Palazzo Silva (Domodossola)

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Palazzo Silva
Piazza Chiossi e Palazzo Silva Domodossola.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
LocalitàDomodossola
IndirizzoVia Paletta, 3
Coordinate46°06′58.43″N 8°17′27.13″E / 46.11623°N 8.29087°E46.11623; 8.29087Coordinate: 46°06′58.43″N 8°17′27.13″E / 46.11623°N 8.29087°E46.11623; 8.29087
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXIV - XVI secolo
Inaugurazione1882
Stilerinascimentale
UsoPolo museale
Realizzazione
ProprietarioComune di Domodossola
CommittentePaolo della Silva
Civico museo di Palazzo Silva
Piazza Chiossi e Palazzo Silva Domodossola.JPG
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàDomodossola
Caratteristiche
Tipoarte, storia, militare
FondatoriFondazione Galletti
Apertura1882

Palazzo Silva è un antico edificio posto nel centro storico di Domodossola, sede del civico museo di Palazzo Silva.

Il palazzo[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

«Humilitas alta petit»

(IT)

«L'umiltà aspira a cose eccelse»

(Motto della famiglia Silva, XVI sec.)

Monumento nazionale, il Palazzo Silva fu ristrutturato, a partire da una dimora gentilizia trecentesca preesistente, intorno al 1519 dal condottiero Paolo della Silva, nobile al servizio di Francesco I di Francia[1]. È uno dei migliori esempi di casa patrizia rinascimentale della regione subalpina. Il cancello di ferro battuto su Via Paletta racchiude al suo interno la "corte dei marmi", in cui è conservato un portale a sesto acuto. Particolare attenzione merita la scala a chiocciola in sarizzo, che partendo dai sotterranei raggiunge il tetto, mettendo in comunicazione tutti i piani della casa. I camini, gli stemmi gentilizi e la parte decorativa delle finestre e delle porte (ove è spesso ripetuto il motto della famiglia Silva Humilitas Alta Petit), sono in marmo di Crevoladossola. L'attuale Piazza Chiossi, antistante l'edificio in origine era occupata dal brolo, il giardino con pozzo e con annesso frutteto[2].

Il civico museo di Palazzo Silva[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 1882 Palazzo Silva venne acquistato dalla Fondazione Galletti al fine di raccogliervi le proprie collezioni: nacque così il museo[2]. Da allora esso venne più volte allestito e rimaneggiato fino alla definitiva sistemazione operata fra il 1940 e il 1950[3]. Nel 1986 il palazzo fu ceduto al Comune, attuale proprietario dell'immobile. In grandi sale gentilizie arredate, ospita oggetti militari (alabarde, spade, sciabole, copricapi, armature), mobili (tavoli e credenze), stoviglie, chiavi e fibbie antiche, pettini e ventagli, paramenti sacri, opere scultoree lignee, stemmi in marmo, reperti etruschi e romani, incisioni, costumi ossolani, frammenti di mummie egiziane oltre ad una ricca pinacoteca. Il museo apre secondo orari e giorni prestabiliti annualmente, o su richiesta per piccoli gruppi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edgardo Ferrari, Le guide: Domodossola, Domodossola, Edizioni Grossi, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]