Mario Capuani

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Mario Capuani (Torricella Sicura, 19 giugno 1908Bosco Martese, 27 settembre 1943) è stato un partigiano e medico italiano. Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I motori erano la sua passione, ma aveva scelto, come il padre, la professione di medico. Per la sue idee democratiche era stato sottoposto a vigilanza dalla polizia fascista. Chiamato alle armi, Mario Capuani, sul fronte occidentale, dà il meglio di sé nella cura dei feriti e, quando è congedato, è nominato presidente dell'Opera Maternità e Infanzia. Al suo paese si fa fama di dottore dei poveri e al tempo stesso, il suo studio medico di Teramo diventa punto di riferimento degli antifascisti della provincia. Capuani fonda il Partito d'azione teramano, s'impegna nella raccolta di fondi a sostegno dei perseguitati politici, diffonde la stampa clandestina e, quando Mussolini cade, con comunisti, cattolici, socialisti e democratici getta le basi di quello che, dopo l'8 settembre 1943, diventerà il "Comitato insurrezionale". Mario conosce come pochi i monti sopra Torricella Sicura ed è lui che propone la zona di Bosco Martese come roccaforte della guerriglia. È qui che i tedeschi, guidati da fascisti teramani, attaccano in forze il 25 settembre, subendo una sanguinosa sconfitta. Si rifanno due giorni dopo arrestando Capuani ed eliminandolo con un colpo alla nuca. È questo il decreto col quale, nel 1980, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini gli ha concesso la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Ideatore di un complesso piano di resistenza armata contro gli oppressori, si imponeva sin dai primi giorni per la sagacia nell'organizzazione e l'ardimento nell'operare. Trasformava, con grande sprezzo del pericolo, il suo studio medico in deposito d'armi e centro di coordinamento e informazioni di ogni attività patriottica della zona di Teramo. L'8 settembre 1943, con audace colpo di mano, si impadroniva della località Bosco Martese, rendendola luogo fortificato e centro di resistenza partigiana, dando cosi inizio alle attività belliche che si conclusero con la liberazione di Teramo, il 2 settembre 1943. Catturato la notte del 27 settembre 1943 ed invitato a collaborare ed a fornire i nomi dei compagni d'arme, opponeva sdegnoso rifiuto e veniva trucidato con un colpo alla nuca sul luogo dello scontro al grido di « Viva l'Italia libera ».»
— Bosco Martese, 28 settembre 1943.[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dettaglio decorato, quirinale.it. URL consultato il 24 febbraio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]