Piriproxifen

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Piriproxifen
Pyriproxyfen.svg
Nome IUPAC
2-[1-(4-fenossifenossi)propan-2-ilossi]piridina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C20H19NO3
Massa molecolare (u) 321.36976
Aspetto solido cristallino incolore
liquido giallognolo
Numero CAS 95737-68-1
PubChem 91753
SMILES O(c1ncccc1)C(COc3ccc(Oc2ccccc2)cc3)C
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1.23 a 20 °C
Indice di rifrazione 1.5823 a 20.5 °C con luce al sodio
Coefficiente di ripartizione 1-ottanolo/acqua 5.37
Temperatura di fusione 45-47 °C
Tensione di vapore (Pa) a 293.15 K 0.0003
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
Comburente Nocivo

Il pririproxifen o priproxifene è un insetticida appartenente a base piridinica attivo in particolar modo contro gli artropodi.

Usato negli USA a partire dal 1996 per la prevenzione delle infestazioni da mosca bianca nelle colture di cotone, possiede diversi utilizzi. Viene infatti anche usato, per uso esterno, come antiparassitario nei cani.

Meccanismo d'azione[modifica | modifica wikitesto]

Il piriproxifen è un regolatore della crescita, con spiccata efficacia nei confronti della mosca bianca, della cocciniglie e delle pulci. Avendo una lunga attività d'azione, è attiva nei processi di metamorfosi, embriogenesi, riproduzione e sviluppo larvale di numerose specie di insetti.

È una molecola che funge da analogo alla neotenina (conosciuta anche come ormone giovanile). Tale ormone regola, nell'insetto, le mute larvali. L'ormone deve essere prodotto in precise quantità durante specifici momenti della vita riproduttiva dell'insetto per evitare che possa condurre alla sua morte. Somministrando il piriproxifen, si creano una serie di squilibri fisiologici ed ormonali che portano alla morte dell'insetto.

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