Norcino

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Un norcino al lavoro.

Il norcino è colui che macella il maiale e si occupa di lavorarne le carni[1]. Può anche riferirsi al gestore della norcineria, ovvero la bottega dove si preparano e si vendono tutti i prodotti derivati dalla lavorazione delle carni di maiale.

In alcune zone è ancora viva la tradizione, autorizzata dalle autorità sanitarie, di chiamare il norcino perché macelli il maiale tra le mura domestiche.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Perugia, Fontana Maggiore: dicembre era il mese tradizionale per l'uccisione del maiale.
Grembiule del norcino (anni 1950)

Provenienti da Norcia e dai paesi e frazioni vicine venivano reclutati ai primi del novecento la domenica a Norcia (tipica la frase "sentimpò") e introdotti alla professione dopo un periodo di apprendistato presso altre norcinerie. La famiglia più importante a Roma è stata quella degli Alibrandi da dove sono passati i titolari dei più famosi negozi norcini di Roma.

Norcino nel significato di "proveniente" da Norcia è un termine che in epoca medioevale fu adoperato in senso dispregiativo per indicare una delle figure minori che si erano sostituite a quella del chirurgo[1].

I norcini conosciuti anche nell'antica Roma come esperti nell'arte di castrare i porci e lavorarne le carni avevano una notevole abilità manuale che li rendeva idonei anche a piccoli interventi quali incidere ascessi o cavare denti o steccare qualche frattura. Alcuni di essi dimostrarono anche notevoli capacità tecniche che li spinsero a interventi maggiori, quali asportazione di tumori o interventi per ernia e per cataratta, e furono anche molto richiesti per la castrazione dei bambini che dovevano essere avviati alla carriera lirica o teatrale come voci bianche, ma naturalmente ciò non poté evitare la scarsa considerazione di cui godettero in campo medico.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

La maschera del Norcino ha avuto una parte significativa nella Commedia dell'arte italiana, al pari di altre maschere più conosciute come Pulcinella, Arlecchino, ecc. [2] Viene citata anche in opere recenti quali:

  • "Il Norcino in scena. Da macellatore di suini a castratore di fanciulli. Da cavadenti a chirurgo. Da ciarlatano a maschera teatrale."[3]
  • "Mos Maiorum, il costume degli avi in Valnerina attraverso l'analisi degli eventi stagionali" [4]
Prodotti della lavorazione della carne di maiale.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

In Friuli la sua attività era, ed è così importante che nella lingua friulana il termine norcino viene tradotto in purcitâr che deriva dal nome purcit, maiale, ed esiste un verbo specifico che indica l'uccisione e la seguente lavorazione delle carni del suino, cioè purcitâ[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b norcino in Vocabolario – Treccani, su norcino in Vocabolario. URL consultato il April 1, 2016.
  2. ^ I Norcini: continuità nella tradizione..., su Norcini bresciani. URL consultato il April 1, 2016.
  3. ^ Cruciano Gianfranco, Quattroemme Ed. Perugia, 1995
  4. ^ Pierluigi Valesini, Nova Eliografica Snc, Spoleto, 2004
  5. ^ L. Iacumin, Manuale del norcino. Il purcitâr te tradizion furlane, Corvino Edizioni, 2015, 2015, ISBN 88-6955-002-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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