Pila a combustibile ad acqua di Stanley Meyer

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La pila a combustibile ad acqua è un progetto di una macchina del moto perpetuo ideato dallo statunitense Stanley Allen Meyer (24 agosto 1940 - 20 marzo 1998), intorno a cui si è scatenata una controversia. Meyer sosteneva che un veicolo riadattato con il suo dispositivo sarebbe stato in grado di usare come combustibile della semplice acqua al posto della benzina. Le affermazioni di Meyer sulla sua "pila" e sull'automobile da essa spinta sono state dichiarate false da un tribunale in Ohio (USA) nel 1996.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La pila a combustibile si suppone separi l'acqua nei suoi componenti, idrogeno e ossigeno. L'idrogeno viene quindi bruciato per produrre energia, un processo che ricostituisce molecole d'acqua. Secondo Meyer, il dispositivo richiede un'energia al di sotto dei requisiti minimi previsti o misurati dalla scienza convenzionale per compiere l'elettrolisi.[1] Il meccanismo di azione presunto coinvolge il gas di Brown, una miscela di ossidrogeno con un rapporto stechiometrico di 2:1, la stessa composizione dell'acqua liquida.[3] Qualora il dispositivo avesse funzionato secondo queste specifiche, avrebbe violato la prima e la seconda legge della termodinamica,[1][3] configurandosi così come un dispositivo per il moto perpetuo.[3]

Il termine "pila a combustibile"[modifica | modifica wikitesto]

Il circuito[4]

Con i suoi brevetti[4][5][6] Meyer usò il termine "pila a combustibile" o "pila a combustibile ad acqua" in riferimento alla sezione del suo dispositivo nella quale per mezzo di elettricità si scindeva l'acqua in idrogeno e ossigeno. L'uso fatto da Meyer del termine è contrario all'usuale significato per la scienza e l'ingegneria, in cui questo tipo di celle è definita convenzionalmente "cella elettrolitica"[7] [8]. Inoltre, il termine "pila a combustibile" è di solito usato per celle che producono elettricità per mezzo di una reazione chimica di riduzione[9] [10] [11], mentre la cella di Meyer consumava elettricità, come mostrato nei suoi brevetti e nel circuito rappresentato sulla destra. Meyer descrisse in un brevetto del 1990 l'uso di un "assieme pila a combustibile ad acqua" e inserì alcuni disegni del suo "condensatore per pila a combustibile ad acqua". Secondo questo brevetto, in questo caso "...il termine 'pila a combustibile' è riferito ad un'invenzione che comprende una pila a condensatore ad acqua... che produce il gas combustibile secondo il metodo dell'invenzione."[5]

Mezzi di informazione[modifica | modifica wikitesto]

La pila a combustibile ad acqua[5]

In un servizio sulla WSYX (TV dell'Ohio), Meyer esibì una dune buggy che sosteneva fosse spinta dalla sua pila a combustibile ad acqua. Egli stimò un consumo di soli 83 litri (22 galloni) di acqua per coprire la distanza tra Los Angeles e New York (circa 4500 km).[12] Per di più, Meyer asserì di avere sostituito le candele di accensione con "iniettori" che spruzzavano una miscela di idrogeno/ossigeno nei cilindri. L'acqua era sottoposta a un risonanza elettrica che la dissociava nei suoi componenti atomici di base. La pila a combustibile ad acqua quindi scindeva l'acqua in gas di idrogeno ed ossigeno, i quali sarebbero stati bruciati (producendo vapore acqueo) in un tradizionale motore a combustione interna per produrre energia.[2]

Philip Ball (noto giornalista scientifico), in un suo editoriale su Nature, ha classificato le asserzioni di Meyer come pseudoscienza, rilevando come «non è affatto facile risalire al presunto funzionamento della macchina di Meyer, eccettuato il fatto che coinvolge una pila a combustibile che sarebbe in grado di scindere l'acqua usando meno energia di quella realizzata dalla ricombinazione degli elementi... I 'crociati' contro la pseudoscienza possono urlare e strepitare quanto vogliono, ma alla fine essi dovrebbero anche accettare che il mito dell'acqua sia impossibile da estirpare.»[3]

Fino ad oggi, nessuna revisione paritaria sui dispositivi di Meyer risulta pubblicata nella letteratura scientifica. Un articolo sulla rivista Nature descrisse le affermazioni di Meyer come «uno dei tanti miti sull'acqua come combustibile.»[3]

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1996 Meyer fu citato in tribunale da due investitori ai quali aveva offerto l'esclusiva, offrendo loro i diritti di usare la tecnologia della Pila a Combustibile ad Acqua. Il suo veicolo avrebbe dovuto essere esaminato, in qualità di perito, da Micheal Laughton, Professore di Ingegneria Elettrica presso la Queen Mary, University of London e membro dell'Accademia Reale di Ingegneria. Tuttavia, Meyer usò una "scusa puerile" per evitare lo svolgimento del test.[2] Secondo Meyer infatti, la tecnologia era in attesa di brevetto e sotto investigazione dall'ufficio brevetti, dal Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti d'America e dai militari.[13] La sua "pila a combustibile ad acqua" fu poi esaminata da tre periti nominati dal tribunale che rilevarono come «non ci fosse niente di rivoluzionario nella sua pila che usava l'elettrolisi convenzionale». La corte riconobbe Meyer colpevole di "una grossolana frode" e gli ordinò di rimborsare ai suoi investitori la somma di 25.000 dollari.[2]

La morte di Meyer[modifica | modifica wikitesto]

Stanley Meyer morì improvvisamente il 20 marzo del 1998, dopo aver cenato in un ristorante. Suo fratello affermò che durante un incontro con due investitori di nazionalità belga in un ristorante, Meyer corse improvvisamente fuori, esclamando "Mi hanno avvelenato". Dopo un'indagine fu riportato dalle autorità che Meyer, che soffriva di ipertensione, era morto di aneurisma cerebrale. I sostenitori di Meyer continuarono ad affermare che egli fu assassinato in modo da sopprimere le sue invenzioni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Dean Narciso, The Car that Ran on Water, in The Columbus Dispatch, 8 luglio 2007. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  2. ^ a b c d (EN) Tony Edwards, End of road for care that ran on Water, in The Sunday Times, Times Newspapers Limited, 1º dicembre 1996, p. Features 12. URL consultato il 22 settembre 2013.
  3. ^ a b c d e (EN) Philip Ball, Burning water and other myths, in Nature - nature journal, 14 settembre 2007, DOI:10.1038/news070910-13. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  4. ^ a b (EN) United States Patent 5149407, United States Patent and Trademark Office.: Processo ed apparato per la produzione di gas combustibile ed incrementato rilascio di energia termica da suddetto gas
  5. ^ a b c (EN) United States Patent 4936961, United States Patent and Trademark Office.: Metodo di produzione di gas combustibile
  6. ^ (EN) United States Patent 4826581, United States Patent and Trademark Office.: Processo controllato di produzione di energia termica dai gas e relativi apparecchi; (EN) United States Patent 4798661, United States Patent and Trademark Office.: Controllo di voltaggio del generatore di gas; (EN) United States Patent 4613779, United States Patent and Trademark Office.: Generatore elettrico pulsante; (EN) United States Patent 4613304, United States Patent and Trademark Office.: Generatore elettrico di idrogeno a gas;(EN) United States Patent 4465455, United States Patent and Trademark Office.: Avvio/Spegnimento per un bruciatore di gas di idrogeno; (EN) United States Patent 4421474, United States Patent and Trademark Office.: Bruciatore di gas di idrogeno; (EN) United States Patent 4389981, United States Patent and Trademark Office.: Sistema di iniezione di gas di idrogeno per motore a combustione interna
  7. ^ (EN) fuel cell, su The Columbia Encyclopedia, 6th ed., Columbia University Press, 2013. URL consultato il 29 settembre 2013.
    «-fuel cell- electric cell in which the chemical energy from the oxidation of a gas fuel is converted directly to electrical energy in a continuous process».
  8. ^ (EN) electrolysis, su The Columbia Encyclopedia, 6th ed., Columbia University Press, 2013. URL consultato il 29 settembre 2013.
    «electrolysis (Ilektrol´?sIs), passage of an electric current through a conducting solution or molten salt that is decomposed in the process.».
  9. ^ (EN) M. S. Whittingham, R. F. Savinell, T. Zawodzinski, Introduction: Batteries and Fuel Cells, in Chemical Reviews, vol. 104, nº 10, ottobre 2004, pp. 4243–4244, DOI:10.1021/cr020705e. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  10. ^ (EN) M. Winter, R. Brodd, What Are Batteries, Fuel Cells, and Supercapacitors?, in Chemical Reviews, vol. 104, nº 10, ottobre 2004, pp. 4245–4270, DOI:10.1021/cr020730k. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  11. ^ (EN) AA.VV., Batteries And Fuel Cells, in Chemical Reviews, vol. 104, nº 10, ottobre 2004. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  12. ^ (EN) Ralph Robinson (Reporter), Tom Ryan (News caster), Gail Hogan (News caster), Action 6 News (WMV), WSYX. URL consultato il 3 ottobre 2013.
  13. ^ (EN) Stanley A. Meyer, LETTER FROM WATER FUEL CELL (REGARDING STANLEY MEYER'S WATER FUEL CELL PROJECT), su New Energy News, vol. 4, nº 11, Fusion Information Center, Inc., marzo 1997. URL consultato il 3 ottobre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]