodotto Interno Lordo. Poiché il PIL contempla anche il lavoro sommerso e di conseguenza tale indicatore non tiene conto dell'evasione fiscale, pertanto, la pressione fiscale legale che tiene conto del livello legale di imposizione cui sono soggetti i contribuenti che rispettano la legge, è maggiore della pressione fiscale apparente che è data dal rapporto tra l'ammontare complessivo delle imposte in rapporto al PIL comprensivo dell'economia sommersa (evasione fiscale, traffico di droga, prostituzione).

Il livello complessivo di imposizione legale cui sono soggetti un'impresa o un lavoratore dipendente o autonomo è invece chiamato aliquota fiscale totale.

Pressione fiscale legale e cuneo fiscale[modifica | modifica wikitesto]

A livello di indicatori del livello di tassazione, la pressione fiscale legale fa riferimento a tutte le attività economiche di uno Stato, valutate con il PIL.

Un indicatore che ha lo stesso significato ma rapportato all'attività di lavoro dipendente o di lavoro autonomo è il cuneo fiscale in quanto tiene conto di tutte le imposte che lo Stato fa gravare sul PIL prodotto dal singolo.

Pressione fiscale legale in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la pressione fiscale apparente è ad alti livelli rispetto al resto del mondo.

Considerato che la pressione fiscale apparente è calcolata sul PIL comprensivo di economia sommersa ed economia criminale e che tale quota in Italia rispetto agli altri paesi ha una quota più elevata, ne risulta che la pressione fiscale legale raggiunge i livelli più alti nel mondo, superiore al 50%[2].

L'aliquota fiscale effettiva in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Per vedere invece il peso del fisco sui singoli contribuenti bisogna valutare l'aliquota fiscale effettiva. Nel 2014, i liberi professionisti dell'area tecnica, ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, avevano l'aliquota fiscale effettiva media pari al 68,3% del reddito.[3][4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rai Economia 30/07/2014, Secondo i calcoli dell'Ufficio studi Confcommercio, il peso del fisco in Italia è al 53,2% del Pil, al netto dell'economia sommersa che è intorno al 17,3% del prodotto interno lordo.
  2. ^ Salvatore Padula, Al Paese serve un patto taglia-tasse, in Il Sole 24 Ore. URL consultato l'11 ottobre 2014.
    «Una pressione fiscale sul Pil che veleggia intorno al 44%; che supera il 50% se il rapporto viene calcolato tenendo conto di chi le tasse le paga effettivamente, escludendo quindi l'economia sommersa;».
  3. ^ Salvatore Padula, Al Paese serve un patto taglia-tasse, in Il Sole 24 Ore. URL consultato l'11 ottobre 2014.
    «un prelievo reale sulle piccole e medie imprese quasi da record del mondo, con oltre 68 euro su 100 di utili che se ne vanno tra oneri e balzelli: è questa la fotografia che i numeri restituiscono. Sono questi i numeri con cui ogni giorno le imprese e i lavoratori fanno i conti. Il "patto", allora, richiede fiducia reciproca, ma richiede in primo luogo uno sforzo ulteriore.».
  4. ^ Consigli Nazionali: quanto costano ai professionisti dell'area tecnica?, in Lavori Pubblici. URL consultato il 29 settembre 2014.
    «in Italia la pressione fiscale media è del 68,3%».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

News[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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