Marafone Beccacino

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Marafone Beccacino
Carte romagnole.jpg
Carte romagnole
Tipogioco di carte
Luogo origineRomagna
Regole
N° giocatori4
SquadreSì. 2 contro 2.
Giroantiorario
Azzardono
Mazzo40 carte
Gerarchia carte3 2 Asso Re Cavallo Fante 7 6 5 4

Il Marafone Beccacino è un gioco di carte per quattro persone giocato con un mazzo da 40 carte, simile al Tressette ma con la presenza di un seme di briscola.

Nel ferrarese è chiamato Trionfo (dal nome trionfa dato al seme di briscola)[1], a Cesena Marafon, a Forlì Marafon, Beccacino o Tri sett con taj' a Ravenna[2]. Altri nomi usati sono Marafone, Maraffone, Tresette con taglio e Maraffa (dal nome della combinazione di Asso, Due e Tre dello stesso seme)[2].

Regole[modifica | modifica wikitesto]

Si gioca con un mazzo da 40 carte di carte da gioco di seme spagnolo. La scala di valori delle carte di ogni seme è: 3 2 Asso Re Cavallo Fante 7 6 5 4 . Le carte dal 7 al 4 sono dette scartini. Una partita è composta da una serie di mani fino al raggiungimento di 41 punti da parte di una delle due squadre. Ogni mano è composta da una serie di 10 prese.

I quattro giocatori si dividono in due squadre di due giocatori che si siedono uno di fronte all'altro. Per la prima mano si sceglie un mazziere che mischia le carte, le fa tagliare dal giocatore alla sua sinistra e le distribuisce in senso antiorario, cominciando dal giocatore alla sua destra. Ogni giocatore riceve una mano di 10 carte.[3]

Il giocatore con il 4 di denari sceglie la briscola (in gergo "battezza"), lo comunica a tutti gli altri partecipanti ed inizia la prima presa giocando una carta a sua scelta; gli altri giocatori, procedendo in senso antiorario, sono obbligati a rispondere giocando se possible una carta dello stesso seme, se non ne hanno possono giocare una carta di un altro seme. Se è stata giocata almeno una briscola vince la mano (e prende tutte le carte) il giocatore che l'ha giocata, altrimenti vince la presa il giocatore che ha giocato la carta più alta dello stesse seme di quella che ha aperto la presa. Le presa successiva è iniziata dal giocatore che ha vinto quella precedente.[2]

Una volta terminata la serie di prese si contano i punti della mano. Le carte hanno il seguente valore:[4]

  • I quattro Assi valgono 1 punto ciascuno;
  • Le dodici "figure" (fante, cavallo e re), i Due ed i Tre valgono 1/3 di punto;
  • Le carte dal Quattro al Sette non hanno valore;
  • L'ultima presa vale 1 punto.
  • Se chi sceglie la briscola possiede le tre carte di più alto valore (Tre, Due ed Asso, dette assieme "Maraffa" o "Cricca") di un seme e lo chiama come briscola, vince tre punti addizionali. In questo caso deve dichiarare la cricca giocando l'asso in prima mano.

Escludendo la Maraffa ogni mano vale quindi in totale 11 punti e 2/3 che le squadre si dividono arrotondando sempre per difetto. Per esempio: se una squadra totalizza 7 e 2/3, il punteggio totalizzato nella mano sarà 7.

Il mazziere della mano successiva sarà il giocatore che ha scelto la briscola in quella precedente.

Vince la partita la squadra che totalizza per prima 41 punti (o 31 punti nella variante "corta" della partita). Se un giocatore pensa che la sua squadra abbia raggiunto i 41 punti (o 41 punti e 2 figure in una variante del gioco), la squadra può "chiamarsi fuori" (ovvero, dichiarare di avere già nel mazzo delle prese i punti per vincere e chiudere in anticipo l'ultima partita). Se una squadra si chiama fuori e, dopo aver contato i punti delle prese effettuate ed averli sommati ai punti ottenuti nelle mani già giocate, non raggiunge i punti per la vittoria (in gergo "sbaglia la chiamata") scatta automatico l'11 a 0 per la squadra avversaria.[2]

Durante il gioco è vietato l'uso di segni e di qualsiasi forma di comunicazione tra i giocatori. L'unica eccezione è il giocatore che apre il turno, il quale può utilizzare una e una sola delle seguenti parole:[2]

  • Busso: invita il compagno a fare la cosiddetta presa e ad aprire il turno successivo con lo stesso seme;
  • Striscio: quando si ha una o più carte dello stesso seme con cui si è aperto il turno;
  • Volo: quando non si hanno più carte del seme con cui si è aperto il turno;

Dicendo una di queste parole non si può "bluffare" per provare ad ingannare l'avversario. L'uso di segni o parole non convenute tra i giocatori, o da parte di un giocatore diverso da quello che apre il turno, determina la perdita della mano con il punteggio di 11 a 0 (detto in gergo “prendere l'undici” o cappotto).

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Per cinque persone[modifica | modifica wikitesto]

Trionfo o Trionfino viene anche indicato come nome della versione a 5 giocatori piuttosto che al Marafon Beccacino[5]

Ogni giocatore riceve 8 carte, quindi si apre un giro di contrattazioni, partendo dal giocatore che riceve il 5 di spade e proseguendo in senso antiorario. Le dichiarazioni possibili sono in ordine di valore: "chiamo" (vincere insieme a un altro giocatore contro gli altri tre), "di più" (vincere da solo), "maso" (vincere da solo e fare 6 punti di carte prima che gli altri giocatori ne facciano uno) e "maso dei masi" (vincere tutte le mani da solo). Se non si vuole dichiarare si dice "Passo", se tutti passano la mano va a monte, il giocatore che ha ricevuto il 5 di spade diventa il mazziere e il primo a dichiarare sarà nella nuova mano sarà il giocatore alla sua destra.[5] Il giocatore che vince la dichiarazione (chiamante o signore dichiara il seme di briscola, se ha vinto con un "chiamo" allora dichiara anche una carta di un seme diverso (generalmente il 3). Chi ha quella carta diventa il suo compagno (amico), ma comunque si può rivelare solo giocando la carta chiamata (è ammesso anche "chiamarsi in mano" e giocare comunque da solo). Se il chiamante ha fatto una delle altre dichiarazioni allora gioca da solo.[5]. Il signore e l'amico sono detti i ricchi o i signori, i giocatori rimanenti che si oppongono a loro sono detti poveri o il popolo[5].

Le mani vengono giocate secondo le normali regole del Marafone. Al termine di ogni mano si conteggiano i punti fatti dal Signore (ed eventuale amico) e quelli fatti dal Popolo e si determina se il Signore ha soddisfatto le condizioni della sua chiamata, assegnando quindi il punteggio indicato dalla seguente tabella

Dichiarazione Signore vincente Signore perdente
Signore Amico Poveri Signore Amico Poveri
Chiamo
(o Di più con chiamata in mano)
+2 +1 -1 -2 -1 +1
Di più +8 - -2 -8 - +2
Maso +16 - -4 -16 - +4
Maso dei masi +32 - -8 -32 - +32

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gian Pietro Zerbini, Le carte ferraresi dai tarocchi del Tasso al gioco del Trionfo, in La nuova Ferrara, 7 novembre 2011. URL consultato il 16 novembre 2016 (archiviato il 16 novembre 2016).
  2. ^ a b c d e Angiolino e Sidoti, p. 597
  3. ^ Angiolino e Sidoti, p. 596
  4. ^ Angiolino e Sidoti, pp. 596 e 1103
  5. ^ a b c d (EN) Marafon - Beccaccino, su Pagat.com. URL consultato il 16 novembre 2016 (archiviato il 10 novembre 2015).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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