Napoleone Passerini

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Napoleone Passerini
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Senatore del Regno d'Italia
Legislature XXIII

Dati generali
Titolo di studio Laurea "ad honorem" in scienze agrarie
Professione Docente universitario

Il Conte Napoleone Pio Passerini (Firenze, 23 marzo 1862Firenze, 11 maggio 1951) è stato un agronomo e botanico italiano.

stemma cortonese prima della visita di Papa Leone x

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Agronomo di chiara fama anche per aver selezionato la razza Chianina nelle sue fattorie in Val di Chiana. Fondatore e proprietario dell'Istituto Agrario di Scandicci, che ha formato i primi tecnici agrari dopo la riforma, di nobilissima stirpe Cortonese, figlio del ricchissimo conte Pietro Passerini da Cortona, discendente del famoso Cardinal Silvio Passerini, Napoleone Pio Passerini, Senatore del Regno nell'effimero parlamento Toscano, nasce a Firenze il 23 marzo del 1862.

Compiuti gli studi in scienze naturali per i quali dimostrò sempre particolare inclinazione, frequentò i gabinetti di botanica e zoologia dell'Università di Firenze. Fu allievo prediletto di Adolfo Targioni Tozzetti, il fondatore della stazione di Entomologia Agraria. Appassionato zoologo e botanico, preparò personalmente le collezioni che sono di corredo alla scuola. Notevole per numero di esemplari, è quella di botanica che egli donò alla facoltà di scienze Naturali dell'università di Firenze.

Passò quasi tutta la sua vita a Scandicci, dove all'interno della sua splendida villa fondò il primo Istituto tecnico di Agraria del paese. Coltivò due grandi passioni, la caccia e la pesca. Cacciatore e tiratore famoso fu un temuto avversario anche nelle gare di tiro a volo, nelle quali conquistò oltre quaranta medaglie d'oro. Per quanto poco si addicesse alla sua indole di uomo di studio, scienziato dal carattere riservato,sentì sempre i doveri e le responsabilità del cittadino e ricoprì numerose cariche pubbliche: fu per molti anni Sindaco di Scandicci, Consigliere Provinciale di Firenze e, a quarant'anni fu nominato Senatore.

Nel 1882, Passerini poco più che ventenne, ancora universitario, fece il primo corso pratico ai contadini della sua fattoria di Scandicci, forse in quella circostanza, per la prima volta, si rese conto di quanto le masse rurali fossero ancora ferme su posizioni arretrate, ed intuì la necessità di colmare questo distacco, fra il progresso degli studi e l'ignoranza di coloro che erano i veri artefici della vita nei campi. L'opera del Conte Napoleone Passerini nell'insegnamento non si limitò alla Scuola di Agraria di Scandicci da lui fondata: nel 1894, ottenuta la libera docenza in industrie agrarie all'Istituto superiore Agrario dell'università di Pisa, svolse un corso libero presso quella facoltà. Nel 1923 fu nominato, in seguito a pubblico concorso, professore ordinario di Agronomia e Agricoltura e, per alcuni anni, resse anche la direzione di quell'istituto superiore.

Egli volle approfondire i suoi studi nel vasto campo delle scienze naturali e agrarie. A testimoniare questa sua versatile attività basta l'esame dell'elenco delle centinaia di pubblicazioni che ha lasciato agli studiosi di allora e di oggi.Instancabile studioso ricercatore, il suo lavoro non si limitava a consultazioni bibliografiche, ma apportava a gli studi il suo contributo personale mediante lunghe ricerche di laboratorio e nei campi sperimentali delle sue fattorie in Val di Chiana. Raramente uno studioso ha potuto mostrare tanta versatilità, ed in questo era favorito dal tanto materiale che da se stesso si era creato; una scuola, poderi sperimentali, un laboratorio di chimica agraria attrezzatissimo,osservatori meteorologico e sismografico ed una importantissima biblioteca. Fra le sue pubblicazioni figurano libri di testo di Agronomia e di Agricoltura sulle piante erbacee e legnose; manuali pratici di viticoltura, di oleificio e di bachicoltura, nonché un numero cospicuo di memorie originali su argomenti disparati di meteorologia e chimica meteorica, di Agronomia e di Agricoltura, di viticoltura e di olivicoltura ed oleificio, di patologia vegetale e su altri di minore importanza.

Napoleone Passerini muore a Scandicci il 11 maggio 1951, lasciando l'impegnativo compito di proseguire la propria opera di continuazione della tradizione famigliare nella gestione della Scuola Agraria di Scandicci, ai quattro figli: Onorina, Lina, Gino, Mario e Lapo, che per non molti anni dopo la scomparsa del padre, continueranno a tenere in vita l'istituto. Divenuto purtroppo ai tempi nostri, un grande condominio di lusso diviso in diverse unità abitative ad eccezione della magnifica cinquecentesca cappella di famiglia, adiacente alla villa di Scandicci detta Villa Le Rondini, ritornata per atto privato d'acquisto di proprietà dell'ultimo discendente dei Passerini, il pronipote del Conte Napoleone Passerini,nipote del di lui figlio Dott.Lapo, Alessandro, che assieme ai figli Lapo Lorenzo e Federico Guelfo provvederà coi propri mezzi all'impegnativo restauro conservativo.

Stemma Passerini di Cortona ramo cadetto

Motto di famiglia: 'Montibus Aequatis rectus procumbit ad orbem''. Da notare che lo stemma gentilizio originale della famiglia Passerini,ramo Cortonese, raffigurava fino al 1514 un bue eretto su un monte roccioso poi interpretato in vari modi nel corso dei secoli dai vari rami fino a quando, Giovanni De Medici,divenuto Papa Leone X, per dimostrare pubblicamente la grande amicizia che legava il suo casato Graducale di Toscana al fedelissimo amico fraterno Cardinal Silvio Passerini, lo onorò al tal punto di concedergli di inserire nel proprio stemma, le sei palle Medicee, racchiuse in un triangolo d'oro, che per forza di cose,costrinse il bue, forse anche per motivi di spazio,a coricarsi sotto di esso. Alcuni studiosi sostengono invece con un po' di malizia che il bue si fosse coricato sotto l'arma medicea per voler significare pubblicamente la propria raggiunta tranquillità, in segno di status, di consolidata ricchezza e prestigio,ricchezza divenuta oltremodo cospicua proprio grazie a Papa Leone X che trasferì al Cardinale Silvio Passerini,molti dei beni espropriati con la forza ai ribelli tra cui più di tutti spiccavano i ricchissimi Baglioni dell'Umbria che non vollero sottomettersi all'ordine pontificio.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Controllo di autorità VIAF: (EN167203254 · LCCN: (ENn87128654 · ISNI: (EN0000 0001 1425 6742 · BNF: (FRcb15479939p (data)