Mork

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Mork
Mork.jpg
Mork nel film
Lingua orig. Tedesca
Autore Michael Ende
1ª app. La storia infinita
Voce italiana Carlo Valli
Specie lupo mannaro
Sesso Maschio

Mork (nell'edizione originale Gmork) è uno dei personaggi più importanti del romanzo La storia infinita di Michael Ende. Compare per la prima volta, senza che sia detto il suo nome, nel capitolo II (La chiamata di Atreiu)

Descrizione e vicende[modifica | modifica wikitesto]

Il lupo mannaro[modifica | modifica wikitesto]

Mork ci viene presentato unicamente nella forma che assume nel mondo di Fantàsia. Non viene detto quale sia la sua forma originaria, se mai ne possiede una. Si può dunque supporre che anche Mork sia il nome che assume unicamente in Fantàsia e non il suo nome personale. Anche la sua provenienza è oscura: egli afferma di non appartenere ad alcun mondo e proprio grazie a ciò di essere in grado di spostarsi impunemente da un mondo all'altro, assumendo forme coerenti coi diversi mondi visitati. Così nel mondo degli uomini assume l'aspetto di un essere umano, mentre in Fantàsia quello di una creatura fantàsica. Non è tuttavia chiaro se Mork sia in grado di scegliere di volta in volta un aspetto diverso, o se sia legato a degli aspetti che non può decidere.

In quanto creatura di Fantàsia Mork ci è presentato come un lupo mannaro (Werwolf) di enormi dimensioni, dal pelo nerissimo e gli occhi verdi. Da notare comunque che, al suo arrivo in Fantàsia non ha ancora una consistenza e forma definite, presentandosi piuttosto come una sorta di creatura d'ombra dai contorni incerti. Solo in seguito assume via via l'aspetto e la materialità del lupo mannaro.

Il suo nome è costruito su quelli tipici di lupi e cani mostruosi che compaiono nella mitologia norrena: si veda ad esempio il cane Garmr. Mork si identifica come un servitore di coloro che agiscono di nascosto oltre il nulla e che bramano la distruzione e la morte dell'infanta imperatrice e del regno di fantasia.

La caccia[modifica | modifica wikitesto]

Compito di Mork in Fantàsia è quello di rintracciare e uccidere Atreiu, cui è stata assegnata la missione di cercare un rimedio per la malattia mortale dell'Infanta Imperatrice e garantire così l'esistenza di Fantàsia, minacciata dall'avanzare del Nulla. Mork giunge in Fantàsia in una brughiera desolata e priva di nome, nell'istante stesso in cui Atreiu parte per la sua Grande Ricerca. Lo insegue quindi attraverso la terra dei Sassafrani, nel tempio della giungla di Muamat, nel Bosco Frusciante, nelle Paludi della Tristezza, e infine all'interno delle Montagne Morte, là dove le tracce di Atreiu si interrompono misteriosamente. Vagando alla ricerca di una nuova traccia, Mork capita per caso nel Paese della Mala Genìa, alla sua capitale, la Città dei Fantasmi, dove viene ricevuto da Maya, Principessa delle Tenebre, la quale lo riceve con tutti gli onori, introducendolo nella sua corte, e concedendogli ogni attenzione. Ciò induce Mork a rivelare alla Principessa delle Tenebre il proprio compito. La Principessa delle Tenebre, quindi, addormenta Mork con un filtro e lo fa incatenare. Quando ormai la Città dei Fantasmi è circondata dal Nulla la Principessa delle Tenebre rivela a Mork che loro non possono che essere nemici, dal momento che lei appartiene a Fantàsia, mentre Mork trama per la sua distruzione. La Principessa va a gettarsi nel Nulla, il quale, entro breve, inghiottirà anche Mork.

Tuttavia Mork, legato a una catena magica, rischia di morire di fame prima di venire divorato dal Nulla. In questa arriva proprio Atreiu. Mork non lo riconosce e gli spiega quindi non solo il suo compito, ma anche tutto il meccanismo che lega indissolubilmente il mondo degli uomini a Fantàsia e quale sia l'origine del Nulla. Mork rivela poi di essere un inviato di coloro che agiscono al di là del nulla, i quali hanno deciso la distruzione di Fantàsia per uccidere Atreiu, missione che ormai ritiene fallita. Nel momento in cui Atreiu rivela la propria identità, Mork scoppia in una risata rantolante, scoprendo che in realtà la sua missione avrà un successo insperato: ormai la Città dei Fantasmi è circondata dal Nulla, e anche Atreiu non potrà più sfuggirne. Quindi Mork muore. Nel momento in cui Atreiu, mosso da un impulso inspiegabile, si avvicina alla testa di Mork per toccarla, le fauci di questi gli si serrano automaticamente intorno a una gamba. La morsa delle zanne di Mork non sarà disserrata neppure dalle possenti braccia di Fùcur, ma solo quando sfiorata da AURYN.

Simbologia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla parte del Potere?[modifica | modifica wikitesto]

« Io sono il servo del Potere che si nasconde dietro il Nulla. Ho l'incarico di uccidere il solo in grado di fermare il Nulla »
(Mork ad Atreiu nel film)

Mork è, innanzi tutto, un abile mezzo dell'autore per poter spiegare il complesso meccanismo che unisce il mondo degli umani a quello di Fantàsia. In secondo luogo è forse uno dei pochi personaggi dell'intero libro riconoscibile come quasi completamente negativo. Da questo punto di vista sarebbe paragonabile a Xayde. Ma mentre quest'ultima, in quanto creatura di Fantàsia, è parte di un insieme in cui luce e ombra sono compresenti con la stessa dignità, Mork, provenendo dall'esterno e privo di una realtà propria, appare come un vero e proprio principio nomade, incontrollabile e unicamente disgregatore. Uno sguardo più attento, tuttavia, rivela personalità e pulsioni ben più sfaccettate.

Mork afferma di essersi messo "dalla parte del Potere" (auf Seiten der Macht), di servire coloro che lo ricercano, e che desiderano la distruzione di Fantàsia per ottenerlo. Un tirapiedi cinico e crudele, un esecutore implacabile degli ordini che vengono dall'alto. Mork, morente, afferma di trattenere Atreiu a discorrere mentre entrambi vengono circondati dal Nulla, e sembra dileggiare, nei suoi sottintesi, la debolezza delle creature di Fantàsia di fronte al Nulla. Un dileggio, tuttavia, al di sotto del quale già si può scorgere una sorta di amaro sentimento di rivalsa. La volontà di Mork, cane del potere, nasconde in realtà una necessità di riscatto indirizzata in maniera feroce e belluina. Non è tuttavia priva di motivazione. Mork non è il malvagio che gode ottusamente della propria malvagità. Forse sono tali gli oscuri individui, nominati ma mai mostrati, che hanno stabilito, come fosse un progetto aziendale, la fine di Fantàsia. Non fosse così, il lupo non si sarebbe mai lasciato irretire, anche con grande ingenuità, dalla malìa della Regina dei Fantasmi: "La Principessa delle Tenebre era, a modo suo, una bella, anzi una bellissima donna, almeno per me. Mi carezzava, mi lisciava, mi arruffava teneramente il pelo e io la lasciavo fare, perché questo mi faceva molto piacere. Mai nessuno, prima, mi aveva carezzato e lisciato il pelo e viziato a quel modo". C'è quasi da chiedersi se, in questa breve tregua nella caccia di Mork, il lupo non abbia considerato persino la possibilità di dichiararsi sciolto dal suo compito, dalla catena che lo legava al Potere. Il destino, o anche solo l'economia del racconto, non lo permettono: la Regina dei Fantasmi rigetta Mork, così come Mork, sin dall'inizio, ha rigettato qualunque solidarietà con Fantàsia. È troppo tardi.

Interrogato da Atreiu, tuttavia, sui motivi della sua mancanza di pietà, la risposta di Mork, netta e tagliente, è in grado di spalancare l'abisso dell'esclusione radicale: "Voi avete avuto un mondo vostro, e io no" (Ihr hattet eine Welt, und ich nicht).

Mork è forse l'ultima vera rappresentazione del Male nel libro di Ende. Una negatività riconsegnata alle sue motivazioni, quasi inevitabile ma forse comprensibile, a suo modo lontana dalla metafora sociale degli Uomini Grigi di Momo, metafora sempre minacciata dal moralismo. La cancellazione di Mork, la cui domanda di riscatto rimane sostanzialmente irrisolta, apre, nella seconda parte del libro, la lunga lotta di Bastiano, una lotta non più rivolta contro un nemico esterno, ma contro il ben più insidioso labirinto della propria interiorità.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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