Miscela di Armstrong

La miscela di Armstrong (nota anche come miscuglio o mistura di Armstrong) è un potente esplosivo primario sensibile ad attrito, urti e calore, composto tipicamente da clorato di potassio, come agente ossidante, e fosforo rosso.[1][2]
Storia e descrizione
[modifica | modifica wikitesto]Il nome si ritiene derivi da sir William Armstrong, pioniere dell'industria degli armamenti inglese.
Il suo utilizzo originario come fulminante o innesco nelle munizioni è stato sostituito da altri esplosivi primari, più sicuri ed efficaci. Il principio dell'innesco binario è stata utilizzato anche nei primi fiammiferi a sfregamento, dove per sicurezza il fosforo rosso era presente nella striscia dove sfregare la capocchia del fiammifero con il clorato di potassio. Attualmente il suo utilizzo, in piccolissime quantità, è limitato a giochi pirotecnici, munizioni per armi giocattolo o simulatori di spari.[3][4]
Il potere detonante, velocità di propagazione dell'esplosione, dipende dal rapporto tra clorato di potassio e fosforo rosso e può raggiungere valori pari ad un quarto del TNT.[4]
Lo zolfo è solitamente usato per sostituire una parte o tutto il fosforo per diminuire leggermente la forza esplosiva e ridurre i costi. Il carbonato di calcio può essere presente in piccole quantità. La mistura binaria e la sua preparazione sono molto pericolose e sono stati riportati molti incidenti anche mortali; le due componenti primarie non devono mai essere conservate in un unico contenitore.[5][2][4]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ piemmeci.com, http://www.piemmeci.com/documenti/Gli%20ingredienti%20chimici%20delle%20miscele%20pirotecniche.pdf[collegamento interrotto].
- 1 2 TENNEY L. DAVIS - The Chemistry of Powder and Explosives - 1941 (PDF), su gunshoplosangeles.com.
- ↑ Explosives, su mysite.du.edu. URL consultato il 17 luglio 2017.
- 1 2 3 K.L.Kosanke, B.J.Kosanke - Explosive Limit of Armstrong’s Mixture - 1996 (PDF), su jpyro.com.
- ↑ John Donner - Impact Firecrackers - 1996 (PDF), su freeinfosociety.com. URL consultato il 18 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2007).
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