Placentofagia

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Una capra mangia la placenta

Placentofagia (da "placenta" e dal reco φαγειν, "mangiare") è una pratica effettuata dai mammiferi in cui solitamente la madre ingerisce la placenta dei loro nascituri dopo il parto. Questa pratica è diffusa anche negli esseri umani, anche se ha suscitato numerose critiche per i rischi alla salute dovuti a un eventuale infezione batterica della stessa.[1]

C'è anche una scuola di pensiero che ritiene che la placentofagia si verifichi per nascondere qualsiasi traccia del parto da predatori in natura. Molti mammiferi placentari partecipano alla placentofagia, compresi gli erbivori.[2]

Tra gli esseri umani questa pratica era molto diffusa fino a fine XIX secolo; in Abruzzo affinché le giovani madri che avevano appena partorito producessero latte a sufficienza per il nascituro, si faceva bollire una parte della placenta ed il brodo da essa ottenuta veniva data anche all'insaputa delle madri stesse credendo che aumentasse la produzione di latte. Questa pratica veniva effettuata anche in Campania e Toscana dove veniva mangiata insieme ad altra carne di origine animale.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carlo Spinelli, Bistecche di formica e altre storie gastronomiche: Viaggio tra i cibi più assurdi del mondo, Baldini & Castoldi, 11 settembre 2015, ISBN 9788868657277. URL consultato il 07 ottobre 2017.
  2. ^ C:\DOCS\MSS\GUSTIBUS.HTM, cogprints.org, 13 ottobre 2006. URL consultato il 07 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2007).
  3. ^ Leonella Nava, Alimentazione in Gravidanza, IL CASTELLO SRL, 03 febbraio 2014, ISBN 9788857398280. URL consultato il 07 ottobre 2017.

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