Pinza amperometrica

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Una pinza amperometrica

La pinza amperometrica è uno strumento di misura che si utilizza per rilevare correnti su parti di un impianto che non possono essere messe fuori servizio.

Differenze con l'amperometro classico[modifica | modifica wikitesto]

Gli amperometri classici, per poter fare una misura, vanno inseriti in serie al circuito; per questo motivo è necessario interrompere momentaneamente la linea per poi ripristinarla con lo strumento inserito. Dove questo non fosse consentito per rischio di creare danni all'utilizzatore (grandi aziende, ospedali) si può ricorrere alla pinza amperometrica, la quale è in grado di misurare correnti venendo semplicemente "agganciata" attorno al conduttore: questa infatti rileva l'intensità del campo elettromagnetico che si forma attorno al cavo.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

I modelli portatili sono dotati di alimentazione propria, compatti, di semplice uso e facile lettura, sono solitamente utilizzati per misurare correnti di grande intensità.
Si tratta di strumenti portatili che misurano il campo magnetico indotto dal passaggio della corrente in un cavo conduttore. Hanno in genere la forma di pinze, o anelli apribili, al cui interno viene collocato il filo in esame senza necessità di interrompere il circuito. Le pinze sono realizzate in materiale ferromagnetico e costituiscono un circuito magnetico che concentra il flusso magnetico. All'interno del dispositivo una bobina avvolta sul circuito magnetico genera ai suoi capi una tensione che può essere misurata da uno strumento integrato. In pratica il sistema costituisce un trasformatore di corrente, e per questo può misurare solamente una corrente alternata.

Esistono anche esecuzioni fisse da pannello, dove un trasformatore di corrente è fissato sul cavo e lo strumento indicatore è fissato sul pannello frontale del quadro elettrico.

Per correnti continue esistono apparecchi più sofisticati, che grazie all'effetto Hall sono in grado di misurare correnti non variabili nel tempo, i quali si basano appunto su di un sensore ad effetto Hall.

Per effettuare analisi e misure accurate della corrente circolante in un circuito elettronico in progetto o in manutenzione, si usano veri e propri sistemi di misura, costituiti da una sonda Hall (pinza), accoppiata al proprio amplificatore il cui segnale è trasferito ad un oscilloscopio. Il campo di frequenza misurabile può spaziare dalla corrente continua a oltre 100 megahertz.

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