Pirolisi (chimica analitica)

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In chimica analitica la pirolisi, abbreviata negli acronimi come Py (dall'inglese pyrolisis), è una tecnica impiegata per analizzare in fase gas campioni non volatili.

La pirolisi (o piroscissione) è il processo termico di decomposizione di materiali in atmosfera inerte o sotto vuoto. Tale fenomeno può anche essere utilizzato a fini analitici.

Nella pirolisi, il campione viene messo a diretto contatto con un filamento in platino o posto in un tubo in quarzo e rapidamente scaldato a 600 – 1000 °C o più.

Esistono tre differenti tecniche di riscaldamento nei pirolizzatori moderni:

  • riscaldamento isotermico
  • riscaldamento a induzione o a punto di Curie (vedi: punto di Curie)
  • riscaldamento a resistenza (usato con il filamento in platino).

Le grandi molecole si decompongono in molecole più piccole e più volatili.

Questi possono essere analizzati in gascromatografia-spettrometria di massa (Py-GC-MS) o con gascromatografi accoppiati a rivelatori diversi (ad esempio IR) oppure direttamente in spettrometria di massa (Py-MS). Da un'analisi con pirolisi si può ottenere l'impronta chimica di un materiale.

Per incrementare la volatilità dei frammenti che si andranno a formare possono essere aggiunti al campione diversi composti, come il BSTFA o l'HMDS.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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