Manifestazioni della Piazza Shahbag nel 2013

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Le manifestazioni della Piazza Shahbag (dette anche moti dello Shahbag) sono iniziate il 5 febbraio 2013 a Dacca, la capitale del Bangladesh, con la raccolta di firme per la pena di morte di Abdul Quader Mollah e tutti gli altri criminali di guerra responsabili effettivi delle azioni compiute durante la Guerra di Liberazione del Bangladesh del 1971. Il 5 febbraio 2013, il Tribunale internazionale sui crimini del 1971 ha condannato Quader Mollah alla prigione[1][2]. Quader Mollah è stato infatti riconosciuto responsabile di genocidio, assassinio e stupro (di un minatore di 11 anni) durante la guerra di liberazione. Quader Mollah è stato altresì riconosciuto colpevole dal tribunale d'esser stato mandante di una serie di massacri in larga scala. Le numerose atrocità perpetrate da Abdul Quader Mollah gli hanno fatto guadagnare il soprannome di "Macellaio di Mirpur"[3]. Il 5 febbraio 2013, il tribunale internazionale dei Crimini sul Bangladesh ha condannato Abdul Quader Mollah all'ergastolo, dopo aver dimostrato la sua colpevolezza per 5 capi d'accusa dei 6 a lui imputati[4]. Nelle ore seguenti il verdetto, il malcontento di massa crebbe in Bangladesh, poiché la maggioranza della popolazione attendeva un giudizio di pena capitale[5][6][7].

Dalle prime proteste al coinvolgimento di massa[modifica | modifica wikitesto]

I blogger e gli attivisti online mobilizzarono l'opinione pubblica organizzando una manifestazione di massa nelle vie cittadine verso la Piazza Shabag, nel cuore di Dacca[8]. Cittadini di tutte le età e i ceti sociali parteciparono spontaneamente alla protesta e alla manifestazione culminata appunto nella Piazza Shahbag[9]. In ragione del coinvolgimento delle nuove generazioni alla protesta, l'incrocio di Shahbag è attualmente soprannominato "Projonmo Chottor", la piazza delle generazioni. Tale avvenimento è paragonato alle manifestazioni di Piazza Tahrir in Egitto. Migliaia di persone si accamparono nella Piazza durante la giornata e la notte, chiedendo la pena capitale per Abdul Quader Mollah, rifiutando di lasciare la Piazza senza aver ottenuto la pena capitale per i crimini di guerra[10].

Ritorsioni nei confronti dei manifestanti[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente è iniziata la rappresaglia nei confronti dei manifestanti più fervidi da parte del partito di Abdul Quaderl Mollah, con l'eliminazione fisica degli attivisti. Tra febbraio e maggio 2013 tre blogger sono stati uccisi[11].

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

La condanna di Abdul Quader Mollah venne commutata in pena capitale eseguita nel dicembre 2013[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Shahbagh grand rally demands ban on Jamaat, The Daily Star, 9 febbraio 2013. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  2. ^ (EN) Cry for Jamaat ban, Bdnews24.com, 8 febbraio 2013. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  3. ^ (EN) Huge Bangladesh rally seeks death penalty for War Crimes, BBC, 8 febbraio 2013. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  4. ^ "Summary of verdict in Quader Mollah case", The Daily Star, 6 Febbraio 2013
  5. ^ "OUTRAGED", The Daily Star, 6 Febbraio 2013
  6. ^ "Verdict not acceptable", The Daily Star, 6 Febbraio 2013
  7. ^ "Verdict surprises some top jurists", The Daily Star, 7 Febbraio 2013
  8. ^ (EN) Compilation of Shahbag Movement: A new Sun Uplifts, Priyo.com, Lunedì, 11 Febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2013).
  9. ^ "Outrage explodes over verdict", The Daily Star, 7 Febbraio 2013
  10. ^ (EN) Masses rally for death sentence to all war criminals, Bdnews24.com, Mercoledì, 8 Febbraio 2013. URL consultato il 9 febbraio 2013.
  11. ^ (EN) Bangladeshi Blogger Who Wrote on Site Promoting Secularism Is Killed, New York Times, 12 maggio 2013. URL consultato il 12 maggio 2013.
  12. ^ (EN) Bangladesh Executes Opposition Leader, The Wall Street Journal, 12 dicembre 2013. URL consultato il 6 gennaio 2106.

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