Postumia (comune)

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Postumia
comune
(SL) Postojna
Postumia – Stemma
Postumia – Veduta
Localizzazione
StatoSlovenia Slovenia
Regione statisticaCarniola Interna-Carso
Amministrazione
SindacoIgor Marentič
Territorio
Coordinate45°47′N 14°13′E / 45.783333°N 14.216667°E45.783333; 14.216667 (Postumia)Coordinate: 45°47′N 14°13′E / 45.783333°N 14.216667°E45.783333; 14.216667 (Postumia)
Altitudine520 m s.l.m.
Superficie269,9 km²
Abitanti16 442 (2020)
Densità60,92 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2SI-094
TargaPO
Nome abitantiPostumiani
Cartografia
Mappa di localizzazione: Slovenia
Postumia
Postumia
Postumia – Mappa
L'Istituto di Studi Carsici nella piazza principale di Postumia.
Antica rappresentazione delle grotte di Postumia.

Postumia[1] (in sloveno Postojna, in tedesco Adelsberg) è un comune di 16.442 abitanti[2] della Slovenia sud-occidentale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Per lunghi secoli appartenuta al ducato austriaco della Carniola, Postumia fino ad allora modesto villaggio, iniziò a prosperare nel XIX secolo con l'avvento della ferrovia Vienna-Lubiana-Trieste che permise un maggiore sfruttamento delle risorse turistiche del circondario. In seguito alla prima guerra mondiale e alla dissoluzione dell'Impero austro-ungarico la città fu occupata nel novembre 1918 dall'esercito italiano in forza degli accordi dell'armistizio, e nel 1920 fu riconosciuta al Regno d'Italia[3] assieme al resto della Venezia Giulia.

Durante il periodo di appartenenza all'Italia fece parte della provincia di Trieste e si trovò nei pressi del confine con il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (poi divenuto Jugoslavia), che era posto pochi chilometri più ad est, nella località di Caccia (Kačja Vas) presso Planina. Risale a quel periodo la fondazione del primo allevamento di cani cane da pastore tedesco della Polizia Cinofila italiana[4][5]. Dal 1923 fino al 1927 Postumia fu sede dell'omonimo circondario.
Negli anni della sovranità italiana sin dall'immediato dopoguerra, il comune di Postumia, grazie alla sua posizione strategica a ridosso di uno dei maggiori valichi di confine tra Italia e Jugoslavia ed alla sua vocazione turistica, ebbe un notevole sviluppo e fu meta di una massiccia immigrazione di nuovi residenti italiani che ne mutarono in pochi anni la tradizionale composizione etnolinguistica. Con il termine della seconda guerra mondiale la quasi totalità degli abitanti italiani, molte famiglie miste ed alcuni sloveni abbandonarono il territorio, unendosi agli esuli dal resto della regione giuliana che passava alla sovranità jugoslava.

Nel 1947 Postumia fu ceduta alla Jugoslavia, poi Slovenia. Il territorio comunale attualmente comprende anche la località di Planina alla Grotta/Planina, che durante l'occupazione dal 1941 al 1943 ha fatto parte come comune autonomo della Provincia Italiana di Lubiana.

L'attuale territorio comunale era allora articolato nelle località di:

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Slovenia 2002
3,69% madrelingua bosniaca
3,54% madrelingua croata
0,16% madrelingua italiana
5,61% madrelingua serbo-croata
79,86% madrelingua slovena
4,32% madrelingua serba

In base ai dati dell'ultimo censimento, l'80% degli abitanti del comune è di lingua slovena, mentre un ulteriore 17% è costituito dai parlanti serbo, croato, serbocroato e bosniaco, ossia dai residenti di recente immigrazione che hanno mutato la tradizionale compattezza linguistica dell'abitato (secondo l'ultimo censimento austriaco del 1910, il 98,7% della popolazione era di lingua slovena[7]).

Secondo il censimento del 1921, a Postumia (escluse le frazioni) il 17,10% della popolazione era italiana.[8]

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Postumia è diviso in 43 insediamenti (naselja):

  • Bresie (Brezje pod Nanosom);
  • Bucuie (Bukovje);
  • Berdo Grande (Velika Brda);
  • Berdo Piccolo (Mala Brda);
  • Caccia o Villa Caccia (Kačja Vas) - Lohača;
  • Castel Lueghi (Predjama);
  • Cermelizze (Čermelice);
  • Cocce (Koče);
  • Crastie (Hrašče);
  • Crenovizza (Hrenovice);
  • Cruscevie (Hruševje);
  • Goregna di Bucuie (Gorenje);
  • Goricce (Carentano) (Goriče);
  • Grobisce (Grobišče);
  • Landolo (Landol);
  • Liplie (Liplje);
  • Malnar (Malnar);
  • Mattegna (Matenja Vas);
  • Oblisca di Postumia (Belsko);
  • Oblisca Grande (di Crenovizza) (Veliko Ubeljsko);
  • Oblisca Piccola (di Crenovizza) (Malo Ubeljsko);
  • Orecca (Orehek);
  • Otocco Piccolo (Mali Otok);
  • Otocco Grande (Veliki Otok);
  • Planina (Planina);
  • Postumia (Postojna), sede comunale;
  • Prestrane (Prestranek);
  • Prevallo (Razdrto);
  • Pridilza (Dilce);
  • Raccolico (Rakulik);
  • Rachiteni (Rakitnik);
  • Sagona (Zagon);
  • Saiecce Castelvecchio (Sajevče);
  • Saloga di Postumia (Zalog);
  • San Michele di Senosecchia (Šmihel pod Nanosom);
  • Slavigne (Slavinje);
  • Stara di Postumia (Stara Vas);
  • Stermizza (Mater Dei) (Strmca [Strmica]);
  • Strane (Strane);
  • Studeno (Studeno);
  • Studenza (Studenec);
  • Slavina o Villa Slavina (Slavina);
  • Zeie (Žeje).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. a p. 183 in Istituto Geografico De Agostini Grande atlante d'Europa e d'Italia, Novara, 1994
  2. ^ Postojna - Slovenske regije in občine v številkah, su www.stat.si. URL consultato il 9 agosto 2020.
  3. ^ Storia ISTAT del Comune 032708 Postumia Grotte, su elesh.it.
  4. ^ Ilaria Conti, Dove addestrare diventa un mestiere e una passione, su uniurb.it, maggio 2002. URL consultato il 23 settembre 2008.
  5. ^ Ettore Gerardi, L'incerto destino del detective a quattro zampe, Polizia e Democrazia, aprile 2002. URL consultato il 23 settembre 2008.
  6. ^ Regio decreto 7 agosto 1925, n. 1504, in materia di "Unione dei comuni di Postumia e di Caccia nell'unico comune di Postumia"
  7. ^ Spezialortsrepertorium der österreichischen Länder. Bearbeitet auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1910, vol. VII, ed. Verlag der K. K. Hof- und Staatsdruckerei, Vienna 1918.
  8. ^ VG.pdf, su Google Docs. URL consultato il 14 febbraio 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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