Coordinate: 41°53′42.37″N 12°28′16.38″E

Piazza Farnese

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Piazza Farnese. Sulla destra, palazzo del Gallo.
Palazzo Farnese, facciata sulla piazza

Piazza Farnese, a Roma, è la piazza principale del rione della Regola.

Storia

La storia e l'ampiezza della piazza cominciano nel XVI secolo, quando il cardinale Alessandro Farnese, futuro Paolo III, acquistò varie case sulla piazza per demolirle e creare uno spazio adeguato al palazzo che aveva fatto progettare da Antonio da Sangallo il Giovane. I lavori cominciarono nel 1514, furono interrotti dal sacco di Roma del 1527, e ripresero dopo l'elezione del cardinale al soglio pontificio con il nome di Paolo III e, dal 1546, sotto la direzione di Michelangelo.

La piazza fu pavimentata nel 1545, con ammattonato, come una sorta di pertinenza del palazzo, e vi fu collocata a scopo ornamentale, in asse con l'ingresso sulla facciata, una delle due vasche di granito egiziano oggi presenti[1][2]. Dopo che Paolo V ebbe condotto l'acqua Paola a Trastevere e anche, scavalcando il Tevere, alla Regola, e Gregorio XV ne ebbe concesse 40 once ai Farnese per l'alimentazione delle fontane, la famiglia acquisì la fontana di piazza san Marco e incaricò Girolamo Rainaldi, attorno al 1626, di disegnare le due fontane nelle quali furono collocate le due vasche. Le fontane erano puramente ornamentali, e circondate da una cancellata. A beneficio del popolo (e anche degli animali) fu eretta all'inizio di via Giulia la fontana del Mascherone.

Edifici sulla piazza

Nella piazza confluiscono ben 8 tra vie e vicoli, di cui la più importante è via di Monserrato. Gli edifici più rilevanti che vi affacciano, oltre Palazzo Farnese, sono la chiesa e il convento di santa Brigida, il palazzo del Gallo di Roccagiovane (di fronte a palazzo Farnese, tra vicolo dei Baullari e via della Corda) e palazzo Mandosi Mignanelli (sulla destra, in angolo con vicolo dei Venti[3]). Altri edifici sono ricostruzioni ottocentesche di immobili più antichi.

Note

  1. ^ Secondo il Moroni (e la notizia era in Flaminio Vacca, Memorie di varie antichità trovate in diversi luoghi della Città di Roma, scritte da Flaminio Vacca nel 1594, n. 23) le vasche provenivano dalle Terme di Caracalla. La prima era stata trovata durante il pontificato di Paolo II, e da questi fatta portare in piazza san Marco, ad ornamento del suo Palazzo di Venezia. La seconda fu trovata sotto Paolo III e da questi fatta porre qui, ad ornamento del proprio palazzo. Si veda in Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, 1844, vol. XXIII, p. 207
  2. ^ Sulla provenienza delle due vasche di granito, comunque, il dibattito è lungo e non concluso: si veda in Annarena Ambrogi, Vasche di età romana in marmi bianchi e colorati, Roma, 1995, pag. 141 e seguenti.
  3. ^ Nome che non deriva dai venti in senso meteorologico, ma da una famiglia che vi aveva case.

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