Palazzo Ingrassia

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Il palazzo Ingrassia è un palazzo ottocentesco di Catania, creato come sede dell'Istituto di anatomia dell'Università degli Studi di Catania.

Prospetto visto dal monastero di San Nicolò l'Arena

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Gianfilippo Ingrassia

Sorge sulla "chiusa del Tindaro" (oggi giardino di via Biblioteca), un'area verde a lato della chiesa di San Nicolò l'Arena occupata fino al 1866 dai monaci benedettini e passata dopo le leggi di esproprio dei beni della Chiesa prima al demanio regio, poi al comune di Catania e quindi all'Università.

L'Università decise di erigervi un palazzo come sede dell'Istituto di anatomia, precedentemente ospitato presso l'ospedale San Marco. L'edificio fu progettato dal Genio civile negli anni 1880 e fu dedicato all'anatomista Gianfilippo Ingrassia (scopritore del piccolo osso dell'orecchio medio che chiamò "staffa").[1]

Durante i lavori si rinvennero nel 1885 al di sotto del palazzo i resti di un edificio termale romano, ricordato da una targa all'angolo sud-est della nuova costruzione.

Davanti al palazzo sorse anche una "villetta" con una fontana per le rane, realizzata riutilizzando i resti della fontana seicentesca che si trovava in origine nel chiostro di ponente dell'attiguo monastero benedettino, che fu smantellato per ospitare una palestra pubblica.

Francesco Bertè, docente ordinario di medicina, fu il direttore del nuovo istituto, che comprendeva un teatro anatomico, un museo di anatomia, con una collezione di crani e scheletri interi e montati, e un museo di antropologia siciliana. Nell'ala sud erano ospitati gli uffici e le collezioni e nell'ala nord le stanze per le preparazioni anatomiche, la camera incisoria e le stanze per l'obitorio. Il palazzo ebbe il soprannome di "Palazzu do Spacca Morti".

L'edificio aveva solo il piano terra e presentava le caratteristiche di una palazzina borghese, non del tutto adeguate all'uso per il quale era destinato. In un secondo momento fu dunque realizzato anche un primo piano, al quale si accede per mezzo di una scalinata a doppia rampa, ornata dal busto di Gianfilippo Ingrassia.

Subì anche ulteriori rimaneggiamenti e alla fine del Novecento fu destinato ad accogliere la Scuola di specializzazione in beni archeologici, il Dipartimento di scienze della formazione e l'IBAM-CNR. Nell'ala sud-ovest, al posto del museo di antropologia siciliana e dell'ufficio del direttore, è ospitato il Museo di archeologia dell'Università di Catania.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Spedalieri, Elogio storico di Gianfilippo Ingrassia, Milano, Imperiale regia stamperia, 1817.
  2. ^ Giacomo Biondi, Graziella Buscemi Felici, Edoardo Tortorici, Il Museo di archeologia dell'Università di Catania. Collezione Libertini, Acireale, Bonanno, 2015, ISBN 978-88-6318-006-0.